Divido l'intervento di partenza in tre parti, per parlare delle aspettative agli appuntamenti.
Prima situazione. Una semplice discussione al bar con una banconiera mi ha fatto un po' pensare. Questa tipa, tempo fa, è uscita con un mio collega che la tampinava palesemente e in modo piuttosto goffo e stressante (ciao stupenda creatura - ciao splendore - lo sai che io e te saremmo proprio una bella coppia- ecc ecc, oltre a qualche strusciamento un po' volgare). Come scritto, lei ha accettato; in questa prima -e ultima- uscita, sono andati a prendere un aperitivo, e qui lui si è palesato dicendole di volere una storia con lei.
Preciso che questa tipa non è niente di che, non solo per il mio metro ma secondo tutti i miei amici e colleghi maschi che la conoscono.
Lei evidentemente non ha gradito, perché -come ho scritto- ha deciso di non uscirci più, e di non telefonargli o mandargli messaggi. Non ha più accettato i suoi successivi inviti via sms, e ove necessario ha fornito qualche scusa del tipo 'sono molto impegnata', 'non è il periodo giusto' ecc ecc. sperando che lui capisse. In effetti dopo parecchio tempo lui ha rinunciato a contattarla.
La cosa che mi irrita (e qui giungo al nocciolo della questione) è che tuttora, quando affrontiamo con lei l'argomento, lei lo prende pure per il culo, evidenziando la sua goffaggine, la sua finta sicurezza, il suo aspetto.
A questo punto le ho chiesto: ma scusa, se di questo tizio non c'era NIENTE che ti piaceva, perché cazzo ci sei uscita???
Risposta (cito a memoria):
"Ma perché non dovevo? E' stata un'uscita in amicizia, evidentemente mi faceva piacere andarci solo a bere un aperitivo, non ci vedo niente di male, se due escono per un caffè o un aperitivo non vuol mica dire che ci debba poi essere per forza qualcosa, no??"
A questo punto le ho fatto notare più volte che il mio collega si era praticamente DA SEMPRE dimostrato interessato nei suoi confronti, quindi una sua uscita con lui avrebbe ovviamente portato solo in una direzione.
Niente da fare, secondo la tizia non c'era niente di male a prendere qualcosa insieme, e il gesto non doveva avere per forza secondi fini. La cosa mi ha lasciato allibito. (1. continua)
Prima situazione. Una semplice discussione al bar con una banconiera mi ha fatto un po' pensare. Questa tipa, tempo fa, è uscita con un mio collega che la tampinava palesemente e in modo piuttosto goffo e stressante (ciao stupenda creatura - ciao splendore - lo sai che io e te saremmo proprio una bella coppia- ecc ecc, oltre a qualche strusciamento un po' volgare). Come scritto, lei ha accettato; in questa prima -e ultima- uscita, sono andati a prendere un aperitivo, e qui lui si è palesato dicendole di volere una storia con lei.
Preciso che questa tipa non è niente di che, non solo per il mio metro ma secondo tutti i miei amici e colleghi maschi che la conoscono.
Lei evidentemente non ha gradito, perché -come ho scritto- ha deciso di non uscirci più, e di non telefonargli o mandargli messaggi. Non ha più accettato i suoi successivi inviti via sms, e ove necessario ha fornito qualche scusa del tipo 'sono molto impegnata', 'non è il periodo giusto' ecc ecc. sperando che lui capisse. In effetti dopo parecchio tempo lui ha rinunciato a contattarla.
La cosa che mi irrita (e qui giungo al nocciolo della questione) è che tuttora, quando affrontiamo con lei l'argomento, lei lo prende pure per il culo, evidenziando la sua goffaggine, la sua finta sicurezza, il suo aspetto.
A questo punto le ho chiesto: ma scusa, se di questo tizio non c'era NIENTE che ti piaceva, perché cazzo ci sei uscita???
Risposta (cito a memoria):
"Ma perché non dovevo? E' stata un'uscita in amicizia, evidentemente mi faceva piacere andarci solo a bere un aperitivo, non ci vedo niente di male, se due escono per un caffè o un aperitivo non vuol mica dire che ci debba poi essere per forza qualcosa, no??"
A questo punto le ho fatto notare più volte che il mio collega si era praticamente DA SEMPRE dimostrato interessato nei suoi confronti, quindi una sua uscita con lui avrebbe ovviamente portato solo in una direzione.
Niente da fare, secondo la tizia non c'era niente di male a prendere qualcosa insieme, e il gesto non doveva avere per forza secondi fini. La cosa mi ha lasciato allibito. (1. continua)



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