L'attrazione mentale

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #211
    Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio
    E se uno e’ stato sempre Cigno?
    cioè, che tutto il mondo gli rifletteva un'immagine favolosa e appagante ?
    boh... tra le persone che conosco abbastanza nessuno è così, ma ho qualche vago ricordo di personaggi mitici tra i 20 e i 30;

    Non sempre incontri persone generose nel renderti qualcosa
    E per renderi qualcosa intendo qualcosa che ti faccia accrescere
    Capitano pure soggetti/e che succhiano e basta
    I vampiri e gli sticici sentimentali
    io non mi aspetto persone particolarmente generose, ma egoisti intelligenti, o meglio, con un intuito che li spinge ad un appagamento sostenibile;

    per dire, io ero abbastanza considerato uno stitico, e forse lo ero pure, per motivi su cui non mi dilungo; ma spesso ero confinato in quel ruolo dalle posture altrui; un po' il pregiudizio, un po' il bisogno di sentirsi migliori e- quantisticamente - lo stesso sguardo di chi mi pensava e voleva così;

    poi, magari incontri dei diversamente egoisti che ti guardano in un altro modo e ti assegnano un altro ruolo; mo' puoi avere illusioni e disillusioni anche con quelli, però l'esperienza mette un po' di puntini sulle "i", anche perché non può andare tutto male ed essere tutto una delusione;

    se scrivo e i miei romanzi e racconti non piacciono a nessuno, o davvero a pochissimi e poco qualificati, ci sta che sarebbe meglio mi dedicassi alla pittura, dove magari ho più talento;
    specularmente, credo che ognuno di noi abbia riconosciuto qualcuno che ci fa stare davvero bene per com'è; basta la sua compagnia, manco un caffé ci deve offrire, anche se poi è proprio quello che ce lo offre
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Bauxite
      Cosmo-Agonica

      • 25/12/09
      • 36341

      #212
      Dei cigni so due cose: i selvatici menano di brutto per cibarsi e in generale è un animale monogamo.
      Quindi mai e dico mai corteggiare un cigno durante un banchetto o un buffet, mi raccomando.

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      • efua
        Posh&Rebel
        • 07/12/11
        • 34901

        #213
        Ho trovato un posto all’ombra

        @Axe:
        Sulla questione cigno, ero ironica ma fino ad un certo punto
        Nel senso che invitavo a sentirsi cigni, indipendentemente dal riconoscimento altrui
        Che il senso del cigno sia in te, con te e per te
        Se aspetti il passaggio da anatroccolo a cigno, per mani altrui
        Molte volte, spesso, non sempre
        Campa cavallo che l’erba cresce
        Poi magari ti capita pure chi ti fa sentire uccello del paradiso, ancora meglio

        Io ti parlo dal punto di vista di chi non ha problemi di stitichezza
        Constatato che nella vita sono stata una generosa sentimentale
        Stai calmo Cono, ad abbassare le mutande non sono mai stata troppo lesta
        Generosa, non perche’ sia virtuosamente buona, ma per postura acquisita, non sto qui a definirne i dettagli
        La mia esperienza mi suggerisce che puo’ capitare che c’e’ chi di questa generosita’ se ne ciba, senza che vi sia il giusto ricambio tra le parti
        Con i figli poi di mezzo, e’ ancora un altro libro

        Si e’ capito? Non si capisce? Pazienza
        Last edited by efua; 11-08-2024, 12:44.
        -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

        -Where there’s will there’s a way-

        -Work hard have fun & be nice-


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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #214
          Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio

          @Axe:
          Sulla questione cigno, ero ironica ma fino ad un certo punto
          Nel senso che invitavo a sentirsi cigni, indipendentemente dal riconoscimento altrui
          ...
          Io ti parlo dal punto di vista di chi non ha problemi di stitichezza
          Constatato che nella vita sono stata una generosa sentimentale
          non mi addentro sulla questione dell'autovalutazione, che è una cosa complicata;

          ma, se la mia eventuale generosità non la riconoscono i destinatari e non ne sono grati, è oggettivamente uno scambio sbagliato;

          io ragiono in termini di tornaconti egoistici diversamente modulati, e non di virtù; per me, la generosità è qualcosa che facilmente implica una condizione di debito in chi ne beneficia, e un potere implicito in chi la dispensa;

          in un contesto puramente razionale - che è ovvio, non esiste nella realtà dei sentimenti - due persone, partner, amici, ecc... dovrebbero istintivamente porsi nei termini per cui: quello che sono ha un valore di appagamento sostenibile per il tornaconto dell'altro ? e viceversa;

          se dark fa il tifo per te nel momento in cui ti trasferisci e ti auto-determini, lo capisci bene che è sincera, e per tanti motivi; se vi riconoscete questa solidarietà in modo consapevole, basato su quel percorso comune, è probabile che avrete un'amicizia solida, perché entrambe vi immedesimate nei bisogni dell'altra;

