perdono di cosa ? che senso ha chiedere perdono dove non c'è colpa ? se la partner "soffre" perché io non sono come lei vorrebbe che fossi, che succede ?
La sofferenza della persona amata merita sempre rispetto. Tutto qua.
La sofferenza della persona amata merita sempre rispetto. Tutto qua.
beh, certo; ma il rispetto è una cosa, il perdono un'altra, che implica essersi resi responsabili di un atto quantomeno colposo;
colpa e perdono stabiliscono una relazione di "credito", di disuguaglianza, e perciò di potere; e il potere è antinomico all'amore...
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colpa e perdono stabiliscono una relazione di "credito", di disuguaglianza, e perciò di potere; e il potere è antinomico all'amore...
chi ci ha capito alzi la mano!
..e spieghi per favore
Axe rimani in paziente attesa
" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti."Nahui
Io ho capito: è grave?
Axe suppone che, quando si viene perdonati dal partner - per esempio per aver versato l'olio toscano sul divano a due posti di seta cinese dell'epoca Ming - poi uno si senta obbligato ad essergli grato, e la gratitudine, come insegna Cicerone, può essere un fardello pesante. Per esempio, dovrai morderti la lingua e sopportare la pasta scotta, la strisciata marron glacè nel water, e questo significa che il tuo partner, attraverso i sensi di colpa, esercita di fatto un potere su di te, esemplificabile attraverso il detto bruzio "Quando sì marteddu batti, quando sì incudine statti" (Quando sei martello, batti, quando sei incudine, sopporta. N.d.T.). Incudine per il resto della tua vita!
Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
(George Bernard Shaw)
quello che volevo far presente a Cono, è che evidentemente lui ha presente la nozione cristiana del Perdono, che è un gesto gratuito:
se un ragazzino di passaggio mi graffia la carrozzeria dell'auto nuova con le chiavi e io lo perdono, compio un gesto che non mi porta alcun vantaggio concreto e diretto, poiché nulla potrò far valere nei confronti dell'infante;
ma il "perdono" nell'ambito di relazioni consolidate comporta, come ha spiegato Nahui, l'alterazione di un rapporto e dei relativi equilibri, e perciò non è necessariamente un gesto cristianamente disinteressato e pacifico come si sarebbe portati a pensare;
per restare aderenti al 3d, il rapporto di potere tra due partners, e la misura in cui esso incide nella vita della coppia, sono elementi essenziali per capire il senso del litigio e della sua eventuale soluzione.
Il Perdono è una prerogativa divina. Non viene naturale a nessuno di noi, voglio dire. Al massimo arriviamo a perdonare condizionatamente: "Ti perdono ma non farlo più". O a perdonare quando qualcuno, contrìto, ce lo chiede. Solo se la coppia ha fatto un percorso di conoscenza profonda e di accettazione reciproca, può perdonarsi scambievolmente. Indipendentemente dall'avere ragione o no su qualsiasi fatto o argomento. Ci si perdona, dunque, a prescindere. Perchè si è diversi, perchè la si pensa in modo opposto, a volte. E quando ci si scontra e si litiga, si soffre. Molto. Perdonarsi prima di dormire (o il più presto possibile, è chiaro) spegne l'incendio di solitudine che si crea, inocula l'antidoto e smorza gli effetti del veleno.
Il Perdono è una prerogativa divina. Non viene naturale a nessuno di noi, voglio dire. Al massimo arriviamo a perdonare condizionatamente: "Ti perdono ma non farlo più". O a perdonare quando qualcuno, contrìto, ce lo chiede. Solo se la coppia ha fatto un percorso di conoscenza profonda e di accettazione reciproca, può perdonarsi scambievolmente. Indipendentemente dall'avere ragione o no su qualsiasi fatto o argomento. Ci si perdona, dunque, a prescindere. Perchè si è diversi, perchè la si pensa in modo opposto, a volte. E quando ci si scontra e si litiga, si soffre. Molto. Perdonarsi prima di dormire (o il più presto possibile, è chiaro) spegne l'incendio di solitudine che si crea, inocula l'antidoto e smorza gli effetti del veleno.
