Volere quello che non si puo' avere

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #31
    Ho risposto a Kyra. Io me ne stavo tranquillo per i fatti miei. Rileggi chi ha cominciato. Ciao, a domani!
    amate i vostri nemici

    Comment

    • Kyra
      Disappointed Idealist
      • 24/10/05
      • 22455

      #32
      Parlando di cose che vogliamo e che non potremo avere mai:

      - il perdono;
      - la vità eterna, specialmente dopo la morte;
      - un intrinseco valore della vita;
      - la pensione.

      Ta dah.
      I'm laying down, eating snow
      My fur is hot, my tongue is cold
      On a bed of spider web
      I think of how to change myself

      A lot of hope in a one man tent
      There's no room for innocence
      So take me home before the storm
      Velvet mites will keep us warm.

      Comment

      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70446

        #33
        Originariamente Scritto da Kyra Visualizza Messaggio
        Parlando di cose che vogliamo e che non potremo avere mai:

        - la pensione.
        Questa soprattutto. Ma si può sempre prendere esempio da Ficarra e Picone.
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66024

          #34
          Originariamente Scritto da Kyra Visualizza Messaggio
          Parlando di cose che vogliamo e che non potremo avere mai:

          - il perdono;
          - la vità eterna, specialmente dopo la morte;
          - un intrinseco valore della vita;
          - la pensione.

          Ta dah.
          Col permesso di Dark, sono in grado di dirti che le prime 3 te le offre l'Uomo che vedi qua accanto nelle braccia di Sua Madre....
          Per la quarta, invero, il tuo interrogativo ha cittadinanza
          amate i vostri nemici

          Comment

          • Kyra
            Disappointed Idealist
            • 24/10/05
            • 22455

            #35
            Cono, ti chiedo per favore di esimermi da tutti i tuoi futuri interventi a carattere religioso.
            Oppure posso bloccarti, fai tu, perchè mi hai veramente sfrangiato il lobo prefrontale.
            I'm laying down, eating snow
            My fur is hot, my tongue is cold
            On a bed of spider web
            I think of how to change myself

            A lot of hope in a one man tent
            There's no room for innocence
            So take me home before the storm
            Velvet mites will keep us warm.

            Comment

            • Lex
              #trollingeveryday
              • 11/04/10
              • 6422

              #36
              non esistono donne impossibili ma solo uomini incapaci

              poi se mia sorella è stata anni con un bidone del rusco lui può riuscire nell'impresa
              schusa sono scemo
              si ono che sono scemo
              mi ritengo scemo

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              • dark lady
                la viaggiatrice
                • 09/03/05
                • 70446

                #37
                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                Col permesso di Dark, sono in grado di dirti che le prime 3 te le offre l'Uomo che vedi qua accanto nelle braccia di Sua Madre....
                Per la quarta, invero, il tuo interrogativo ha cittadinanza
                E il permesso di Dark non c'è. Te l'ho scritto pochi post più sopra.
                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                Comment

                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #38
                  Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                  E' un po' che questa riflessione mi gira in testa.
                  Mi è capitato spesso di osservare persone (uomini o donne) fissarsi su altre persone, nonostante sapessero di non avere possibilità di instaurare niente. Un mio amico ha fatto per anni il "cagnolino" di una ragazza della compagnia che lo vedeva solo come un amico (e glielo aveva detto più volte). Credo l'abbia corteggiata almeno per tre anni prima di decidersi a lasciar perdere.
                  Ma questa è solo uno dei tanti episodi. Così come storie di persone che comunque sanno di non poter avere un futuro insieme eppure continuano a cercarsi.
                  il futuro non esiste, è solo un'ipotesi;
                  si vive nel momento presente, ed è assolutamente normale una condizione scissa, perché viviamo di speranze e paure in continua tensione;

                  tutti i nostri comportamenti apparentemente irrazionali, dalla sigaretta, alla fetta di torta al cioccolato, alla pera di eroina, al sesso non protetto, la spesa azzardata, ecc... sono espressione di questa tensione;
                  e altrettanto lo sono comportamenti apparentemente razionali che invece comportano "investimenti" la cui remunerazione è proiettata in un altrove futuro che non è ipotecabile;
                  l'equilibrio della tensione dovrebbe assecondare un'identità e la fedeltà a quella; solo che spesso la proiezione astratta di quell'identità all'esterno di noi stessi si cristallizza e può non essere più sostenibile, perché intanto noi ci spostiamo, assieme ai pianeti, fino all'eventuale domanda:
                  voglio davvero essere quella persona (che vive in quel modo, fino alla fine dei suoi giorni) ?

                  l'"impossibile" funziona da riferimento stellare intuitivo, perché pensato come tale consola sulla sull'illusione "realistica" di un presente scisso, laddove una prospettiva davvero possibile comporterebbe tutta la dolorosa revisione dell'identità, che è la cosa a cui siamo più attaccati; cioè, ti dici:
                  come sarebbe bello se... ma siccome è impossibile, mi limito a pensarlo e mi conforta in una realtà mutilata, che appare come l'unica "possibile";