          è una forma di egoismo, gratificazione intelligente, perché è sostenibile, non c'è sacrificio, aggiunge e non priva nessuna.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70446

            #215
            Mah, io concordo con Efua (tanto per cambiare )
            Uno cigno ci si deve sentire indipendentemente dagli altri, perché se dai al resto del mondo il potere di determinarti, ne perdi in libertà e in autostima.
            Io ho vissuto una vita da brutto anatroccolo per tutta l'adolescenza, eppure non ho mai dubitato del mio valore. Mi additavano perché ero fuori moda, fuori dagli schemi, diversa. Ma non hanno mai minato di un millimetro la consapevolezza del mio valore. Anzi, paradossalmente, io devo ringraziare più i miei detrattori dei miei ammiratori, per avermi reso la persona che sono. Perché più sono stata denigrata, più ho avuto motivazione di dimostrare le mie capacità.

            Poi certo, puoi trovarti vicino qualcuno che ti valorizza ed è sempre piacevole, ma la tua consapevolezza non può dipendere da quello. Io brillo molto di più quando sono per conto mio, e tutti me lo hanno detto.
            Quindi no, Axe. Chi mi sta vicino può sì stimolarmi a migliorarmi, ed è bello quando succede, ma non è assolutamente necessario. Uno il meglio lo deve trovare da solo dentro se stesso, per come la vedo io.
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

            Comment

            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #216
              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
              Mah, io concordo con Efua (tanto per cambiare )
              Uno cigno ci si deve sentire indipendentemente dagli altri, perché se dai al resto del mondo il potere di determinarti, ne perdi in libertà e in autostima.
              ok

              io non sarei capace, ma è un mio limite; se tutto il mondo mi considerasse uno stronzo, qualche problema di autostima lo avrei
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Bauxite
                Cosmo-Agonica

                • 25/12/09
                • 36341

                #217
                Scusate, ma non stavate parlando del resto del mondo che definisce ciò che uno è, ma di un'idea di rapporto di coppia in cui c'è un certo andamento, vuoi per mutua corrispondenza, vuoi per palese riconoscimento di sè nell'altro.
                Se la mettiamo sul piano:" io sono io e guai a chi mi dice come sono" facciamo un altro tipo di ragionamento che non ha nulla a che vedere con le relazioni interpersonali perché, volenti o nolenti, anche i nostri più cari amici avrebbero da aggiungere qualcosa al modo in cui ci definiamo che, non sempre, è esattamente speculare a quello in cui presumiamo di presentarci.
                Il fatto che , come naturale sia, i nostri amici più stretti abbiano di noi un'opinione più o meno divergente non vuol dire nè che non ci vogliano bene nè che non ci stimino.

                Un partner , a meno che non sia una persona di cui siamo amici o siamo stati amici, ê una figura diversa.

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                • efua
                  Posh&Rebel
                  • 07/12/11
                  • 34901

                  #218
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  ok

                  io non sarei capace, ma è un mio limite; se tutto il mondo mi considerasse uno stronzo, qualche problema di autostima lo avrei
                  Interrogati sul perche’ vieni considerato uno stronzo
                  Qualche risposta l’avrai
                  E soprattutto osserva chi te lo dice
                  Da qualcuno a tutti poi, c’e’ un po’ di differenza
                  -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

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                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #219
                    Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                    Un partner , a meno che non sia una persona di cui siamo amici o siamo stati amici, ê una figura diversa.
                    un giudizio su "chi sei" è sempre implicito nei comportamenti, che delimitano modalità di relazione; per cui:

                    Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio
                    Interrogati sul perche’ vieni considerato uno stronzo
                    Qualche risposta l’avrai
                    E soprattutto osserva chi te lo dice
                    stai con una persona, quindi dovresti stimarla e il suo giudizio contare; se ti tratta da stronzo o si comporta da stronzo hai un problema, doppio:
                    valutare se sei stronzo, e/o perché ti sei accroccato con qualcuno che non ha stima di te;

                    poi, io mi faccio persino un problema se piaccio per motivi diversi da quelli che riterrei appropriati un problema perché mi aspetterei di deludere, eh...

