Quando la coppia schicchiola

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70460

    #1

    Quando la coppia schicchiola

    Prendo lo spunto da quanto si è detto nella discussione sullo scambio di coppia per aprire il dibattito sui problemi della coppia. Premesso che tutte le coppie hanno inevitabilmente la loro dose di problemi, i loro periodi di crisi, ecc, mi chiedo: da cosa ci si rende conto che le cose non vanno? Che qualcosa non funziona come prima? E quali sono i problemi più frequenti?
    Quali esperienze avete in merito? E soprattutto: come li risolvete o come reagite? Mi capita spesso di vedere coppie che alla prima difficoltà decidono di mollare, di cambiare rotta. Vedo poca voglia di combattere e molta propensione a farsi spaventare dai problemi...
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70460

    #2
    Sono d'accordo con te Dietrò. Non condivido né l'accanimento terapeutico (se non ci sono più i sentimenti, inutile impuntarsi), né il dare per perso il "paziente" (leggi: il rapporto) alla prima difficoltà. Sarà che io di difficoltà in quasi otto anni di relazione ne ho incontrate una valanga, per non parlare delle crisi, e ho sempre continuato a combattere perché le cose funzionassero...
    Recentemente una mia conoscente è stata mollata dal marito dopo soli nove mesi dal matrimonio, con la spiegazione che "non la amava più". Boh, queste cose non le capisco. Voglio dire, se ti sposi avrai pure una prospettiva di vita insieme... come può essere che pochi mesi dopo siano cambiate così?
    A volte, forse, c'è chi corre troppo anche nel prendere decisioni definitive come il matrimonio...
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • Eternauta
      Opinionista
      • 19/10/05
      • 806

      #3
      Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
      Recentemente una mia conoscente è stata mollata dal marito dopo soli nove mesi dal matrimonio, con la spiegazione che "non la amava più". Boh, queste cose non le capisco. Voglio dire, se ti sposi avrai pure una prospettiva di vita insieme... come può essere che pochi mesi dopo siano cambiate così?
      La domanda mi sorge spontanea, posso chiedere se hanno iniziato a convivere dopo il matrimonio?

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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70460

        #4
        Originariamente Scritto da Eternauta Visualizza Messaggio
        La domanda mi sorge spontanea, posso chiedere se hanno iniziato a convivere dopo il matrimonio?
        Macché, convivevano da tempo...
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24581

          #5
          brevi cenni sull'Universo

          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
          mi chiedo: da cosa ci si rende conto che le cose non vanno? Che qualcosa non funziona come prima? E quali sono i problemi più frequenti?
          credo dipenda dai motivi per cui si sta insieme; intendo quelli veri, non l'amore, la stima, ecc... che sicuramente ci sono, ma non spiegano più di tanto;

          nello standard, il partner dovrebbe soddisfare esigenze profonde e sedimentate, spesso inconsapevoli e in parte anche nevrotiche; magari svolgere un ruolo di ancoraggio a fronte di circostanze temute ad istinto, propensioni che si vogliono porre sotto controllo, o semplice angoscia per la solitudine;

          mi sembra che il problema più frequente è che si cambia, e uno dei primi grossi cambiamenti è esattamente il raggiungimento dello status di coppia, che è un elemento essenziale dell'identità, un traguardo; anche perché comporta il più delle volte tutta una serie di circostanze accessorie di stabilità sociale piuttosto pregiate e desiderabili;

          una volta metabolizzati questi vantaggi, possono emergere anche svantaggi imprevisti o non soppesati a sufficienza, come un acquisto con la carta di credito;

          Quali esperienze avete in merito? E soprattutto: come li risolvete o come reagite? Mi capita spesso di vedere coppie che alla prima difficoltà decidono di mollare, di cambiare rotta. Vedo poca voglia di combattere e molta propensione a farsi spaventare dai problemi...
          dipende dai problemi e molto anche dalla capacità e volontà di identificarli;

          e qui devo per forza rimandare al passaggio precedente sui motivi per cui due persone stanno insieme;

          resta il fatto che, una volta in coppia, si tende naturalmente alla conservazione, per tanti motivi; perciò quello che al momento della costituzione farebbe desistere senza indugio, nella coppia esistente viene rielaborato e metabolizzato, come un impegno necessario, anche se è difficile valutarne la sostenibilità; si è "investito" e spesso non siamo preparati all'idea che un investimento sia a fondo perduto e possa sfuggire al controllo e al possesso;

