Divorzio e separazioni

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #1

    Divorzio e separazioni

    Premessa : se non è questa la sezione del tema, prego i sigg. MOD di collocarla in quella giusta.

    Il divorzio e/o la separazione sono la chiara espressione di un fallimento per due persone che avevano riposto ed investito le loro risorse sentimentali in quel rapporto ormai distrutto.

    Da un divorzio, da una separazione non possono uscire vincitori, entrambi sono perdenti, magari potrà esserci un maggiore o minore, ma sempre sconfitti entrambi.

    E non solo loro, nel caso abbiano avuto figli, anch'essi subiranno le conseguenze di quel fallimento e, comunque anche gli altri familiari saranno più o meno cointeressati da questo evento.

    Ecco che vi chiedo se avete amici da prima che vivessero questa esperienza e come si è trasformato il vostro rapporto con essi.

    Già perchè è di questo aspetto che vorrei si parlasse.

    Lui & Lei li ho conosciuti ch'erano già sposati e genitori di 2 splendidi ragazzi, poi..... a separazione avvenuta sono rimasto amico di entrambi, ma con grande difficoltà.

    Come, in genere, si cambiano amicizie e frequentazioni, dopo il matrimonio, accade la stessa cosa, dopo un divorzio.

    Raccontate, se vi va.
    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel
  • nahui
    Astensionista

    • 05/03/09
    • 21040

    #2
    Mia madre: due divorzi, due morti sociali. Amici tutti rimasti rispettivamente a mio padre ed al secondo marito. Gente che mangiava ogni sabato le sue polpette di melanzane, scomparsa. La sfortuna di essere bellissima e di far paura alle comari.
    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
    (George Bernard Shaw)

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #3
      beh, per gli esterni è sempre difficile collocarsi in una situazione del genere, perché il più delle volte si accede da una parte sola, a cui si tende ad essere fedeli, l'amico conosciuto prima, con cui si condivide;
      in caso di rotture traumatiche si viene un po' trascinati a prendere posizione, anche perché l'onestà intellettuale per fare altrimenti e discernere ha un notevole costo di relazione: se il tuo amico - come sicuramente avviene - ha una parte di torto, ci vuole notevole sicurezza e abilità nei rapporti interpersonali per gestire una critica in un momento tanto difficile in cui magari viene richiesto appoggio incondizionato;

      detto questo, bisognerebbe parlare anche di come si vive la fase precedente, quella del conflitto intra-moenia in cui maturano i dissidi all'origine della rottura, con tutte le tensioni e i sentimenti negativi che vi possono allignare.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • Misterikx
        whatever..
        • 24/03/05
        • 15327

        #4
        Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
        Mia madre: due divorzi, due morti sociali. Amici tutti rimasti rispettivamente a mio padre ed al secondo marito. Gente che mangiava ogni sabato le sue polpette di melanzane, scomparsa. La sfortuna di essere bellissima e di far paura alle comari.
        io adoro le polpette di melanzane..

        giusto ora al tg;
        -durata media dei matrimoni 15 anni
        -85% separazione consenziente
        -eta media 42 donne - 45 uomini
        " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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        • Aquila Nera
          Opinionista
          • 15/07/13
          • 176

          #5
          il divorzio è da eliminare, fa male a tutti.

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #6
            Originariamente Scritto da dietrologo
            non trovo giusto nemmeno il termine di divorzio=fallimento
            ma certo !
            condividere la quotidianità per due anni è già indice di un relativo grande successo, anche considerato che capare una persona davvero affine e stimolante è davvero un terno al lotto;
            bicchiere mezzo pieno per tutta la vita

            c.v.d., apprezzare il Qulo è indice di sicura saggezza
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • arecata
              • 03/04/13
              • 5519

              #7
              @ Dietrologo, parlo di fallimento perchè un adulto DEVE essere responsabile delle sue azioni.

              Il matrimonio civile (il mio) si differenzia dal matrimonio religioso, che in Italia sono la maggioranza, oltre che per la ritualità anche per la formula con la quale ci si impegna davanti a Dio (i protagonisti si dichiarano fervidi credenti-osservanti ed hanno anche seguito un iter programmato per giugere alla cerimonia) fino alla propria morte.

