Amore disperato o pacifica convivenza?

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  • Jakob
    Opinionista
    • 12/05/16
    • 2

    #1

    Amore disperato o pacifica convivenza?

    Ciao a tutti, sono nuovo, registrato apposta per scrivere questo thread. Lo so, non si fa, non è carino, ma ho veramente bisogno di un aiuto. Di capire.

    Questione di sentimenti. Premetto, sono un uomo di 32 anni, convivente. Sono sempre stato un tipo piuttosto complicato, riflessivo ed emotivo. Tutto il problema parte da circa 12 anni fa quando mi innamorai di una ragazza. Sembrava una storia come un'altra, lui conosce lei, si innamorano, poi i caratteri non si trovano, si litiga e ci si lascia con amarezza. Io ero un ragazzo piuttosto insicuro e avevo bisogno di conferme. Lei era una ragazza con difficoltà ad aprirsi, cercava di non dare fastidio, quasi di non esserci nella coppia. Questo suo modo di fare però mi metteva molto a disagio perché io ovviamente pensavo sempre di non essere abbastanza bello, affascinante, intelligente e di non suscitare in lei nessuna emozione. Dopo più di 2 anni di tira e molla, nonostante provassi ancora dei sentimenti molto forti per lei ho scelto di lasciarla perché la mia autostima si stava logorando.
    Passai un paio di anni piuttosto brutti da solo, poi cominciai a frequentare altre ragazze. Abbiamo riprovato ad avvicinarci tempo dopo sempre con molti sentimenti e molto desiderio (solo da parte mia apparentemente, lei dice di si ma appare distante) ma alla fine passati i primi mesi ho di nuovo preferito lasciar perdere una relazione così frustrante. Ho avuto poi altre storie, una delle quali mi ha portato a convivere adesso con la mia attuale compagna, la quale invece mostra molte emozioni e mi fa sentire importante, ma ha un atteggiamento che mi ha portato negli anni a disinnamorarmi.
    Ora, siccome non siamo più giovani, gli amici si sposano e hanno figli, sento come un senso di urgenza a decidere in maniera netta della mia vita sentimentale, cosa che attualmente sto rimandando (con un po' di vigliaccheria). Fatto sta che da 10 anni continuo a sognare di notte quella ex ragazza (non tutte le notti certo, ma è l'unica donna che vedo nei miei sogni) ed è l'unica che quando reincontro mi sembra bellissima, mi fa battere il cuore forte e mette in dubbio qualche mia vaga certezza. Anche lei sembra un'anima in pena, non riesce a trovare un uomo a causa di questo suo carattere apparentemente chiuso e scostante. Ci vediamo molto raramente, ma in quelle occasioni sembra che non vedevamo l'ora di ritrovarci perché fra di noi c'è qualcosa di particolare che non troviamo altrove e questo le rende molto malinconiche.

    Non so più che fare. Sono in un tremendo conflitto da anni ormai. Da un lato (emotivo) mi immagino un futuro con lei di beatitudine che però so che non esisterà forse mai, dall'altro (razionale) mi dico di aver fatto la scelta giusta, che devo solo rassegnarmi e l'amore è una roba da ventenni. Onestamente nessuna delle due cose mi convince...
  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70460

    #2
    Da quanto leggo non sei stato capace di lasciarti il passato alle spalle. Mi viene da pensare che tu sia innamorato dell'idea che ti eri fatto di lei, di voi due insieme. E questo si ripercuote sulla tua storia attuale. Certo è che se ti sei "disamorato" della tua compagna, non ha senso che tu continui a prenderla in giro stando con lei. Che futuro potesti avere con una persona che non ami? Fai del male a te stesso e a lei, in questo modo.
    Prima di tutto decidi cosa vuoi della tua vita, indipendentemente da quest'altra ragazza che ancora sogni ma che di fatto non hai e forse non avrai mai. Forse la soluzione non sta in nessuno dei due scenari che ti sei prefigurato, ma da un terzo scenario che ancora devi conoscere.
    L'ansia di dover stare con qualcuno "perché ormai gli amici si sposano e hanno figli" non ha senso. Tu sei tu. La tua vita non è quella dei tuoi amici. Devi plasmarla su te stesso, non su quello che fanno gli altri. Detto questo, in bocca al lupo!
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • Jakob
      Opinionista
      • 12/05/16
      • 2

      #3
      Grazie mi hai dato buoni consigli. Sulla terza via come dici tu, sì ci avevo pensato e credo che sarà forse l'unica percorribile, anche se percepisco la difficoltà a separarmi da quella idea che mi ero fatto di noi due insieme. Riflettendoci, credo che la mia domanda fosse più in generale "riprendere un rapporto quasi impossibile o arrendersi a rapporti meno coinvolgenti?".

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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70460

        #4
        Mah, non è detto che i tuoi prossimi rapporti saranno poco coinvolgenti. Tu viviti quello che ti viene così come ti viene, senza farti seghe mentali. Un giorno arriverà anche chi oscurerà quello che ora ti sembra l'unico amore possibile.
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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