La coppia

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70446

    #16
    Condivido in buona parte ciò che dice Axe.
    Per me la coppia funziona quando si conosce a fondo l'oscurità dell'altro e la si accetta per quello che è. Ma prima di conoscere quella del partner bisogna conoscere la propria.
    Per questo credo che per stare bene in coppia si debba prima di tutto stare bene con sé stessi. Altrimenti la coppia prima o poi è destinata a naufragare.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • doxa
      Opinionista
      • 30/04/19
      • 2659

      #17

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      • doxa
        Opinionista
        • 30/04/19
        • 2659

        #18

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        • Bauxite
          Cosmo-Agonica

          • 25/12/09
          • 36341

          #19
          Dormire molto, ognuno a casa sua, in determinati casi può aiutare.

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          • Doppio
            Superstite
            • 04/08/10
            • 4917

            #20
            Per fortuna la durevoezza della coppia non è un mio problema, l'amore è una malattia di cui sono asintomatico.
            Non avete ancora visto niente

            Moderatore droghe

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            • Bauxite
              Cosmo-Agonica

              • 25/12/09
              • 36341

              #21
              Vabe' ma non è che la coppia significhi sempre amore, dai. È un concetto superato

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              • Doppio
                Superstite
                • 04/08/10
                • 4917

                #22
                Ma in coppia si corrono più rischi, è sessualmente trasmissibile.
                Non avete ancora visto niente

                Moderatore droghe

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                • Bauxite
                  Cosmo-Agonica

                  • 25/12/09
                  • 36341

                  #23
                  Guarda le basi: colazione insieme solo se piove.

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #24
                    Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                    Vabe' ma non è che la coppia significhi sempre amore, dai. È un concetto superato
                    vero ! chiedilo ai fissati del diesel, in procinto di divenire orfani di quella sensazione di potenza che arriva allo schienale attorno ai 3mila giri
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • doxa
                      Opinionista
                      • 30/04/19
                      • 2659

                      #25
                      Apologo di origine ebraica

                      Il figlio domanda al padre: “E’ vero che il matrimonio modifica la personalità ?”

                      Risponde il padre: “Si ! Prima di sposarci, io parlavo e tua madre mi ascoltava affascinata.

                      Qualche tempo dopo le nozze, era lei che parlava e io ascoltavo.

                      Adesso parliamo tutti e due insieme ad alta voce e sono i nostri vicini che ascoltano”.

                      Con gli opportuni adattamenti, questo tipo di comportamento coniugale è diffuso. Inizia con la “dolcezza” e l’ascolto, poi, col passar del tempo, finisce con lo scontro, le crisi nel rapporto di coppia.

                      Parlare-ascoltare. Il dialogo è un’arte difficile. Pretende l’equilibrio tra la parola e l’ascolto.

                      Di solito si tende a prevaricare sull’altro con la parola, ma anche il silenzio può essere causa dell’interruzione del colloquio. Infatti c’è il negativo silenzio inerte, privo di ascolto e rifiuto di rispondere, che può diventare odio gelido. E il matrimonio si riduce a semplice coesistenza e coabitazione, in cui irrompe la fine dell’amore.

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                      • Astrid
                        Opinionista
                        • 13/03/18
                        • 839

                        #26
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        secondo me, solo le nevrosi compatibili :asd;

                        in realtà, non scherzo affatto; non intendo nevrosi come patologia, ma come problematica tendenziale;

                        la coppia che funziona è quella in cui gli aspetti "negativi", che potrebbero normalmente essere penalizzanti, grazie alla fortunata disposizione del partner - in termini di compatibilità nevrotica - possono essere riciclati come punti di forza e/o affrontati con serenità; questo libera una quantità enorme di energia creativa, prima sottratta dallo sforzo richiesto per contenere e/o rimuovere quelle pulsioni; un po' di esempi:

                        una persona può sentirsi egoista o egocentrica, meschina, tirchia, stupida o poco capace, limitata, o invidiosa; avere complessi, freni, inibizioni, ecc...

                        ma poi trovare una combinazione chimica favorevole all'intimità con qualcuno che, per sua storia personale, non ha particolari problemi con questo o quel difetto; magari il partner tirchio gli torna comodo per un riscontro sulle proprie abitudini, o lo trova buffo;

                        alla fine, il partner dovrebbe essere un complice o un Lucignolo, nella sovversione delle proprie nevrosi, e quindi liberare energia, essere sponda di una trasformazione;

                        'sta cosa l'ho notata nel modo in cui finiscono le relazioni:
                        quando si è stati insieme per la conservazione di un equilibrio già precedentemente conseguito o pensato, uno status, dei progetti di famiglia, ecc... prevale il rancore, il sentirsi traditi per un "investimento" non remunerato;

                        chi, invece, ha vissuto il momento sovversivo, del cambiamento di sé, della propria mentalità o approccio ai propri limiti, conserva sempre un sentimento di dolcezza e gratitudine che - passati i primi tempi dalla fine - diventa prevalente, perché l'altro in qualche modo è rimasto, in quel cambiamento.
                        Nel bene e nel male trovo che sia molto più d'aiuto assomigliarsi che essere opposti. Soprattutto nelle macro aree.
                        La complicità credo che nasca proprio dalle similitudini e, come dice Nahui sotto, dalla conoscenza trasparente e sincera reciproca.
                        Spesso si soggettivizza troppo perchè non ci si conosce poi così bene a fondo o n on ci si vive abbastanza.

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