              Questo giuramento, non andrebbe intrapreso a cuor leggero, perchè rappresenta la fusione di due unità distinte che s'impegnano a divenire un'unica unità, diversa ovviamente, e cioè una coppia.

              Ecco che quando si rompe la suddetta unità, a mio avviso si può parlare pienamente di fallimento.

              Il matrimonio laico o con la sola comune determinazione di convivere, privi della ritualità e solennità del precedente, hanno, comunque lo stesso intento e cioè la condivisione delle proprie vite senza alcuna data di scadenza, quindi all'infinito.

              Non ho mai sentito che ci siano state proposte di amore e/o convivenza per un periodo prefissato.........

              La successiva, eventuale decisione di porre fine al rapporto, a questa unione, crea la necessità ad almeno uno dei due di cambiare, oltre le abitudini acquisite con la convivenza, anche il domicilio, l'arredamento etc. Inoltre, difficilmente le separazioni, per quanto consensuali e condivise, trovano l'accordo sereno e pacato della divisione degli oggetti in comune etc.

              Se questo non è un fallimento, cos'è?
              Pánta rhêi hōs potamós

              arecata è il 2° nick-name di Blasel

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              • nahui
                Astensionista

                • 05/03/09
                • 21040

                #8
                Sono d'accordo Arecata, ma è pur sempre una questione culturale. Se si avessero meno aspettative, non si avvertirebbe questo senso di sconfitta.
                "Caro amico, abbiamo passato anni bellissimi insieme, costruito cose e case, parole, persone e animali, città e cantanti, ma adesso basta, sò stufa, magari sei stufo pure te: avrai sempre un posto speciale nella mia vita e nella mia tavola, ma ora ognuno per la sua strada, vita nuova, aria nuova".
                Una cosa così, smart, no?
                Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                (George Bernard Shaw)

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #9
                  Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio

                  Questo giuramento, non andrebbe intrapreso a cuor leggero, perchè rappresenta la fusione di due unità distinte che s'impegnano a divenire un'unica unità, diversa ovviamente, e cioè una coppia.

                  Ecco che quando si rompe la suddetta unità, a mio avviso si può parlare pienamente di fallimento.
                  ...
                  Non ho mai sentito che ci siano state proposte di amore e/o convivenza per un periodo prefissato.........

                  La successiva, eventuale decisione di porre fine al rapporto...
                  Se questo non è un fallimento, cos'è?
                  a rigor di logica, puoi aver ragione;
                  ma in pratica, il fallimento si dovrebbe misurare in relazione al realismo del fine (ci sono sportivi che attraversano la manica a nuoto; si può; ma sono in pochi quelli attrezzati e la fede e l'entusiasmo forse non bastano);

                  nella storia umana, il matrimonio quasi mai è stato considerato indissolubile (o "chiuso") - nonostante la proiezione retrospettiva che siamo spesso indotti a praticare, a partire dalla nozione cattolica - e questo avrà pure un suo senso, no ?
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • Aquila Nera
                    Opinionista
                    • 15/07/13
                    • 176

                    #10
                    Originariamente Scritto da dietrologo
                    caschi male con me , primo perchè Dio per me non è la chiesa e i sui precetti ,
                    se non è budda il tuo dio, caschi male.
                    La chiesa si identifica come corpo di dio in terra lo sapevi?
                    Poi ognuno è libero di scegliere dal paniere come crede...

