Cono Vs axe

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #16
    Il solco si amplia sempre più....
    Non ci si sposa per "sistemarsi". Nè se si è credenti e nemmeno se non lo si è, Axe: Ci si sposa e ci si dona all'altro (spiritualmente e corporalmente) per completare un percorso di vita. Perchè l'altro ci completa, perchè guardare al futuro tenendosi per mano (nella buona e nella cattiva sorte) è un'esperienza meravigliosa. Ci si sposa per aprirsi alla vita, osservando in prima persona il miracolo dei figli, il loro crescere, il loro maturare per gradi, responsabilmente, coscientemente....
    Non credo di essere una mosca bianca, nel pensare e vivere così il Matrimonio, amici miei. Oggi i giovani (certamente più di ieri) hanno bisogno di orientamento, di guida amorevole, di sapere cosa è bene e cosa è male: Non di sperimentarlo sulla propria pelle! Quando spesso, ormai, è troppo tardi. Troppo tardi per guarire ferite visibili ed invisibili....
    Confrontarsi con loro può essere faticoso, a volte. E' vero. Si preferisce delegare alla scuola, agli amici, ai mezzi di comunicazione (brividi!!!)....alla vita stessa, alle esperienze che faranno, eccetera. Non sapendo di esporli a pericoli mortali.
    Mi fareste davvero contento, in questo senso, se vi prendeste 2 ore di tempo per leggere un librettino (vi assicuro che si legge tutto d'un fiato) che tratta proprio del rapporto genitori-figli in modo semplice, disincantato, moderno, a-religioso: IL PADRE, L'ASSENTE INACCETTABILE, di Claudio Risè. Magari poi ci confrontiamo su quello che dice.

    Il padre. L'assente inaccettabile è un libro di Claudio Risé pubblicato da San Paolo Edizioni nella collana Problemi sociali d'oggi: acquista su IBS a 9.50€!
    amate i vostri nemici

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    • Misterikx
      whatever..
      • 24/03/05
      • 15327

      #17
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      Il solco si amplia sempre più....
      File Allegati
      " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #18
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Il solco si amplia sempre più....
        Non ci si sposa per "sistemarsi". Nè se si è credenti e nemmeno se non lo si è, Axe: Ci si sposa e ci si dona all'altro (spiritualmente e corporalmente) per completare un percorso di vita. Perchè l'altro ci completa, perchè guardare al futuro tenendosi per mano (nella buona e nella cattiva sorte) è un'esperienza meravigliosa. Ci si sposa per aprirsi alla vita, osservando in prima persona il miracolo dei figli, il loro crescere, il loro maturare per gradi, responsabilmente, coscientemente....
        Non credo di essere una mosca bianca, nel pensare e vivere così il Matrimonio, amici miei.
        cono, mi sembra tu confonda le tue legittime opinioni e desideri con la realtà, che invece è molto sfaccettata;
        nella realtà le persone si sposano per infiniti motivi, che sfuggono a me e a te, e che il più delle volte sono parecchio distanti da quelli che elenchi tu;
        poi, capisco che vorresti che le cose fossero come dici tu, ma questo non cambia la realtà delle persone;

        Oggi i giovani (certamente più di ieri) hanno bisogno di orientamento, di guida amorevole, di sapere cosa è bene e cosa è male: Non di sperimentarlo sulla propria pelle! Quando spesso, ormai, è troppo tardi. Troppo tardi per guarire ferite visibili ed invisibili....
        mah, capisco le apprensioni di padre, ma non ti puoi surrogare al loro libero arbitrio; non s impara dagli altri cosa è bene e cosa male, ma solo dall'esperienza;

        quello che ti dice Nahui a proposito dell'educazione sessuale corrisponde esattamente alla saggezza di voler evitare ferite irreparabili, come gravidanze indesiderate o malattie sessualmente trasmesse;

        Mi fareste davvero contento, in questo senso, se vi prendeste 2 ore di tempo per leggere un librettino (vi assicuro che si legge tutto d'un fiato) che tratta proprio del rapporto genitori-figli in modo semplice, disincantato, moderno, a-religioso: IL PADRE, L'ASSENTE INACCETTABILE, di Claudio Risè. Magari poi ci confrontiamo su quello che dice.

        http://www.ibs.it/code/9788821548437...cettabile.html
        letto molto Risé; alcune cose le condivido, altre no.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66024

