Originariamente Scritto da axeUgene
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Però si, è appropriato parlare di cambiamento, perché la vita è fatta di prese di coscienza e di consapevolezza di se stessi. Che non puoi avere a 20 anni come hai a 40.
Per mia fortuna poi su di me non ha mai avuto presa l'immaginario di coppia e quant'altro, tant'è che pur trovando nel mio ex quel senso di famiglia che mi era mancato, non ho mai vissuto un rapporto convenzionale.
Per me stare con qualcuno significa avere qualcuno accanto a cui camminare, ma ognuno con il proprio percorso, cercando di valorizzarsi e di spronarsi a vicenda, ma in modo non invasivo.
E di fatto nelle mie eventuali future relazioni, mi vedo ancora così, forse in modo anche più evidente. Con il mio ex la cosa era diventata alla fine che io ero "la sua stampella", riproponendo di fatto i bug della mia relazione con la famiglia d'origine: io che mi occupo degli altri, che faccio la crocerossina. Un imprintig che ho avuto da molto piccola e che ho rivissuto nella relazione. Ora, con questa consapevolezza alle spalle, una relazione di questo tipo non la accetterò mai più. Ovviamente un percorso psicologico è stato ed è fondamentale, in questo, non pretendo di riuscirci da sola.
tre persone, e, in due casi, in misure diverse, certe propensioni a rischiare hanno contribuito;
Cagami appena un po' di più e mi viene l'ansia




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