mah forse il discorso partiva dal presupposto <il giorno dopo al matrimonio>cioe´ si deve andare a pari passo nella stassa direzione malgrado il fardello col relativo contenuto sia diverso o diversissimo tra i partner..man mano che il percorso aumenta ognuno toglie dal fardello quello che ci si e´portato appresso che non sempre coincide con i gusti dell´altro/a
Poliamorosi
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Bè Dark, ma è una scelta anche quella di avere un partner fisso e di volare di fiore in fiore quando se ne ha voglia.
Se la scelta è condivisa non vedo il problema, non ha molto senso insegnare agli altri il modo corretto in cui vivere.Moderatore Viaggi
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io credo si dovrebbe partire dall'individuazione del che cosa;Originariamente Scritto da Morwen Visualizza MessaggioBè Dark, ma è una scelta anche quella di avere un partner fisso e di volare di fiore in fiore quando se ne ha voglia.
Se la scelta è condivisa non vedo il problema, non ha molto senso insegnare agli altri il modo corretto in cui vivere.
cioè, capire a quali desideri si sta dando realizzazione e a quali imperativi si sta obbedendo;
a dirla così, sembra scontato;
in realtà, quando si parla con la maggior parte delle persone e si ascolta la descrizione della loro "scelta", a me sembra di notare spessissimo che i motivi fondamentali di quella siano sfocati o rimossi - questo, ovviamente, non va confuso con una consapevole scelta di compromesso in cui vantaggi e sacrifici sono esplicitamente accettati, che è altra cosa;
un po' come se uno andasse in gelateria, volesse il gelato al cioccolato e pistacchio, ma scegliesse fragola e limone perché quelli sono i gusti preferiti del papà;
può anche essere una scelta consapevole e motivata, che ha un suo senso;
purché poi un giorno non ci si dica delusi e non ci si senta defraudati del proprio cioccolato e pistacchio.c'è del lardo in Garfagnana
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Certo, non sapremo mai quanto sia consapevole la scelta fatta e quanto ci sia di indotto dal compromesso o imposto dal contesto sociale di riferimento però parto dal presupposto che essendo dotati di libero arbitrio siamo anche in grado di fare delle scelte più o meno ragionate.
Quello che sembra assurdo a me è la normalità per qualcuno che magari vive a 500 metri da me.
Se poi quel qualcuno sia più o meno felice di me non è dato saperlo, ma non ha senso bussare alla sua porta e dirgli che starebbe molto meglio se vivesse come me.
E' anche umano lamentarsi dopo anni di vita che ci sembrava normale e che tutto a un tratto ci sta stretta, perchè non dovremmo essere delusi o sentirci insoddisfatti? La delusione è anche quella che ci permette di cambiare.
@dietrologo: libero di usare le mie parole
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le pressioni ambientali e culturali determinano (sia pur inconsciamente) parecchie decisioni nell´ambito famigliare,esempio in Italia e´normale stare con i genitori oltre i 25/30 nel nord europa e´scandaloso" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
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certo, questo è razionalmente ciò che si può presumere;Originariamente Scritto da Morwen Visualizza MessaggioCerto, non sapremo mai quanto sia consapevole la scelta fatta e quanto ci sia di indotto dal compromesso o imposto dal contesto sociale di riferimento però parto dal presupposto che essendo dotati di libero arbitrio siamo anche in grado di fare delle scelte più o meno ragionate.
io non davo giudizi di merito, ma mi limitavo ad osservare che ascoltando la rappresentazione che molte persone esprimono riguardo alla propria situazione è molto frequente notare una dissociazione tra regole di riferimento delle proprie scelte e reale presa diretta col proprio desiderio che, beninteso, non è da intendersi come sfizio effimero ma come autentica pulsione vitale e creatrice;
la dicotomia è evidente - volendola vedere - perché produce sofferenza: una persona, senza che ci sia effettivamente nulla di censurabile o immorale al fondo di quel desiderio, perde contatto con quello e si ritrova in una condizione di esilio della propria vitalità il cui corrispettivo sta in un "altrove" che sfugge, e che in genere rimanda quello che gli psicolatri indicano come super-io; insomma, un comando esterno a cui si obbedisce, e che di solito, al momento del conto, ci va in Q, senza battere scontrino fiscale; nella speranza che se il ristoratore è generoso, magari ci fa uno sconticino
c'è del lardo in Garfagnana
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Esatto. Se la scelta è condivisa. Credo che il succo stia tutto lì.Originariamente Scritto da Morwen Visualizza MessaggioSe la scelta è condivisa non vedo il problema, non ha molto senso insegnare agli altri il modo corretto in cui vivere.“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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Se così non fosse sarebbe a tutti gli effetti un tradimento delle regole di una coppia, ma non è il caso dei poliamorosi che mi pare che siano consapevoli e che scelgano quotidianamente di vivere questa realtà.Originariamente Scritto da dark lady Visualizza MessaggioEsatto. Se la scelta è condivisa. Credo che il succo stia tutto lì.Moderatore Viaggi
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Ma allora...da quel momento non credo che si parlerà ancora di rapporto vero e proprio, ma più una relazione tra conoscenti che ogni tanto si fanno una trombatina in allegria per passare i momenti morti.Originariamente Scritto da dark lady Visualizza MessaggioEsatto. Se la scelta è condivisa. Credo che il succo stia tutto lì.
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