          #19
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          cono, mi sembra tu confonda le tue legittime opinioni e desideri con la realtà, che invece è molto sfaccettata;
          nella realtà le persone si sposano per infiniti motivi, che sfuggono a me e a te, e che il più delle volte sono parecchio distanti da quelli che elenchi tu;
          poi, capisco che vorresti che le cose fossero come dici tu, ma questo non cambia la realtà delle persone;


          mah, capisco le apprensioni di padre, ma non ti puoi surrogare al loro libero arbitrio; non s impara dagli altri cosa è bene e cosa male, ma solo dall'esperienza;

          quello che ti dice Nahui a proposito dell'educazione sessuale corrisponde esattamente alla saggezza di voler evitare ferite irreparabili, come gravidanze indesiderate o malattie sessualmente trasmesse;


          letto molto Risé; alcune cose le condivido, altre no.
          Che si fà allora? Continuiamo? A parte la bella vignetta di Giuseppe, il solco è sempre più evidente.
          Io faccio volontariato proprio nel campo delle relazioni familiari e la maggior parte dei disagi nascono proprio dalla perdita di autorevolezza dei genitori riguardo ai figli. Non si è più credibili, ai loro occhi, proprio quando evitiamo di definire bene cosa è bene e cosa è male. Non si tratta di imporre loro le cose o di mettere paletti alle loro esistenze, Axe. La vita rimane loro. Ma certi orientamenti è necessario darli. E se si è cresciuti, in famiglia, privilegiando sempre il dialogo e il confronto, i ragazzi (in un modo o in un altro) ne fanno tesoro, ne traggono utilità, si sentono sostenuti. Non lasciati a loro stessi. Questo è fondamentale, credimi.
          amate i vostri nemici

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66024

            #20
            Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza Messaggio
            si fa presto a far la conta..basta fare Miss Discutere e vedrai apparire, come d´incanto utentesse, mai viste in una discussione...

            ci vorrebbe Marco 68(chi lo ricorda?) a dar manforte a Cono...eppoi prima si stava peggio,eccome!
            ora vedo persone educate e tolleranti con i moderatori che sbadigliano..pochi sono passati attraverso il muro del fuoco del 2006-7-8
            Bah, Giuseppe, non si tratta di aver ragione o aver torto. Men che meno di dar manforte a qualcuno....
            C'è un disagio evidente, clamorosamente evidente, nei giovani d'oggi. Esistenziale prima che economico. Ci stiamo confrontando sulle cause e sugli eventuali rimedi.
            Poi, si può anche fare spallucce e discutere di "liquidi nella vagina"
            amate i vostri nemici

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            • nahui
              Astensionista

              • 05/03/09
              • 21040

              #21
              Secondo te c'è maggior dialogo con un figlio a cui sì impongono prescrizioni praticamente contro natura (non fare sesso finché - a 25, 30 anni non deciderai di sposarti), ipocritamente, perche' sì sa che qualcosa combina' sicuramente nel frattempo, o con un figlio che può raccontarti serenamente i suoi dubbi e le sue esperienze , ?
              Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
              (George Bernard Shaw)

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66024

                #22
                Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                Secondo te c'è maggior dialogo con un figlio a cui sì impongono prescrizioni praticamente contro natura (non fare sesso finché - a 25, 30 anni non deciderai di sposarti), ipocritamente, perche' sì sa che qualcosa combina' sicuramente nel frattempo, o con un figlio che può raccontarti serenamente i suoi dubbi e le sue esperienze , ?
                "Prescrizioni praticamente fuori natura" Questa me la segno, Barbara.
                Ho appena sottolineato l'importanza del dialogo. Del dire "Guarda, sono tuo padre....sono tua madre....fidati di Dio e non resterai deluso. La vita è la tua, ma sappi che noi abbiamo fatto l'esperienza di un Dio d'amore, non di un Dio giudice severo. Te lo diciamo perchè ti amiamo!"
                Dove stà l'imposizione, amica mia?
                Se poi pensi che crescere per gradi, nei rapporti affettivi e non andare subito a letto col ragazzo, sia contro natura....ok, non sò che farci.
                Ma son contento vieppiù di pensarla diversamente.

                Ciao, buona domenica! Buona domenica a tutti, gente.
                amate i vostri nemici

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #23
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Che si fà allora? Continuiamo? A parte la bella vignetta di Giuseppe, il solco è sempre più evidente.
                  e allora ? che problema c'è nel confrontare le tue idee con quelle degli altri ?