          personalmente, lo scricchiolio lo avverto nel distacco dalla complicità gioiosa, quando cominciano ad accumularsi le cose non dette o sottaciute, un terreno in cui allignano facilmente rancori sordi;

          per l'esperienza che ho, una coppia che funziona si basa sulla consapevolezza e l'esperienza frequente del compiacimento per il fatto che il partner è capace di farti essere migliore, perché quell'intimità di pensiero rafforza la tua autostima, e perché vedi che avviene lo stesso per lui; e ti viene inevitabilmente voglia di cercare quel dialogo complice, perché è divertente e rigenerante comunicare con chi ti apprezza per ciò che sai essere il tuo valore:

          tu puoi essere, poniamo, bella, intelligente e capace e identificarti in queste caratteristiche; ma se lui non ti riconosce la capacità nei comportamenti quotidiani, puoi anche starci "abbastanza" bene, ma devi rimuovere un tuo talento; questo può essere un tipo di problema tipico;

          quando però si sovrappone ad altre tare originarie o sopraggiunte della coppia, l'effetto che può prodursi determina spesso una condizione insostenibile, perché quel "sacrificio" si lega strutturalmente ad altri motivi conflittuali;

          infatti, in genere una coppia si sfascia quando uno dei due partner ha compiuto una rielaborazione della propria identità, che non vede più rappresentata ed esaltata dall'idea e dalla visione del mondo dell'altro.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #6
            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
            Prendo lo spunto da quanto si è detto nella discussione sullo scambio di coppia per aprire il dibattito sui problemi della coppia. Premesso che tutte le coppie hanno inevitabilmente la loro dose di problemi, i loro periodi di crisi, ecc, mi chiedo: da cosa ci si rende conto che le cose non vanno? Che qualcosa non funziona come prima? E quali sono i problemi più frequenti?
            Quali esperienze avete in merito? E soprattutto: come li risolvete o come reagite? Mi capita spesso di vedere coppie che alla prima difficoltà decidono di mollare, di cambiare rotta. Vedo poca voglia di combattere e molta propensione a farsi spaventare dai problemi...
            La mia esperienza è, apparentemente, paradossale: Siamo cresciuti come coppia...nelle difficoltà. Le prove della vita, affrontate con coraggio, ci hanno unito ogni volta di più.

            Sull'ultima tua riflessione hai ragione da vendere, purtroppo.
            amate i vostri nemici

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24581

              #7
              sai, se due si lasciano "alle prime difficoltà", evidentemente erano male assortiti e non c'erano le basi per continuare, non ti pare ?

              le persone si riconoscono solo con l'esperienza di vita e un impegno di coppia da giovani è come mandare un neopatentato con un 2000 turbo ormonale di venerdì sulla FI-BO: puoi avergli detto tutto quello che vuoi, ma se quello non ha esperienza di autostrada, non sa prevedere quello che passa in testa agli altri e tutte le situazioni per averle apprese sul campo, è facile che corra il rischio di schiantarsi.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Eternauta
                Opinionista
                • 19/10/05
                • 806

                #8
                Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                Quali esperienze avete in merito?
                Non mi sono mai sposato, ne' credo lo farò mai. Ma questo non mi rende estraneo all'argomento. Ho infatti convissuto per tanti anni in modo molto intenso: per dirne una, io e lei lavoravamo nello stesso ufficio. "ciao cara, stasera devo rimanere al lavoro più tempo, arrivo a casa più tardi"... io non so neanche cosa sia questa frase!
                Non aspiro ad essere ne' un Crepet ne' un Morelli ne' un Alberoni (credo e spero con la gioia di tutti), ma nel mio piccolo sono comunque arrivato a qualche personale determinazione sull'argomento. Mi scuso se per qualcuno sono cose già di ampia conoscenza.

                - Essere sposati dal punto di vista dei sentimenti non vuol dire nulla. Se un rapporto deve finire, finisce in modo uguale che si sia sposati o no. Chi pensa: 'ora me lo/la sposo così lo/la faccio mio/mia e congelo il rapporto', semplicemente non ha capito nulla.
                (visto in casi altrui) è semmai la presenza di uno o più figli che, al limite, "forza" la situazione e la durata della vita della convivenza. Ma è appunto un qualcosa di forzato.

