La coppia e i terzi incomodi

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #31
    Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
    Perfetto. Il punto è conoscere se stessi e quando qualcuno riconosce il proprio stato di insoddisfazione cronica è inutile che provi a cambiare, perchè si stancherà sempre
    beh, il presupposto su cui si fondano i discorsi in generale che si fanno qui è l'ordinario funzionamento dei meccanismi del desiderio;

    chi si descrive come cronicamente insoddisfatto, verosimilmente ha elaborato blocchi in quel senso, dovuti a diverse possibili cause; ma non è una circostanza ordinaria.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • SilviaR
      Sylvia
      • 10/03/12
      • 1139

      #32
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      beh, il presupposto su cui si fondano i discorsi in generale che si fanno qui è l'ordinario funzionamento dei meccanismi del desiderio;

      chi si descrive come cronicamente insoddisfatto, verosimilmente ha elaborato blocchi in quel senso, dovuti a diverse possibili cause; ma non è una circostanza ordinaria.
      Non so cosa sia una circostanza ordinaria e cosa non...pensavo fosse nell'indole umana l'insoddisfazione, la ricerca, la voglia di scoprire e cambiare
      Io sono il problema e io la soluzione
      "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #33
        Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
        Non so cosa sia una circostanza ordinaria e cosa non...pensavo fosse nell'indole umana l'insoddisfazione, la ricerca, la voglia di scoprire e cambiare
        la curiosità e la ricerca, certamente;

        ma la rappresentazione di sé come cronicamente insoddisfatti al punto da inibire quella pulsione e l'istinto a desiderare una condizione migliore sono indice di una condizione poco ordinaria; non voglio parlare di depressione o di cose per cui non ho alcun titolo.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • SilviaR
          Sylvia
          • 10/03/12
          • 1139

          #34
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          la curiosità e la ricerca, certamente;

          ma la rappresentazione di sé come cronicamente insoddisfatti al punto da inibire quella pulsione e l'istinto a desiderare una condizione migliore sono indice di una condizione poco ordinaria; non voglio parlare di depressione o di cose per cui non ho alcun titolo.
          Quando mi capita di parlare con la gente mi rendo conto che per un motivo o per un altro è insoddisfatta, pertanto ho dato per scontato che fosse nell'indole umana
          Io sono il problema e io la soluzione
          "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #35
            Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
            Quando mi capita di parlare con la gente mi rendo conto che per un motivo o per un altro è insoddisfatta, pertanto ho dato per scontato che fosse nell'indole umana
            beh, anche l'insoddisfazione è relativa;

            c'è una sorta di lamentela retorica che spesso dipende dall'educazione molto comune a nascondere una relativa felicità; il famoso "chiagni e fotti"; perché non sta bene ostentare, e in più si suscita la temuta altrui invidia;

            io credo poco alle parole e penso che le persone manifestino con i comportamenti la somma dei propri desideri;
            è certamente vero che spesso il desiderio si sublima in altro, perché non lo si riconosce o il costo è eccessivo e allora si vive l'insoddisfazione come condizione permanente;

            normalmente, chi cambia ha motivazioni fortissime e profonde; è per questo che trovo insensata la percezione per cui le coppie si sfascerebbero "alla prima difficoltà" che ho letto spesso su queste pagine;
            se una coppia si scioglie, nonostante i tanti vantaggi della condizione di coppia, vuol dire che c'erano motivi molto rilevanti e sostanziali; magari rimossi per diverso tempo, già all'origine e improvvisamente divenuti insostenibili.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • SilviaR
              Sylvia
              • 10/03/12
              • 1139

