Non credo esista una regola valida per tutti, tanto variegato è il sistema di correlazione genitore-figlio, ma penso sia inevitabile che i figli risentino degli errori dei propri genitori, per quanto questi facciano per limitare al massimo le conseguenze nefaste, laddove ne siano consci.
Dando per scontata un minimo di ragionevolezza nei comportamenti del genitore, non credo ci sia molto altro da fare nei confronti del figlio. Il problema non sono tanto le scelte del genitore, giuste o sbagliate, quanto le aspettative del figlio, che rimangono sconfinate ed insondabili.
I'm laying down, eating snow
My fur is hot, my tongue is cold
On a bed of spider web
I think of how to change myself
A lot of hope in a one man tent
There's no room for innocence
So take me home before the storm
Velvet mites will keep us warm.
Hai aperto un calderone...
Non so veramente da che parte cominciare, forse potresti circoscrivere un po l'argomento.
Parliamo di educazione?
Parliamo di assicurare al proprio figlio quante + possibilita' di scegliere il proprio futuro?
Parli di condizionare il proprio figlio a causa di ragioni economiche/sociali/tradizioni pregresse?
Si parla di errori, di sbagli e quindi di colpe. Che possono essere dappertutto: nell'educazione, nella preoccupazione per il futuro, nel condizionamento economico-sociale-religioso-culturale. Certo è generico il modo in cui è stato posto il dilemma, uno sbaglio può essere anche nella scelta della tappezzeria della cameretta del figlio, che di tanto nero o di quella lucetta fissa negli occhi la notte ne è rimasto traumatizzato, mettiamo. Chi può dirlo? Così, qualsiasi scelta consapevole o meno può costituire un errore.
"Le colpe dei padri ricadono sui figli".
In che misura, secondo voi? In che modo un genitore può tutelare i figli dai propri sbagli?
C'è una soluzione o è un male inevitabile?
Io penso che le vite si intrecciano tra di loro oltre la parentela ed è inevitabile , se non ricade sul figlio la colpa del padre può ricadere la colpa della società in cui vive , esempio se io inquino l'ambiente il danno ricade anche sui figli altrui
Beh certo, se mio padre per lavoro fosse costretto a trasferirsi in Patagonia, ovvio che io figlia ne risentirei, e potrei considerarlo un errore quanto un'esperienza costruttiva, oppure maledire mio padre per tutta la vita se decidesse di andarci da solo abbandonando la famiglia. E' tutto molto relativo e soggettivo, senza contare che esistono anche errori e colpe di figli che ricadono inevitabilmente sui propri genitori.
Ah ok.
Beh non so..immagino che il "sacrificio" per il bene del figlio sia una tendenza naturale per un genitore. Io penso anche che "l'amore" sia una forma di alleviamento del proprio egoismo. Immagino che ogni individuo possieda il proprio personale equilibrio, probabilmente il punto di rottura è il rimorso.
Ma io non faccio molto testo, probabilmente non ho uno spiccato senso materno.
Forse è meglio che non esprima opinioni.
Idem il concetto di "sacrificio", che spesso equivale a rinuncia. e io figlia potrei considerarlo un atto di viltà. Qualsiasi azione, secondo me, personale di ciascuno di noi nel bene o nel male che sia ricade inevitabilmente su chi vive insieme a noi o con noi ha stretti rapporti di qualsiasi genere.
E' un argomento nel quale risulta ben difficile stilare delle regole generali. E' naturale che qualsivoglia scelta del genitore, ovviamente di un certo peso, ricada sui figli. Le ho pagate e le sto pagando ancora pesantemente, le scelte dei miei genitori. Ma d'altro canto è anche difficile, da genitore, capire quale sia la scelta migliore. Anche perché si tende sempre a muoversi spinti dall'egoismo, prima di tutto.
E comunque spesso non ci si rende conto delle implicazioni di una propria scelta finché non si verificano delle conseguenze.
Un esempio: se io genitore soffro di qualche patologia e non mi tengo curato, pensando che tanto di qualcosa bisognerà pur morire, magari in quel momento non me ne rendo conto, ma sto segnando anche la vita di mio figlio: se in un futuro, infatti, la malattia mi renderà invalido, starà alla prole il compito di assistermi.
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
Comment