                - Ciò che tiene in vita una coppia non è ne' l'aver fatto una festa col vestito bianco e i confetti, ne' la fortuna, ne' la volontà dei genitori, ne' il sesso (vari casi di gente nota insegnano che ci si stufa anche di tro*****si le donne più belle del pianeta). Ciò che tiene insieme due persone sono gli INTERESSI COMUNI.
                Può essere qualsiasi cosa, dal piacere di mangiar fuori al piacere di viaggiare o meglio di farlo nello stesso modo, dal piacere di andare al cinema all'amore per gli animali.
                Inculca in quelle due persone il medesimo amore per i cani e magari anche la voglia di fare un po' di volontariato verso i randagi, e quel rapporto durerà più che se tu facessi lui miliardario e lei miss-mondo.

                Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                E soprattutto: come li risolvete o come reagite? Mi capita spesso di vedere coppie che alla prima difficoltà decidono di mollare, di cambiare rotta. Vedo poca voglia di combattere e molta propensione a farsi spaventare dai problemi...
                Ci sono stati momenti di lasciate, di litigi. Ma gli interessi comuni hanno sempre fatto da calamita. Hanno lavorato loro per noi. Il "funzionamento" è semplice, ma magari è utile spiattellarlo brevemente: entrambi abbiamo il piacere di fare certe cose, e di farle in modo analogo. Quando viene in mente di fare quella cosa, l'altro salta subito alla mente di entrambi come persona con cui farla. "tutto" qui.
                Last edited by Eternauta; 11-06-2014, 08:45.

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70460

                  #9
                  Eternauta, condivido: gli interessi comuni sono un ottimo collante.
                  Axe, in effetti la tua riflessione è valida. Chiaramente se due persone si lasciano qualcosa che non andava c'era. Però mi sembra che ci siano troppe persone che davvero si arrendono presto. Sarà che io ho combattuto davvero tanto per stare con il mio compagno. Se mi fossi arresa alle prime difficoltà non saremmo più insieme da anni. Perché di difficoltà ce ne sono state, e tante. Però c'è stata anche la voglia di combattere, di tenerci uniti, perché sentivamo che ne valeva la pena.
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24581

                    #10
                    Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                    Eternauta, condivido: gli interessi comuni sono un ottimo collante.
                    Axe, in effetti la tua riflessione è valida. Chiaramente se due persone si lasciano qualcosa che non andava c'era. Però mi sembra che ci siano troppe persone che davvero si arrendono presto.
                    boh... Dark: dipende a "cosa" si arrendono;

                    se improvvisamente ti domandi: ma io, cosa ci faccio qui ?, non è una questione eludibile, eh...

                    ma poi, scusa, sulla base di cosa, di quale valore, puoi dall'esterno considerare che una coppia "si è arresa presto" ? come fai a conoscere i motivi veri di quella valutazione ?

                    per esprimere una considerazione di questo tipo evidentemente devi aver proiettato la tua personale condizione nel contenitore di quella coppia, altrimenti non c'è spiegazione logica; ma è anche ovvio che non ha alcun senso;

                    a meno che tu non dia per scontato che si deve stare in coppia e si deve conservare la coppia per motivi oggettualizzati esterni alla volontà di quelle persone; ma anche qui è abbastanza ovvio che non viviamo più da molto tempo in una società attrezzata e strutturata per imporre funzionalmente certi equilibri;

                    tieni conto che comunque in una coppia costituita c'è sempre una notevole forza centripeta e conservatrice, perché quasi mai la rottura è priva di traumi, e più spesso invece è un fatto piuttosto drammatico; perciò, la percezione di quelli che si lasciano alla prima difficoltà è il più delle volte un film che si fa l'osservatore esterno per sentirsi a sua volta tetragono e resistente al confronto, più volitivo e meno suscettibile di quel destino;

                    le coppie si sfasciano con difficoltà, anche se può avvenire di frequente; ma per una questione essenziale di identità;

                    quando uno dei partner si "sveglia" e prende atto che quella vita, quel rapporto, esilia la sua natura e i suoi talenti, la coppia è già morta;

                    semmai, vista la casistica ictu oculi, si dovrebbe considerare che in troppi si arrendono troppo tardi, dopo aver accumulato ere geologiche di amarezze, rancori e veleni in nome di aspettative irraggiungibili di palingenesi, e spesso quando non c'è più la possibilità e l'energia per rifarsi una vita decente.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • nahui
                      Astensionista