Cono, è tutto bellissimo, ma aggira il punto che avevo espresso:
una prerogativa divina sottolinea, appunto, un'asimmetria di facoltà: Dio perdona, perchè tutto può ed è "al di sopra";
ma tra persone che si dovrebbero porre alla pari, il perdono presuppone necessariamente un torto subìto e l'accettazione di quelle condizioni;
ora, se due persone litigano per una divergenza di vedute, entrambe concepibili - poniamo, sull'educazione dei figli - non si produce necessariamente un torto;
se alla fine uno "perdona" l'altro, condizionatamente, a patto che... il senso che risulta dalla situazione è che chi ha "perdonato" comanda e impone il proprio punto di vista, e chi chiede di essere perdonato accetta la propria condizione di inferiorità;
penso che questione non e´se una persona si merita il perdono,la questione e´se il tuo cuore e´pronto a perdonare
" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti."Nahui
penso che questione non e´se una persona si merita il perdono,la questione e´se il tuo cuore e´pronto a perdonare
A volte mi commuovi, Mister. Davvero. Hai sintetizzato magnificamente quello che intendevo dire: Se nella coppia c'è un amore che trascende quello umano, gli equilibri di potere non ne sono più la base.
Se nella coppia c'è un amore che trascende quello umano, gli equilibri di potere non ne sono più la base.
Cono, tu ti metti le fette di salame davani agli occhi:
una coppia, se è tale, è sempre il frutto di un evento negoziale, e il potere è alla base di quell'equilibrio, per forza;
il Perdono che evochi tu è il sentimento unilaterale e gratuito di chi non può ottenere nessun beneficio dalla persna perdonata che si è resa responsabile di una colpa; il figlio della vittima che perdona il terrorista che si trova in carcere, ecc...
ma quando tra due persone c'è una relazione che implica quello che tu definisci come perdono condizionato, quel sentimento gratuito non esiste, e si tratta semplicemente di uno strumento con cui si gestiscono i rapporti di forza;
come va a finire la controversia che originato il litigio o il comportamento colposo ? finisce che uno dei due la abbozza e cede all'imposizione dell'altro; il che non necessariamente è un male;
ma, per favore, non travestiamo quel perdonastro da Virtù cristiana quando è evidentemente solo una procedura negoziale;
l'amore che trascende quello umano è una bella frase, ma poi, in concreto, che succede davvero quando resta una divergenza di punti di vista e si deve decidere qualcosa ?
Axe, io posto solamente il mio pensiero...la mia esperienza, il mio vissuto. Ogni mènage ha le sue storie e le sue particolarità, mi sembra ovvio. Si litiga, ci si riappacifica e ci si perdona (o non ci si perdona) in mille modi diversi....
Nel caso, comunissimo, che descrivi, quando risulta davvero impossibile trovare un punto d'accordo....si rinuncia per amore. A volte l'uno e a volte l'altro. Accogliendosi e stimandosi reciprocamente. Sempre.
Axe, io posto solamente il mio pensiero...la mia esperienza, il mio vissuto. Ogni mènage ha le sue storie e le sue particolarità, mi sembra ovvio. Si litiga, ci si riappacifica e ci si perdona (o non ci si perdona) in mille modi diversi....
Nel caso, comunissimo, che descrivi, quando risulta davvero impossibile trovare un punto d'accordo....si rinuncia per amore. A volte l'uno e a volte l'altro. Accogliendosi e stimandosi reciprocamente. Sempre.
rinunciare è relativamente semplice, se si tratta solo di amor proprio;
ma pensa a quando le scelte controverse riguardano questioni comuni, o peggio i figli, e ciascuno è convinto di essere nel giusto; la rinuncia la devi accettare per loro conto...
il tema del 3d è il litigio, e tu hai invocato "il perdono" quale modalità per risolverlo;
il perdono però comporta un torto e una ragione acclarati, la cui nozione è condivisa dai litiganti, e perciò la soluzione a monte del conflitto, di cui il perdono può essere semmai conseguenza, non soluzione;
chi "perdona" è il vincitore di un confronto, cui l'altro si sottomette.
Anche perchè difficilmente si perdona chi non ammette di avere torto. Il riconoscimento della "colpa" o comunque dell'errore di valutazione o prospettiva è presupposto della tentata riconciliazione.
Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
(George Bernard Shaw)
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