7 di cuori

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24581

    #16
    Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio
    Tu mi conosci da anni e un po’ la mia storia la sai
    Non c’è stata incuria fino a un certo punto
    Da un punto in poi...
    ovviamente, queste cose le vedi e le sai tu;

    ci sarà stato un pregresso che ha generato quell'allontanamento, ma può anche essere nell'ordine delle cose; il più delle volte non ci si accorge che le cose prendono una certa piega, un po' perché si rimuove o si è rimosso già prima, o magari proprio perché ci si sforza e lo sforzo si paga;

    costa anche elaborare il tutto, perché facendolo ci si concentra molto sulla propria elaborazione, necessaria, e non si vede più l'altro, ci si avvita; il guaio è che se il passato lo vedi come bicchiere mezzo pieno, ti dà forza;
    se lo vedi come mezzo vuoto, ti ruba energie e ti vincola a quella narrazione; non sai quanto tempo ci ho perso...
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • efua
      Posh&Rebel
      • 07/12/11
      • 34903

      #17
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      ovviamente, queste cose le vedi e le sai tu;

      ci sarà stato un pregresso che ha generato quell'allontanamento, ma può anche essere nell'ordine delle cose; il più delle volte non ci si accorge che le cose prendono una certa piega, un po' perché si rimuove o si è rimosso già prima, o magari proprio perché ci si sforza e lo sforzo si paga;

      costa anche elaborare il tutto, perché facendolo ci si concentra molto sulla propria elaborazione, necessaria, e non si vede più l'altro, ci si avvita; il guaio è che se il passato lo vedi come bicchiere mezzo pieno, ti dà forza;
      se lo vedi come mezzo vuoto, ti ruba energie e ti vincola a quella narrazione; non sai quanto tempo ci ho perso...
      Io il bicchiere lo vedo pure più di mezzo pieno, per la verità
      Fatto sta che tra la famiglia di la’ e tempo di qua
      Mi sono state sottratte energie che a un certo punto non ho voluto mettere più in campo
      La morale era che qua era il paradiso ed avrebbe dovuto piacermi
      Il posto mio me lo sono trovato (nel 2009 dissi a me stessa che a Pisa ci sarei ritornata pure da morta), mi sono fatta il mio spazio nel mondo dove volevo
      In mezzo alla gente che volevo
      Aspetto solo di andarmene
      Io mi dico le cose per come sono effettivamente andate
      Senza amareggiarmi ne’ per il passato
      Tantomeno voglio farlo per il futuro
      Ho bisogno di vivere per come mi fa stare bene e come mi fa stare bene lo so
      Detto questo, aprite i confini
      -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

      -Where there’s will there’s a way-

      -Work hard have fun & be nice-


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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70460

        #18
        Io credo che molto dipenda anche da come una coppia sa evolversi nel tempo: negli anni i desideri, le aspirazioni, le peculiarità del singolo individuo cambiano, mentre troppo spesso le coppie rimangono ferme, bloccate in una dimensione precedente che non risponde più a quelle che sono le necessità di chi la compone. E questo inevitabilmente, prima o poi, genera la crisi. L'ho provato anch'io, sulla mia pelle. Se le esigenze dei singoli cambiano, devono cambiare anche le risposte che la coppia sa dare. Se questo non accade, spesso si crea un punto di rottura. E' che queste cose le capisci e le impari con l'esperienza, anche sbattendoci contro il muso. Purtroppo nessuno nasce maestro e certe dinamiche si comprendono solo vivendo.
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • doxa
          Opinionista
          • 30/04/19
          • 2659

          #19
          Nel mio post iniziale ho scritto che il sette di cuori indica incertezza, ma allude anche alla possibilità di definire ciò che è rimasto incompiuto in una relazione amorosa interrotta, specie se l’addio temporaneo avviene con una telefonata, con un messaggio o con un msn. Peggio tramite videoconferenza. Lasciarsi così è più doloroso, evidenzia l’antropologo Franco La Cecla in due suoi libri: uno titolato “Essere amici” (edit Einaudi), l’altro “Lasciarsi. I rituali dell’abbandono in epoca social” (edit. Eleuthera).

          Se si decide di concludere la laison è meglio farlo subito e non lasciare al/la partner l’illusione della vita insieme. Ma di solito gli innamoramenti e gli amori non finiscono all’improvviso, quasi sempre hanno lo “strascico”.

          Comunque l’antropologo consiglia il no assoluto al “ghosting”: non si deve lasciare intendere la possibilità di riannodare la relazione interrotta.

          Ci sono diversi modi per chiudere un rapporto: c’è quello diretto, il vis a vis”, e quello indiretto tramite i media, alcuni dei quali permettono alla fine della relazione di coppia di rimanere nel Limbo, consentono di rivedere immagini dell’altro/a, di dare un’occhiata ogni tanto al profilo dell’ex. Più che garantire una presenza, Internet imprigiona in una costante assenza.

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