                  Io faccio volontariato proprio nel campo delle relazioni familiari e la maggior parte dei disagi nascono proprio dalla perdita di autorevolezza dei genitori riguardo ai figli. Non si è più credibili, ai loro occhi, proprio quando evitiamo di definire bene cosa è bene e cosa è male. Non si tratta di imporre loro le cose o di mettere paletti alle loro esistenze, Axe. La vita rimane loro. Ma certi orientamenti è necessario darli. E se si è cresciuti, in famiglia, privilegiando sempre il dialogo e il confronto, i ragazzi (in un modo o in un altro) ne fanno tesoro, ne traggono utilità, si sentono sostenuti. Non lasciati a loro stessi. Questo è fondamentale, credimi.
                  ma dove vedi qui qualcuno che afferma che i figli vadano "lasciati a loro stessi" e che non si debbano dare degli orientamenti ?

                  semplicemente qui ci sono orientamenti diversi dai tuoi, argomentati in modo motivato; per esempio, secondo me la tua idea di educazione alla sessualità - da quello che posso evincere nei tuoi scritti - è - inconsapevolmente, preciso - pericolosa e dannosa, perché alimenta ipocrisia e confusione immaginando situazioni di relazione che non corrispondono alla realtà, molto più complessa di come la descrivi.
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #24
                    Descrivo semplicemente quel che tocco con mano ascoltando la gente. Ti assicuro che rimane poco spazio per l'immaginazione....
                    amate i vostri nemici

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #25
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Descrivo semplicemente quel che tocco con mano ascoltando la gente. Ti assicuro che rimane poco spazio per l'immaginazione....
                      vedi Cono, io presumo la tua buona fede;

                      però, nell'educazione, le cose non sono tanto semplici, nel senso che tu puoi dare un messaggio, anche positivo; però, il senso di quel messaggio, come viene percepito, non corrisponde alla tua prospettiva, ma a quella di chi lo riceve;

                      ti faccio un esempio semplice:

                      a) tu insegni ai figli la tua idea di sessualità subordinata al matrimonio;
                      b) i figli ti vogliono bene, perché sei un padre affettuoso; quindi vogliono compiacerti per non essere censurati e perdere il tuo affetto;
                      c) quando la "natura" - tanto potente perché congegnata in modo da mantenere la specie - preme, quelli si trovano tra l'incudine e il martello:
                      censurare l'istinto, o disobbedire al padre ? un'alternativa che comunque fa soffrire; ma tu hai offerto loro la soluzione, che salva capra e cavoli: il matrimonio !

                      così, quelli per avere la tua approvazione e benedizione e non sacrificare l'istinto, si pigliano la prima persona disponibile - verosimilmente educata allo stesso modo - e risolvono l'equazione; anche perché nel momento in cui si mette su famiglia in proprio, si acquisisce uno status e ci si libera di tante pressioni:
                      si va via di casa e ci si sottrae al giudizio e alla censura dei genitori, si è "a posto" coi parenti e il circolo di prossimità, si diventa "regolari";

                      ovviamente, il tutto a prescindere dalla qualità della relazione, dato che è improbabile che tutte queste pressioni concentriche abbiano favorito una scelta consapevole, soprattutto se si è giovani e si ha poca esperienza;

                      infine, c'è la bomba ad orologeria:
                      siccome fare sesso - con una persona giusta, anche se non si è sposati; non un libertinaggio sfrenato e compulsivo, a scanso di equivoci ed estremizzazioni, eh ! - è, oltre che istintivo, una cosa molto piacevole, il precetto della continenza suscita sempre l'inevitabile sospetto dell'invidia, dato che siamo esseri umani, e ci tocca tutti, genitori e figli;

                      se un figlio ha il sentimento che il genitore lo abbia educato a censurare il suo desiderio perché lui ha dovuto a sua volta censurarsi - ed è facilissimo, dato che si educa con l'esempio, anche inconsapevolmente - si scava un fossato emotivo invalicabile di infelicità, e così ti spieghi quei rapporti esclusivamente formali - quando va bene - in cui i figli "onorano" i genitori come esclusivo dovere sociale, nutrendo in realtà un profondo rancore e disistima umana ed affettiva.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66024