                      • 05/03/09
                      • 21040

                      #11
                      Che bella discussione per il nostro anniversario
                      Chi era che cantava "Se stiamo insieme ci sarà un perchè?", Adriano Pappalardo? E' una domanda che mi sono posta più volte, perchè in questi decenni ci siamo reciprocamente delusi in modi che per altri conducono alla rottura. Eppure vedo che ognuno dei due fa del suo meglio per tenere in piedi la relazione. Ho detto "del suo meglio" e non "il meglio" in assoluto. In questa cura c'è qualcosa di eroico, a volte. Siamo nevrotici? Probabile Quando mi si chiede cosa succederà in futuro, probabilmente allo scopo di stimolare la mia autocoscienza, dico che non lo so. Chi lo può sapere? Di certo c'è un limite oltre il quale rimanere insieme non ha senso: la solitudine, l'infelicità. Perchè siamo destinati a morire, a soffrire, dalla natura ed allora almeno cerchiamo di essere gentili con noi stessi. Spie del disagio? Quelle che ho detto: il senso di solitudine in coppia, il non poter contare sull'altro per un consiglio, per un sorriso. Ognuno dei due dovrebbe essere sempre l'oasi dell'altro. Quando non è più così, è finita.
                      Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                      (George Bernard Shaw)

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70460

                        #12
                        Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                        Che bella discussione per il nostro anniversario
                        Chi era che cantava "Se stiamo insieme ci sarà un perchè?", Adriano Pappalardo? E' una domanda che mi sono posta più volte, perchè in questi decenni ci siamo reciprocamente delusi in modi che per altri conducono alla rottura. Eppure vedo che ognuno dei due fa del suo meglio per tenere in piedi la relazione. Ho detto "del suo meglio" e non "il meglio" in assoluto. In questa cura c'è qualcosa di eroico, a volte. Siamo nevrotici? Probabile Quando mi si chiede cosa succederà in futuro, probabilmente allo scopo di stimolare la mia autocoscienza, dico che non lo so. Chi lo può sapere? Di certo c'è un limite oltre il quale rimanere insieme non ha senso: la solitudine, l'infelicità. Perchè siamo destinati a morire, a soffrire, dalla natura ed allora almeno cerchiamo di essere gentili con noi stessi. Spie del disagio? Quelle che ho detto: il senso di solitudine in coppia, il non poter contare sull'altro per un consiglio, per un sorriso. Ognuno dei due dovrebbe essere sempre l'oasi dell'altro. Quando non è più così, è finita.


                        Bellissima riflessione Nahui. La condivido parola per parola. E' esattamente quello che volevo dire io, solo che tu lo hai spiegato meglio.
                        I problemi li abbiamo tutti. Però ci sono coppie che si arrendono alla prima difficoltà. Al primo litigio serio. Al primo problema difficile da risolvere.
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • nahui
                          Astensionista

                          • 05/03/09
                          • 21040

                          #13
                          E' una questione di educazione, attitudine, cultura. Guarda che non è detto che i "conservatori" abbiano ragione. In realtà io intendevo dire tutto il contrario
                          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                          (George Bernard Shaw)

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24581

                            #14
                            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                            I problemi li abbiamo tutti. Però ci sono coppie che si arrendono alla prima difficoltà. Al primo litigio serio. Al primo problema difficile da risolvere.
                            ma, ripeto:
                            come fai tu, dall'esterno, a giudicare e sapere che quella è "la prima difficoltà" ?
                            cosa sai di quello che succede tra le mura altrui, nelle teste degli altri ?
                            in base a quale parametro giudichi ?
                            boh...
                            c'è del lardo in Garfagnana

                            Comment

                            • dark lady
                              la viaggiatrice
                              • 09/03/05
                              • 70460

                              #15
                              Se parlo di alcune coppie, ovviamente parlo di situazioni che conosco, altrimenti non farei le affermazioni che faccio...
                              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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