è un argomento troppo incasinato per dire cose sensate;
l'unica osservazione che mi viene in mente, per esperienza personale che vale quel che vale, è che se determinate circostanze impongono l'esclusione del possesso, cioè l'idea di esclusività proiettata su una determinata persona che connota la condizione standard di coppia, spesso si aprono prospettive sconosciute ai più, in termini di ascolto, tolleranza, accettazione dell'altro;
cose normali nell'amicizia autentica, ma che difficilmente riescono a trovare cittadinanza stabile ove ci sia la prospettiva della trombescion istituzionale;
il corollario di questa osservazione, in negativo fotografico, è che quando si contempla l'interesse per un possibile possesso, tutte le capacità empatiche e di autentica gratuità, se ne vanno in esilio.
l'unica osservazione che mi viene in mente, per esperienza personale che vale quel che vale, è che se determinate circostanze impongono l'esclusione del possesso, cioè l'idea di esclusività proiettata su una determinata persona che connota la condizione standard di coppia, spesso si aprono prospettive sconosciute ai più, in termini di ascolto, tolleranza, accettazione dell'altro;
cose normali nell'amicizia autentica, ma che difficilmente riescono a trovare cittadinanza stabile ove ci sia la prospettiva della trombescion istituzionale;
il corollario di questa osservazione, in negativo fotografico, è che quando si contempla l'interesse per un possibile possesso, tutte le capacità empatiche e di autentica gratuità, se ne vanno in esilio.

Forse sono dinamiche presenti in tutti i rapporti umani, tocca rassegnarsi.


io continuavo a stare serena e rilassata con gli amici che non mi interessavano (in quanto ero pienamente libera da pugnettamenti mentali del tipo: gli piacero'?!?) mentre a loro evidentemente lo slip tirava 
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