Il gruppo

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70460

    #1

    Il gruppo

    Dopo essere uscita con una compagnia che non frequentavo da tempo, mi è venuta in mente questa riflessione sul concetto di "gruppo", di "compagnia". Ci sono gruppi di persone che si frequentano fin da ragazzini e vanno avanti per una vita a frequentarsi. Ci sono compagnie inossidabili, che superano lo scorrere del tempo.
    Voi avete vissuto esperienze di questo tipo? vi piacciono le compagnie "stabili"? Vi ci ritrovate? Vi piace il senso di appartenenza ad un gruppo?
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
  • SilviaR
    Sylvia
    • 10/03/12
    • 1139

    #2
    Da questo punto di vista mi reputo uno spirito libero. Non amo stare in gruppo se non per poco tempo e solo qualche volta. Spesso nei gruppi si creano delle dinamiche che a me non piacciono...si deve ridere se gli altri ridono, si deve bere se gli altri bevono, ci si deve invitare a cena a vicenda. Altra cosa molto importante che non so dialogare con gente con cui non ho nulla in comune
    Io sono il problema e io la soluzione
    "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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    • efua
      Posh&Rebel
      • 07/12/11
      • 34903

      #3
      Quando ero ragazzetta ho frequentato per anni bene o male le stesse persone, diversi gruppi per la verita' (quelli del liceo - le ragazze del condominio e relativa compagnia, io ero la piu' piccola - il gruppo delle "ragazze": mie amiche d'infanzia e acquisite strada facendo, in quanto cugine o amiche di amiche che poi e' evoluto con l'introduzione dei fidanzati, amici, cugini).
      Allora mi ci ritrovavo, essendo i gruppi diversi tra di loro, frequentandoli avevo modo di vivere i diversi "aspetti" di ognuno di loro.
      Nessuno di loro ahime' ha resistito.
      Io sono andata via e gia' questo per molte persone ha rappresentato una rottura, piu' la loro che la mia.
      Molti hanno litigato tra di loro ed ogni volta che mi va di incontrare qualcuno mi debbo premurare di chiedere in che rapporti e' con gli altri.
      Faccio prima a non incontrare nessuno.
      Adesso come adesso incontro chi mi pare, a seconda dell'umore, del "bisogno" del momento, un po' come si usa fare.
      Per me hanno rappresentato la mia crescita ma fino ad un certo punto, da un altro punto in poi tutte le mie amicizie me le sono fatte altrove e sono quelle che resistono ancora.
      Le persone con le quali ho convissuto, condiviso momenti importanti di vita e soprattutto di una cultura e di estrazione eterogenea.
      Brutto a dirsi ma farsela con "i disperati" non fa bene soprattutto a chi si sente tale.
      Last edited by efua; 30-06-2014, 11:59.
      -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

      -Where there’s will there’s a way-

      -Work hard have fun & be nice-


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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70460

        #4
        Originariamente Scritto da dietrologo
        L 'anno scorso per le ferie siamo partiti per un viaggio un gruppo di amici famiglie , a viaggio inoltrato abbiamo salutato tutti e proseguiti soli , da quel momento in poi sono iniziate le mie vere vacanze
        Grande verità. Non riesco a sopportare le vacanze di gruppo. Non mi sento libera. Mi sento soffocare.
        Per il resto, sono una che non è mai durata molto in una compagnia. Ne ho cambiate 6 o 7 nel corso di 15 anni. Non perché abbia litigato con gli uni o con gli altri, solo che ad un certo punto le dinamiche di una compagnia tendono a farmi sentire in gabbia. Ho bisogno di stimoli nuovi. Le compagnie che ho frequentato ci sono ancora più o meno tutte, loro sono andati avanti. Io ogni tanto esco con gli uni, ogni tanto con gli altri, evitando il più possibile quel senso di appartenenza che in un primo momento può sembrare edificante, ma che a lungo andare mi crea quella sensazione di soffocamento che mi induce alla fuga.
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • arecata
          • 03/04/13
          • 5519

          #5
          ecco, sono il prototipo dell'amante del gruppo...., anzi dei gruppi ai quali appartengo e non sono pochi, molti dei quali, presenti su Face Book ed altri social, resistono da oltre mezzo secolo.

          Ad esempio con i compagni di scuola di liceo, ogni anno ci riuniamo (fino a qualche anno fa per una cena, da qualche anno la riunione è ad ora di pranzo, siamo 'vecchietti') e questa è una foto scattata quest'anno

          Su F.B. ho creato 4 gruppi di cui uno ha più di 20.000 iscritti e quello dei pionieri della Reta (Videotel) ne annovera 135 di tutta Italia (sono stato l'organizzatore dei primi 3 raduni nazionali)

          C'è da aggiungere che da ragazzo mi piaceva frequentare i gruppi non il gruppo, nel senso che prendevo parte a più gruppi, anche in contemporanea

          Il gruppo, da ragazzi, è per fare casino, divertirsi, organizzarsi il tempo libero.

          Poi, diventando adulto aderisci al Rotaract e via via a gruppi più specifici, venendo scelto e contattato, almeno cosi è stato per me e...... proprio sabato scorso, al mattino, nella sala dei Baroni, a Castel Nuovo (Maschio Angioino), sono stato gratificato di un riconoscimento da parte di un 'gruppo' internazionale che ha voluto annoverarmi tra i suoi benemeriti
          Pánta rhêi hōs potamós

          arecata è il 2° nick-name di Blasel

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