                  Mi viene da pensare che spesso ciò che desideriamo di più è quello che non potremo mai avere. Non accade solo nei rapporti sentimentali. Desiderare quello che non si ha è qualcosa di ancestrale.
                  il desiderio è inscindibilmente e relazionato al limite: Dostoevskij faceva dire ad un suo personaggio. se Dio non esiste, tutto è possibile, alludendo all'ipotesi - moralista, giudicante - di un'anarchia dei desideri;

                  lo psicanalista francese Jacques Lacan, acutamente ribalta la prospettiva sul piano dialettico, affermando: se "Dio" (o qualsiasi equivalente di riferimento; Cono, per favore, non ne facciamo un'occasione di propaganda dottrinaria) non esiste, allora niente è possibile;

                  nel senso che il desiderio, per esistere, deve comunque collocarsi in un quadro di relativizzazione dei valori, dato che non vi sarebbe alcuna remunerazione psicologica nel desiderare cose tra di loro perfettamente equiparabili e fungibili in un sistema di valori;

                  Perché accade? E' la passione per le sfide impossibili? Il fatto che magari inconsapevolmente ci piace più desiderare qualcosa che ottenerla?
                  Voi cosa ne pensate?
                  e qui si torna alla questione del presente, del viaggio piuttosto che la meta, ecc...
                  viviamo con la consapevolezza che la meta non è garantita, e con l'istinto per il tempo presente;
                  certo che se da Bologna voglio andare a Milano, posso aver preso la strada per il Brennero con l'arrière pensée che magari svolterò a Mantova: la prendo ariosa, ma non ho rinunciato del tutto;

                  se però prendo la direzione di Ancona o Firenze, il viaggio mi andrà stretto e l'identità sarà mutilata al punto di doverla ripensare, rifiutare o subire, in una condizione "malata", perché il baricentro reale è troppo lontano da quello sostenibile per l'identità che risulta dall'insieme dei sentimenti;
                  per esempio, una persona di indole buona e giusta che si trovi a dover intrattenere rapporti umani condizionati alla durezza e all'intransigenza, oppure a subire ingiustizie senza provare gratificazione nel sacrificio eroico;
                  o essere costretti a contribuire ad un mondo diverso da quello che si sente come "sano" e "giusto" in ragione della propria filosofia esistenziale; insomma, tutte le solite contraddizioni che abbiamo tutti...
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • nahui
                    Astensionista

                    • 05/03/09
                    • 21040

                    #39
                    Analisi azzeccata.
                    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                    (George Bernard Shaw)

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                    • BiO-dEiStA
                      Eufonista
                      • 22/02/10
                      • 5403

                      #40
                      Napoleone si rivolterebbe nella tomba. E forse anche Raskol'nikov, se fosse mai esistito.
                      Originariamente Scritto da Careful with that
                      i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                      Originariamente Scritto da Ned Flanders
                      Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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                      • nahui
                        Astensionista

                        • 05/03/09
                        • 21040

                        #41
                        Spiegati meglio
                        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                        (George Bernard Shaw)

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                        • Bauxite
                          Cosmo-Agonica

                          • 25/12/09
                          • 36341

                          #42
                          Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                          Spiegati meglio
                          Il personaggio di Delitto e Castigo.
                          È uno vagamente problematico, diciamo che se lo incontrassi in coda alla cassa del super probabilmente ci resisterebbe poco oppure a condizione di prendere a capocciate chi davanti a lui ha il carrello colmo di roba e non gli dà la precedenza.

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                          • nahui
                            Astensionista

                            • 05/03/09
                            • 21040

                            #43
                            Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                            Il personaggio di Delitto e Castigo.
                            È uno vagamente problematico, diciamo che se lo incontrassi in coda alla cassa del super probabilmente ci resisterebbe poco oppure a condizione di prendere a capocciate chi davanti a lui ha il carrello colmo di roba e non gli dà la precedenza.
                            Eh, a questo ci ero arrivata
                            Ma ancora non capisco E Napoleone? Non vedo il nesso con gli interventi precedenti
                            Ho bisogno di cibo.
                            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                            (George Bernard Shaw)

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                            • BiO-dEiStA
                              Eufonista
                              • 22/02/10
                              • 5403

                              #44
                              Napoleone non si è limitato a desiderare, ma è arrivato dove ha voluto, non importa quante teste ha tagliato e quante razzie ha compiuto. Ricevuta la corona, poteva ben proclamare a uso e consumo delle sue pecore: Dio me l'ha data e guai a chi me la tocca!
                              Anche Raskol'nikov nel romanzo ha tentato di superare i suoi limiti; purtroppo però era già condannato in partenza dall'ideologia panslavista del suo autore. Comincia pensando in grande e finisce pensando molto, molto in piccolo.
                              In definitiva, non solo i limiti esistono per molti ma non per tutti (qui mi riferisco a quelli morali o ideologici), ma la facoltà data o pretesa da alcuni di passarci sopra non è certo un deterrente al desiderio. Forse qualcuno desidera ciò che non potrà mai avere, qualcun altro invece desidera ciò che può avere, e magari sempre di più.
                              Originariamente Scritto da Careful with that
                              i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                              Originariamente Scritto da Ned Flanders
                              Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

                              Comment

                              • Bauxite
                                Cosmo-Agonica

                                • 25/12/09
                                • 36341

                                #45
                                Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                                Eh, a questo ci ero arrivata
                                Ma ancora non capisco E Napoleone? Non vedo il nesso con gli interventi precedenti
                                Ho bisogno di cibo.
                                Non lo so neanche io, volevo fare la super uoma come Napo e Raskol!
                                Credo fosse questo il nesso.
                                Fatti un nesso fritto!

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