              #36
              Su questo sono d'accordo. Il punto, che volevo chiarire è il discorso del cambiamento. Faccio un esempio: una coppia di amici, dopo qualche anno insieme, si separano, non si capisce bene di chi sia la colpa ma pare che lui si sia stancato di lei. Lui si mette subito con un'altra ( pensiamo che la frequentasse anche da sposato) , ci fa un figlio e poi la storia ricomincia, lui si stanca e cerca altrove. Ora , in questo caso cosa c'è cambiare? Il problema è lui e può cambiare tutte le donne che vuole ma non sarà mai più felice, più buono, più bravo...niente di niente, lui è così . Certo magari lui è un caso limite, ma penso che molta altra gente si sia stancata del partner ma ha la consapevolezza di avere un problema e quindi è inutile che provi a cambiare, tanto non serve a nulla
              Io sono il problema e io la soluzione
              "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #37
                Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                Su questo sono d'accordo. Il punto, che volevo chiarire è il discorso del cambiamento. Faccio un esempio: una coppia di amici, dopo qualche anno insieme, si separano, non si capisce bene di chi sia la colpa ma pare che lui si sia stancato di lei. Lui si mette subito con un'altra ( pensiamo che la frequentasse anche da sposato) , ci fa un figlio e poi la storia ricomincia, lui si stanca e cerca altrove. Ora , in questo caso cosa c'è cambiare? Il problema è lui e può cambiare tutte le donne che vuole ma non sarà mai più felice, più buono, più bravo...niente di niente, lui è così . Certo magari lui è un caso limite, ma penso che molta altra gente si sia stancata del partner ma ha la consapevolezza di avere un problema e quindi è inutile che provi a cambiare, tanto non serve a nulla
                in questo caso semplicemente la persona in questione non ha individuato il suo bisogno e lo ha sublimato con feticci, probabilmente perché gli elementi psicologici educativi che fanno zavorra sono troppi e troppo incistati nella personalità per essere dissolti;

                succede spessissimo, ma non implica una regola per cui sia "inutile cambiare"; semplicemente quel cambiamento non è avvenuto perché si è mancato il punto essenziale, e si è ricreata una situazione analoga credendo erroneamente di aver cambiato.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70446

                  #38
                  Nel caso che tu descrivi, Silvia, la questione è che esistono persone che non sono fatte per la vita di coppia stabile. Che hanno bisogno di continui cambiamenti, che di fatto comunque non li soddisferanno mai davvero. Forse perchè neppure loro sanno davvero cosa vogliono da una relazione.
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                  • BiO-dEiStA
                    Eufonista
                    • 22/02/10
                    • 5403

                    #39
                    Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                    Quando mi capita di parlare con la gente mi rendo conto che per un motivo o per un altro è insoddisfatta, pertanto ho dato per scontato che fosse nell'indole umana
                    Come a dire: inutile farsi la doccia, se dopo ci si sporca di nuovo.

                    L'insoddisfatto cronico è tale perché tende a sopravvalutare le esperienze negative e a sottovalutare quelle positive. Quando gliene capitano, nonostante il suo serio impegno in senso contrario, pensa che non possa essere vero e si chiede quanto durerà. Un buon modo per vivere negativamente qualcosa che di per sé non lo è affatto.
                    Certo, così facendo sarà sempre al riparo dalle sorprese; inoltre, non sapendo fino in fondo ciò che si perde, i suoi rimpianti non saranno eccessivi. In fin dei conti, se non ne ricavasse qualche tipo di vantaggio, tanto varrebbe tirarsi un colpo in testa.

                    Solo l'abbassamento delle aspettative può permettergli di tirare avanti secondo la logica che ha adottato. Una logica che non è né l'unica, né la migliore, ma l'ha fatta sua abbastanza a lungo da affezionarvisi, per paura e per abitudine. Esattamente come è affezionato a chi non ama più, e come in fin dei conti è affezionato all'immagine di se stesso e non si ama. Ovvero si ama di un amore morboso e distruttivo, che trae linfa vitale dal proprio stesso malessere.
                    Originariamente Scritto da Careful with that
                    i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                    Originariamente Scritto da Ned Flanders
                    Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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                    • SilviaR
                      Sylvia
                      • 10/03/12
                      • 1139

                      #40
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      in questo caso semplicemente la persona in questione non ha individuato il suo bisogno e lo ha sublimato con feticci, probabilmente perché gli elementi psicologici educativi che fanno zavorra sono troppi e troppo incistati nella personalità per essere dissolti;

                      succede spessissimo, ma non implica una regola per cui sia "inutile cambiare"; semplicemente quel cambiamento non è avvenuto perché si è mancato il punto essenziale, e si è ricreata una situazione analoga credendo erroneamente di aver cambiato.
                      Ok non implica la regola che è inutile cambiare ma neanche si possono lasciare scie di dolore dietro a sè solo perchè si vuole cambiare e cambiare ...Sia ben chiaro che chiunque può fare ciòche vuole , ma deve essere nelle condizioni di poterlo farlo
                      Io sono il problema e io la soluzione
                      "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                      • SilviaR
                        Sylvia
                        • 10/03/12
                        • 1139

                        #41
                        Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                        Nel caso che tu descrivi, Silvia, la questione è che esistono persone che non sono fatte per la vita di coppia stabile. Che hanno bisogno di continui cambiamenti, che di fatto comunque non li soddisferanno mai davvero. Forse perchè neppure loro sanno davvero cosa vogliono da una relazione.
                        Lo penso anch'io, solo che non se ne rendono conto e fanno danni in continuazione
                        Io sono il problema e io la soluzione
                        "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                        • SilviaR
                          Sylvia
                          • 10/03/12
                          • 1139

                          #42
                          Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
                          Come a dire: inutile farsi la doccia, se dopo ci si sporca di nuovo.

