Un matrimonio felice

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  • nahui
    Astensionista

    • 05/03/09
    • 21040

    #1

    Un matrimonio felice

    Ero indecisa se postarle qui o nella sezione Kul-tura...

    Dalle Lettere di San James Joice alla moglie Nora

    7 settembre 1909

    … Nora amore mio, voglio che tu rilegga tutto quello che ti ho vergato. Certe cose sono sgraziate, oscene e bestiali, altre pure e sacre e spirituali: ma sono tutte cose mie. Ora penso che tu sappia ciò che provo per te. Non litigheremo più, vero amore? Terrai sempre acceso il mio amore. Stasera sono spossato, mia cara, e vorrei dormire tra le tue braccia, senza farti niente, solo dormire dormire dormire abbracciato a te.

    Spero che tu prenda della cioccolata ogni giorno e che il tuo piccolo corpo, o meglio certe parti del tuo corpo, siano più rotonde. Mi viene da ridere, ora, a pensare ai seni meschini che hai. Sei una persona divertente, Nora! Ricordati che hai già ventiquattro anni e che il tuo primogenito ne ha quattro. Accidenti Nora, devi smettere di essere una ragazzina impertinente e diventare la donna piena d’amore che sei.

    E tuttavia, che tenerezza mi prende a pensare alle tue gracili spalle, alle tue fattezze da bambina. Che piccola canaglietta sei! E per sembrare ancora ragazzina che ti sei tagliata i peli tra le gambe? Vorrei che tu portassi sottovesti nere. Vorrei che tu imparassi a sedurmi, a provocare il mio desiderio. Ma sento che ci proverai, amore, e così saremo felici…

    Mi ami vero? Ora mi terrai sul tuo seno e mi proteggerai e forse avrai pietà di me e dei miei peccati e delle mie pazzie e avrai cura di me come un fanciullo…
    3 dicembre 1909

    Cara monachina mia... come ben sai, non uso mai un un linguaggio osceno quando parlo. Ma per qualche ragione, tu mi tra*sformi in una bestia. Sei stata tu, tu piccola svergognata, a comin*ciare. Non fui io il primo, quel lontano giorno a Ringsend. Fosti tu a mettere una mano nei miei pantaloni: scostasti la camicia e mi toccasti il cazzo con quelle tue lunghe dita leggere, e poi a poco a poco lo prendesti tutto in mano, grande e duro, e mi masturbasti lentamente finché venni tra le tue dita, e intanto eri piegata su di me e mi guardavi con quegli occhi da santa. E furono ancora le tue labbra a sussurrare per prima una parola oscena. La ricordo bene, quella notte a Pola. Stanca di stare sempre sotto, una notte ti to*gliesti la camicia e mi venisti sopra, nuda. Ti infilasti il cazzo nella fica e cominciasti ad andare su e giù. E ricorda anche che, forse perché quella notte ero assonnolito uccello compreso, ti piegasti sul mio viso e mormorasti teneramente: “Chiavami di brutto, amore, chiavami”.

    Nora cara, è tutto il giorno che muoio dalla voglia di girarti alcu*ne domande... Quando quella persona, a cui vorrei cacciare una pallottola nel cuore, ti mise le mani sotto la veste, ti toccò dall’esterno o ti mise un dito dentro? E se lo fece, arrivò fino a toccare il piccolo promontorio che hai dentro la fica? Ti toccò il culo? Rimase a lungo, lì? E tu, venisti? Ti chiese di toccarlo, e lo facesti? Se non lo toccasti, lui venne io stesso e tu lo sentisti tra le dita?

    Un’altra domanda, Nora. Io so di essere stato il primo a chiavarti, ma non c'era stato nessun uomo prima, intendo a sditalinarti? Quel ragazzo che ti piaceva? Dimmi la verità, Nora, sii onesta come lo sono stato io. Quando eri sola con lui la sera, nel buio, gli sbotto*navi i pantaloni, gli mettevi una mano dentro? Lo facevi venire, cara? Hai mai fatto venire nessun uomo o ragazzo prima di sbottonare me?... Cara, cara, stasera desidero così ardentemente il tuo corpo che se tu fossi qui, anche se tu mi dicessi che mezza con*tea di Galway ti ha chiavata prima di me, ti salterei addosso.