                        #26
                        Censurare, soffocare, sopprimere....
                        Qua si parla di orientare, disciplinare, guidare i nostri istinti verso un fine di bene. Sapendo prima cosa si vuole dalla vita, Axe. Stà sicuro che se i ragazzi hanno davanti a sè una famiglia e un matrimonio che funziona (dove i genitori si accolgono vicendevolmente, anche nella diversità. Dove ci si perdona ogni giorno, dove l'altro è parte di te...) lo sceglieranno per convinzione. Non certo per costrizione.
                        amate i vostri nemici

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #27
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          Censurare, soffocare, sopprimere....
                          Qua si parla di orientare, disciplinare, guidare i nostri istinti verso un fine di bene.
                          chi lo stabilisce il confine ?
                          ti renderai conto che evidentemente tra desiderio e quella "disciplina" della continenza che perori tu si produce un contrasto forte, altrimenti verrebbe spontaneo e naturale a tutti attenervisi;
                          invece, da che mondo è mondo, raggiunta la maturità sessuale, si tromba quando e quanto si può, se nessuno ce lo impedisce;

                          Sapendo prima cosa si vuole dalla vita, Axe.
                          come fa un 20enne a sapere cosa vuole dalla vita, se non ne ha esperienza diretta ? al massimo può sapere cosa gli altri, in buona o cattiva fede, si aspettano da lui che è tutta un'altra cosa;

                          Stà sicuro che se i ragazzi hanno davanti a sè una famiglia e un matrimonio che funziona (dove i genitori si accolgono vicendevolmente, anche nella diversità. Dove ci si perdona ogni giorno, dove l'altro è parte di te...) lo sceglieranno per convinzione. Non certo per costrizione.
                          su questo sono d'accordo;
                          però, vedi, un conto è avere un modello funzionale e positivo come quello che raffiguri, ammesso che poi sia davvero tale; perché questo resta un desiderio, astratto;

                          poi hai l'incognita, che è la realtà dell'altro, che può pure pensarla come te. in astratto, ma poi i motivi per cui la gente si sposa sono infiniti e diversi, come quelli che ti ho descritto;

                          altrimenti non avresti tanta gente che si separa; che motivo ci sarebbe di affrontare tanto dolore, amarezza e difficoltà se il matrimonio fosse ordinariamente e intrinsecamente quella cosa che descrivi tu, motivato da quei sentimenti puri e limpidi che esponi ?
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66024

                            #28
                            Dio và messo alla prova, Axe. Se ci si sposa in 3, facendolo entrare quotidianamente nel Matrimonio, attingendo da Lui la forza di accogliersi, perdonarsi e amarsi vicendevolmente, tutto acquista un senso, tutto diventa possibile: Nonostante le prove e gli ostacoli della vita...
                            A 20 anni si può (si deve!) sapere cosa si vuole dalla vita. E l'esperienza più importante che i figli possono avere è quella della famiglia nella quale son cresciuti e maturati.
                            Se la famiglia ha coltivato sempre il dialogo, l'accoglienza, il perdono, il rispetto reciproco, stà sicuro che questo entrerà a far parte del bagaglio esistenziale dei ragazzi. Senza bisogno di "provare sul campo". Di bruciarsi. Di andare a letto col boy-friend a 16 a 15 o a 14 anni.

                            Altra cosa è se ci si sposa contando unicamente sulla forza (emotiva, psicologica, sentimentale) dei 2 partner. Alle prime difficoltà si vacilla, si trema, si comincia a pensare "ma chi me l'ha fatto fare". Mandando in crisi sè stessi e i figli, che percepiscono immediatamente gli stati d'animo della casa...

                            Si tratta, in ultima analisi, come sempre di scegliere. Di avere ben chiaro se crediamo all'esistenza di Dio oppure no. Se crediamo al Matrimonio come palestra di vita oppure no: E agire di conseguenza.
                            amate i vostri nemici

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #29
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              Dio và messo alla prova, Axe. Se ci si sposa in 3, facendolo entrare quotidianamente nel Matrimonio, attingendo da Lui la forza di accogliersi, perdonarsi e amarsi vicendevolmente, tutto acquista un senso, tutto diventa possibile: Nonostante le prove e gli ostacoli della vita...
                              scusa Cono, c'è gente che crede in Dio ma non segue la dottrina che tu sottintendi, tromba allegramente e disconosce quei precetti, che non vengono certo da Dio, ma da uomini che pretendono di parlare in Suo nome;
                              mettiamo i puntini sulle "i";