                          L'insoddisfatto cronico è tale perché tende a sopravvalutare le esperienze negative e a sottovalutare quelle positive. Quando gliene capitano, nonostante il suo serio impegno in senso contrario, pensa che non possa essere vero e si chiede quanto durerà. Un buon modo per vivere negativamente qualcosa che di per sé non lo è affatto.
                          Certo, così facendo sarà sempre al riparo dalle sorprese; inoltre, non sapendo fino in fondo ciò che si perde, i suoi rimpianti non saranno eccessivi. In fin dei conti, se non ne ricavasse qualche tipo di vantaggio, tanto varrebbe tirarsi un colpo in testa.

                          Solo l'abbassamento delle aspettative può permettergli di tirare avanti secondo la logica che ha adottato. Una logica che non è né l'unica, né la migliore, ma l'ha fatta sua abbastanza a lungo da affezionarvisi, per paura e per abitudine. Esattamente come è affezionato a chi non ama più, e come in fin dei conti è affezionato all'immagine di se stesso e non si ama. Ovvero si ama di un amore morboso e distruttivo, che trae linfa vitale dal proprio stesso malessere.
                          Hai fatto una descrizione particolareggiata, non è che parli di qualcuno in particolare?

                          Quindi abbiamo portato il discorso sulla depressione oppure ho capito male? Chi sopravvaluta le esperienze negative, cos'è pessimista o depresso?
                          Io sono il problema e io la soluzione
                          "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                          • BiO-dEiStA
                            Eufonista
                            • 22/02/10
                            • 5403

                            #43
                            Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                            Hai fatto una descrizione particolareggiata, non è che parli di qualcuno in particolare?
                            Potrei farti un sacco di esempi. E poi ho provato anch'io, tanto per non farmi mancare nulla.

                            Quindi abbiamo portato il discorso sulla depressione oppure ho capito male? Chi sopravvaluta le esperienze negative, cos'è pessimista o depresso?
                            Il pessimismo è l'anticamera della depressione. Chi sopravvaluta le esperienze negative e non sa concedersi una sana incazzatura diventa facilmente pessimista e poi depresso.
                            E comunque non mi soffermerei troppo sulle categorizzazioni. Una pigna in culo è sempre una pigna in culo, da qualunque tipo di pino provenga.
                            Originariamente Scritto da Careful with that
                            i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                            Originariamente Scritto da Ned Flanders
                            Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #44
                              Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                              Ok non implica la regola che è inutile cambiare ma neanche si possono lasciare scie di dolore dietro a sè solo perchè si vuole cambiare e cambiare ...Sia ben chiaro che chiunque può fare ciòche vuole , ma deve essere nelle condizioni di poterlo farlo
                              nelle relazioni è difficile stabilire le responsabilità del "danno", perché già all'origine la valutazione della compatibilità e delle prospettive è distorta dal desiderio e dalle illusioni, dalla speranza di esercitare un controllo, e dalla strumentalizzazione dell'altro per conseguire un obiettivo;

                              se si fosse capaci di valutare quotidianamente in modo lucido il comportamento altrui, il "danno" sarebbe molto circoscrivibile ad un sano e comprensibile dispiacere, anziché ad una disfatta esistenziale.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • dark lady
                                la viaggiatrice
                                • 09/03/05
                                • 70446

                                #45
                                Credo che la responsabilità stia sempre e comunque da due parti. Sarà che quando qualcosa non va nella mia coppia mi chiedo sempre cosa ho sbagliato o dove posso migliorare, anche se sono io a soffrire di un malessere dovuto al comportamento dell'altro. Perché in fondo le responsabilità non sono mai unidirezionali.
                                Anche in questa storia del mio sentirmi interessata ad una terza persona, ravviso sì la responsabilità mia, ma anche quella del mio compagno, in un certo senso.
                                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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