    Dio mio, che razza di cose scrivo alla mia regina... Ti amo, No*ra, e anche questo fa parte del mio amore. Perdonami! Perdona*mi!
    13 dicembre 1909 (frammento)

    ... Sono il tuo bambino, come ti ho detto, e tu devi essere severa con me, piccola madre. Puniscimi quanto vuoi. Sarei pazzo di gio*ia a sentirmi la pelle infuocata sotto le tue mani. Capisci, Nora ca*ra? Vorrei che tu mi picchiassi, frustassi perfino. E non per gioco, cara, ma sul serio e sulla carne nuda. Vorrei che tu fossi forte, amore, molto forte, con un seno enorme e due cosce grandi e tornite. Come vorrei che tu mi frustassi, Nora amore! Vorrei averti fat*to qualcosa di spiacevole, qualcosa di triviale, magari... E poi sen*tire che mi chiami nella tua stanza, dove ti trovo seduta a cosce larghe e la faccia arrossata dalla rabbia e un battipanni in mano. Vorrei vederti indicare ciò che ho fatto di male, e quindi afferrarmi con rabbia e mettermi a faccia in giù sulle tue ginocchia. Poi sentire che mi cali i pantaloni e le mutande e mi rialzi la camicia, e io mi dibatterei nelle tue solide braccia, sentirei che ti pieghi (come la governante che sculaccia il bambino) fino a farmi toccare dalle tue puppone, e infine i colpi di frusta che si abbattono furibondi sulle mie natiche nude! Perdonami cara, se ti sembra ridicolo. Ho cominciato questa lettera così tranquillamente, e devo finirla al mio solito modo folle. Spero tanto che anche tu scriva lettere così sconce e pazzesche…
    16 dicembre 1909

    Ragazza mia dolcissima, finalmente una lettera da te! Devi es*sertela strapazzata parecchio, la tua matta fichetta, per scrivermi una lettera così senza capo né coda. Quanto a me, amore, sono così spompato che dovresti leccarmelo per un’ora prima di farlo indurire abbastanza da potertelo mettere dentro, e non parliamo poi di chiavarti con frenesia. Me lo sono lavorato così a lungo e così spesso che ho paura di guardarmelo e vedere cos’è diventato. Amore, per piace*re, non chiavarmi troppo quando torno. Chiavami quanto vuoi la prima notte, ma poi fammi riprendere. E devi fare tutto tu, amore, perché io ora sono così martoriato e floscio che scommetto non c'è ra*gazza in tutta Europa, eccetto il mio amore, che si proverebbe a farmi zampillare. Chiavami, amore, in tutte le posizioni che la tua lussuria ti detta. Chiavami tutta vestita con tanto di cappello e veletta, la faccia bruciata dal freddo, dal vento e dalla pioggia e gli stiva*letti infangati, a gambe larghe mentre io me ne sto seduto su una sedia e tu mi monti e vai su e giù e mostri le trine delle mutande e io ti tengo il cazzo ben ritto dentro la fica, oppure sulla spalliera del divano. Chiavami tutta nuda eccetto per il cappello e le calze, disteso sul pavimento a gambe larghe, e tu che mi monti come una cavallerizza con le cosce tra le mie e un fiore rosso infilato nel tuo grande culo carnoso. Chiavami in vestaglia (spero che tu abbia ancora quella che mi piace) con niente sotto: apritela quando meno me lo aspetto e mostrami il pube le cosce e il culo e fatti pompare sul*la tavola di cucina. Chiavami lasciandotelo mettere nel culo, piegata come una pecorella sul letto, coi capelli sciolti e le mutande rosa profumate aperte svergognatamente dietro e mezze calate sul culo che fa ca*polino. Chiavami, se puoi, seduta al gabinetto, le vesti rialzate, con grugniti da scrofa che si fa un maiale, e con un qualcosa di sporcamente serpentino che ti scende lentamente dal culo. Chiavami sulle scale al buio, come una serva che sbottona delicatamente i pantalo*ni del suo soldato e gli infila la mano sul pistolone, trova la camicia, la sente bagnata, la scosta e gli tocca le palle infuocate e alla fine gli tira fuori audacemente l’arma di carne che le piace tanto e comincia a masturbarlo con gentilezza, dicendogli all'orecchio parole sconce e storie oscene sentite dalle amiche e cose sporche che lei sa, e men*tre fa tutto questo viene nelle mutande dal piacere e lascia parti*re tante caldi e silenziosi gorgoglii pubici, finché sente il grilletto indu*rito come il cazzo di lui e improvvisamente se lo ficca tutto nella fica e chiava.