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #11
                      Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
                      Non ho mai sentito che ci siano state proposte di amore e/o convivenza per un periodo prefissato.........
                      tu sei un uomo di mondo, medico, colto, avrai fatto il classico, suppongo; perciò non ti dovrebbe essere estraneo il metodo ed il distacco dell'osservatore, no ?

                      nella storia, il matrimonio non è mai stato fondato sull'(la promessa di)amore, ma solo sulla convenienza sociale a tutela del patrimonio e dell'ordine sociale stesso;

                      i sentimenti dei coniugi non hanno mai avuto cittadinanza in quell'istituto, se non a partire dall'epoca romantica, e solo per una ristrettissima cerchia di gruppi sociali di estrazione borghese e intellettuale relativamente più propensi o liberi dall'obbligo di conformarsi;
                      dai più umili braccianti, ai borghesi, fino ai principi, tutti erano tenuti a sistemarsi come conveniva, salvo poi coltivare propensioni extra, a seconda delle opportunità;

                      introdurre l'"amore" nella formula matrimoniale è un azzardo folle, che tuttavia oggi riteniamo come scontato;

                      è un po' come se per secoli avessimo preparato pasta pomodoro e basilico: bene, poteva riuscire più o meno buona, a seconda della preparazione accurata e della qualità degli ingredienti, ma quella era;
                      poi, un giorno improvvisamente si decide di aggiungere due ingredienti - i sentimenti - pescati alla cieca nella dispensa, dove c'è davvero di tutto;

                      se peschi i cetriolini e le acciughe, ti va statisticamente di gran lusso; ma nella dispensa c'è il cacao amaro in polvere, la marmellata di albicocche, lo zucchero, la farina...

                      le esperienze, la vita in generale, cambiano sensibilità e aspettative delle persone, spostano il baricentro dei valori e dei sentimenti; questo l'umanità lo ha sempre saputo, e ha sempre previsto il disgiungimento dell'istituto matrimoniale dai sentimenti;

                      siamo noi contemporanei a viverla in modo schizoide, finché non riusciremo a rimodellare la nozione di famiglia rendendola un po' più armonica alla reale dimensione dei sentimenti, dell'aspettativa di vita e dei valori mutati.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        E poi il divorzio è una possibilità, non un obbligo, fruibile pure individualmente il che permette a ciascuno di regolarsi come crede.
                        Quindi non ci dovrebbero essere lamentele se non per motivazioni proprie estranee all'istituto in se, ovvero volere la vita degli altri regolata secondo le proprie concezioni.

                        Nel privato, naturalmente, il proprio eventuale divorzio ciascuno se lo valuta come crede, ma il proprio eventuale divorzio è cosa diversa dall'istituto giuridico che lo regolamenta.

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                        • Cerbero
                          Dito nel Culo
                          • 13/10/10
                          • 634

                          #13
                          Originariamente Scritto da Aquila Nera Visualizza Messaggio
                          il divorzio è da eliminare, fa male a tutti.
                          Forse sarebbe da eliminare il matrimonio, e il problema sarebbe risolto alla base.
                          "Beati i giusti, perché saranno giustiziati". (Angelo Cecchelin)

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #14
                            Magari il matrimonio ha altre funzioni che lo rendono necessario come la certificazione delle relazioni, della genitorialità e a caduta della trasmissione dei patrimoni a che se ne eviti la dispersione.
                            Un po come per una società commerciale che necessita delle sue formalità di certificazione pubblica dato che operando nel contesto economico generale poi sarebbe complicato rapportarsi con una società fatta da soci che sono legati da una stretta di mano.

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                            • Cerbero
                              Dito nel Culo
                              • 13/10/10
                              • 634

                              #15
                              Matrimonio per l'uomo = Fare contenta la donna che vuol mettersi un bell'abito bianco e fare una cerimonia sfarzosa.

                              Situazioni successive = rotture di palle e casini per il divorzio, con gran gioia degli avvocati. L'unica consolazione è che anche gli avvocati si separano e divorziano.

                              Lato positivo: il 'regolarizzare' delle situazioni in caso di morte del coniuge o di eredità ai figli. Cosa che si può comunque fare anche mettendo una firmetta su un pezzo di carta, senza tante cerimonie.

                              Ho diversi colleghi / amici con figli (uno ne ha tre) e non sposati, mi pare che se la passino comunque bene, e di certo io non li ho mai visti come degli appestati, anzi li rispetto per la loro scelta.
                              "Beati i giusti, perché saranno giustiziati". (Angelo Cecchelin)

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