                              A 20 anni si può (si deve!) sapere cosa si vuole dalla vita. E l'esperienza più importante che i figli possono avere è quella della famiglia nella quale son cresciuti e maturati.
                              bravo !
                              a 20 anni, appunto, hai l'esperienza di quello che gli altri vogliono da te e ti hanno insegnato, e tanti errori si fanno esattamente perché si vuol compiacere gli altri e non si ha la forza di affermare la propria personalità;
                              quello che si vuole dalla vita si impara solo vivendo, e chi si impone di volere le stesse cose che credeva di volere a 20 anni, in genere lastrica la vita propria e dei congiunti di infelicità non necessaria; la vita ci cambia e chi vuole ignorare le cose apprese nel frattempo e perseguire una coerenza inutile, sta male e rompe i coglioni al prossimo;
                              qualunque persona di 30, 40, 50... anni ti confermerà di essere molto cambiata col tempo;

                              Se la famiglia ha coltivato sempre il dialogo, l'accoglienza, il perdono, il rispetto reciproco, stà sicuro che questo entrerà a far parte del bagaglio esistenziale dei ragazzi. Senza bisogno di "provare sul campo". Di bruciarsi. Di andare a letto col boy-friend a 16 a 15 o a 14 anni.
                              Cono, a letto ti bruci solo se gli dai giù troppo vigorosamente, o se ti cade la sigaretta accesa

                              ma perché mai ci si "brucerebbe" ? è una cosa piacevole e gratificante che contribuisce a strutturare la personalità e la sicurezza di sé, l'autostima, purché nelle condizioni umane e di volontà adeguate;

                              posso capire perplessità e controllo in relazione ad una persona palesemente immatura, che può suscitare qualche apprensione; ma ad un certo punto bisogna togliere le rotelline...

                              Altra cosa è se ci si sposa contando unicamente sulla forza (emotiva, psicologica, sentimentale) dei 2 partner. Alle prime difficoltà si vacilla, si trema, si comincia a pensare "ma chi me l'ha fatto fare". Mandando in crisi sè stessi e i figli, che percepiscono immediatamente gli stati d'animo della casa...

                              Si tratta, in ultima analisi, come sempre di scegliere. Di avere ben chiaro se crediamo all'esistenza di Dio oppure no. Se crediamo al Matrimonio come palestra di vita oppure no: E agire di conseguenza.
                              matrimonio-palestra ? no grazie; io non uso nessuno per addestrarmi a qualcosa di altro; mi sposerei solo per il piacere di condividere, e solo se e finché quel sentimento e piacere è condiviso;

                              questo rispetto del sentimento altrui secondo me è più conforme alla volontà di un dio cristiano di quei precetti dettagliati e farisaici sul sesso che pretendi rappresentino Dio nel matrimonio, ecc...
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66024

                                #30
                                Qua non si tratta di convincere nessuno, amico mio. Quanto piuttosto di considerare la sessualità come un dono importantissimo o come mero strumento di piacere. Di "trombare" o di unirsi con chi si ama. Tutto qui.
                                Il Matrimonio poi, tutto può essere meno che un'invenzione della Chiesa....

                                " Dio stesso è l'autore del matrimonio ». 234 La vocazione al matrimonio è iscritta nella natura stessa dell'uomo e della donna, quali sono usciti dalla mano del Creatore. Il matrimonio non è un'istituzione puramente umana, malgrado i numerosi mutamenti che ha potuto subire nel corso dei secoli, nelle varie culture, strutture sociali e attitudini spirituali. Queste diversità non devono far dimenticare i tratti comuni e permanenti. Sebbene la dignità di questa istituzione non traspaia ovunque con la stessa chiarezza, 235 esiste tuttavia in tutte le culture un certo senso della grandezza dell'unione matrimoniale. « La salvezza della persona e della società umana e cristiana è strettamente connessa con una felice situazione della comunità coniugale e familiare"

                                "La Sacra Scrittura si apre con la creazione dell'uomo e della donna ad immagine e somiglianza di Dio e si chiude con la visione delle « nozze dell'Agnello » (Ap 19,9). Da un capo all'altro la Scrittura parla del Matrimonio e del suo mistero, della sua istituzione e del senso che Dio gli ha dato, della sua origine e del suo fine, delle sue diverse realizzazioni lungo tutta la storia della salvezza, delle sue difficoltà derivate dal peccato e del suo rinnovamento « nel Signore » (1 Cor 7,39), nella Nuova Alleanza di Cristo e della Chiesa."



                                Ciao. E buon 2014!!!
                                amate i vostri nemici

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