    Basta! Basta perdio!

    Sono venuto, la festa è finita. Ora rispondo alle tue domande!
    Buon pomeriggio, amici !!!!!!
    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
    (George Bernard Shaw)
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Un matrimonio felice
    Quello mai fatto, come tutte le cose rimaste in pectore, non hanno subito l'erosione del tempo e della realtà, restando le migliori.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      Sarà una scena di matrimonio felice e del suo decadimento, forse, mica serve leggerlo, il titolo dice tutt0



      Last edited by Il gatto; 08-05-2014, 14:56.

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Mediamente qui conosciamo la trama media a posteriori.
        Come tornare alle superiori con i ricordi e le disponibilità di ora, o come trovarsi nel pacifico nel 41, ma con la nimitz

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        • nahui
          Astensionista

          • 05/03/09
          • 21040

          #5
          Non vedo i video, esprimetevi a parole, come Joice !!!!!
          Se mi consentite una digressione letteraria, l'unico modo accettabile di scrivere di sesso è così, allegramente scostumato. Le metafore mi fanno calare il latte alle ginocchia.
          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
          (George Bernard Shaw)

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #6
            io proibirei certe letture alle signore;
            ché poi sublimano e non si combina niente
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Consigliamo lady chatterly come manulae della moglie felice?

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              • efua
                Posh&Rebel
                • 07/12/11
                • 34901

                #8
                Ci sono dei vocaBBoli che arrivano dritto al cuore deviando per qualche altra parte
                Lo sditalinarti mi ha reso perplessa e il chiavico pure
                Al zozzonetto piaceva essere sculacciato eh
                -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                -Where there’s will there’s a way-

                -Work hard have fun & be nice-


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                • nahui
                  Astensionista

                  • 05/03/09
                  • 21040

                  #9
                  E lo vedessi, che faccetta che aveva, con quei baffetti da archivista a stipendio bloccato
                  Và che sorprese straordinarie si celano dietro visi anonimi
                  Mandate una mail hard a vostra moglie ogni tanto, eh... Altro che sublimare, Axe, l'aperitivo apre lo stomaco!!!
                  Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                  (George Bernard Shaw)

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #10
                    Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                    E lo vedessi, che faccetta che aveva, con quei baffetti da archivista a stipendio bloccato
                    ma quelli in Irlanda avevano tanta birra trasgressiva in corpo, co' tutti i preti e le suore che circolavano, senso del peccato, ecc...
                    qui non c'è più nessuno a proibire niente, a scandalizzarsi;

                    con "trasgressioni on-line" si può fare di tutto in un ampio catalogo, in modo moderno e senza nemmeno le attese e i numerini degli uffici PA, che almeno consentono tempi di fantasia:
                    la raccomandata sarà un atto giudiziario o la convocazione del condominio ? la cartella di Equitalia è pazza, si presta a ricorso o inoppugnabile; sarà una correzione dell'addizionale regionale o un bollo non pagato ?
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • Bauxite
                      Cosmo-Agonica

                      • 25/12/09
                      • 36341

                      #11
                      Avrei da dire, mi limito a due cose:

                      pare che Joyce, mosso da gelosia per un altro, a cui, si dice, sua moglie avesse dedicato attenzioni, si fosse deciso a scrivere queste "lettere" che, e qui siamo al punto due, non è da escludere che fossero un esercizio di stile tra abbandono dell'epistolarismo romantico e modernismo. Questo perché, oltre ad essere uno dei padri del romanzo europeo del '900, Joyce sfidava le forme tradizionali cercando di spingersi sempre un po' più in là. Evidentemente ci riusciva.

                      Considerazioni personali:

                      a me sembrano proprio un esercizio perché l'erotismo, scritto e non, è sempre un molla che ha bisogno di scattare all'esterno per avere un senso. Spero quindi che la signora abbia ampiamente gradito e ricambiato tutto 'sto papiello, se non altro per noi posteri che, seppur curiosi, avremmo anche il diritto di trovarlo anche noioso.
                      Anche in questo caso stream of consciousness e bon.

                      (Sono certa che sia molto più arrapante scrivere che leggere lettere del genere. Soprattutto se ti capita di farlo mentre stai pulendo la lettiera del gatto, dopo che hai fritto i ciccioli, rifatto i letti e sei lì lì per andare alla posta. )

                      Si arrapi chi vuol.

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                      • nahui
                        Astensionista

                        • 05/03/09
                        • 21040

                        #12
                        Beh, mio marito mi lascia i post-it con la lista della spesa, io li attacco sul coperchio della pentola con su scritto: RIACCENDI IL FUOCO E CONTROLLA
                        Nella quotidianità della vita in comune, espletati i doveri riproduttivi, che posto ha l'erotismo? Visto che il Tizio ormai lo conosci come le tue tasche, si è presi da mille problemi pratici, la sera hai sonno, la mattina hai l'alito pesante e la lingua felpata, cosa dovrebbe farti venire voglia di fare l'amore se non il gioco? L'erotismo è il gioco degli adulti. La lettera crea un'attesa ed è anche un bel clic per il cervello.
                        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                        (George Bernard Shaw)

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70446

                          #13
                          Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                          Beh, mio marito mi lascia i post-it con la lista della spesa, io li attacco sul coperchio della pentola con su scritto: RIACCENDI IL FUOCO E CONTROLLA
                          Nella quotidianità della vita in comune, espletati i doveri riproduttivi, che posto ha l'erotismo? Visto che il Tizio ormai lo conosci come le tue tasche, si è presi da mille problemi pratici, la sera hai sonno, la mattina hai l'alito pesante e la lingua felpata, cosa dovrebbe farti venire voglia di fare l'amore se non il gioco? L'erotismo è il gioco degli adulti. La lettera crea un'attesa ed è anche un bel clic per il cervello.
                          Pienamente d'accordo. Io mi ci metto per prima, visto che spesso siamo così presi dalle nostre rispettive carriere e vite lavorative che ci incrociamo a malapena intorno alla mezzanotte quando siamo talmente stanchi che anche darsi un bacio è una fatica. Molte coppie si trovano in situazioni simili. Il gioco effettivamente è secondo me l'unico modo per riaccendere un po' la passione e la voglia. Perché l'ormone, dopo 12 ore di lavoro e magari una serata a una pallosissima riunione, si ritira a vita monastica, altrimenti...
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                          • Bauxite
                            Cosmo-Agonica

                            • 25/12/09
                            • 36341

                            #14
                            Non tutti i cervelli funzionano con lo stesso click.
                            Se diventa abitudine anche la lettera erotica, sai che palle.

                            Detto ciò, io non posso capire perché, per fortuna, non sono sposata e tengo i click a riposo.

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                            • nahui
                              Astensionista

                              • 05/03/09
                              • 21040

                              #15
                              Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                              Non tutti i cervelli funzionano con lo stesso click.
                              Se diventa abitudine anche la lettera erotica, sai che palle.
                              E' notorio che le mogli trovano sempre il modo di lamentarsi dei propri mariti, tanto se le desiderano poco, quanto se le desiderano troppo
                              Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                              (George Bernard Shaw)

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