                    in tutto questo, constato il perdurare di un equivoco:
                    io non sostengo che una persona debba essere diversa da quello che è; dico solo che se uno centra il proprio talento umano può rendersi conto della compatibilità coi bisogni dell'altro e essere gratificato, star meglio, e viceversa.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • efua
                      Posh&Rebel
                      • 07/12/11
                      • 34901

                      #220
                      L’errore e’ stato il mio
                      Mi sono lasciata confondere dallo stronzo generalizzato
                      In tal caso non mi riferivo al rapporto di coppia
                      -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                      -Where there’s will there’s a way-

                      -Work hard have fun & be nice-


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                      • Bauxite
                        Cosmo-Agonica

                        • 25/12/09
                        • 36341

                        #221
                        Presumo già da un pezzo di aver capito ciò che intendi, non credo di aver frainteso.
                        Poi oh, posso dare sempre la colpa agli occhiali!

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70446

                          #222
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          un giudizio su "chi sei" è sempre implicito nei comportamenti, che delimitano modalità di relazione; per cui:


                          stai con una persona, quindi dovresti stimarla e il suo giudizio contare; se ti tratta da stronzo o si comporta da stronzo hai un problema, doppio:
                          valutare se sei stronzo, e/o perché ti sei accroccato con qualcuno che non ha stima di te;

                          poi, io mi faccio persino un problema se piaccio per motivi diversi da quelli che riterrei appropriati un problema perché mi aspetterei di deludere, eh...

                          in tutto questo, constato il perdurare di un equivoco:
                          io non sostengo che una persona debba essere diversa da quello che è; dico solo che se uno centra il proprio talento umano può rendersi conto della compatibilità coi bisogni dell'altro e essere gratificato, star meglio, e viceversa.
                          Ok ma questo è un altro concetto.
                          Chiaramente ci sono persone che possono più o meno essere in grado di valorizzarci.
                          Il fatto è, però, che per quanto possa gratificare essere in grado di rispondere ai bisogni dell'altro, la vera gratificazione, per come la vedo io, è essere in grado di rispondere ai propri. Un partner io lo considero un di più, non qualcosa di cui avere bisogno per sentirsi valorizzati. Se poi abbiamo accanto qualcuno che ci valorizza tanto meglio, ovviamente.
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24578

                            #223
                            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                            Il fatto è, però, che per quanto possa gratificare essere in grado di rispondere ai bisogni dell'altro, la vera gratificazione, per come la vedo io, è essere in grado di rispondere ai propri.
                            come dividi le due cose in un mondo in cui ci si relaziona in tanti modi ?
                            per dire: ti realizzi nel lavoro, no ? è un tuo bisogno ? ma se non incontri l'apprezzamento di chi fruisce del tuo lavoro, come ti realizzi ?
                            anche se fai il pecorino zen sulle colline della Tuscia qualcuno lo dovrebbe voler comprare e mangiare;

                            certo che se si parte da un'impressione di sfruttamento unilaterale, l'immaginario dei bisogni tende a contrapporre; ma non è che sia una regola, anzi; di solito le persone tendono a prendere le distanze alle prime avvisaglie di iniquità nello scambio;

                            Un partner io lo considero un di più, non qualcosa di cui avere bisogno per sentirsi valorizzati.
                            beh, sì; se lo pensi come un accessorio fungibile, in astratto, ci sta tutto;

                            quando è una persona in carne ed ossa, può essere poco più di un vibratore, oppure un universo che ti ispira dei modi di essere che ti fanno sentire meglio, farti piacere di più a te stessa, ti rivela a te stessa e in modi e per aspetti che non avevi preventivato;
                            oppure no, può essere un rompicoglioni che si appropria del tuo tempo e ti vincola; spesso le tre cose insieme

                            forse l'equivoco sta nel pensare la persona come sostantivo della realizzazione, ché se la poni così, ovviamente non è;

                            il senso è che quello può essere un catalizzatore, il detonatore di una potenzialità che hai già e si manifesta perché si determina quella circostanza; esattamente come potrebbe succedere che si ammala il regista e tu lo devi sostituire, e magari avevi delle idee; pensi:
                            non avrei mai creduto di poterlo fare, e invece lo fai e ti piace, funziona;

                            certo che nella coppia-progetto di due persone che sanno quello che vogliono di solito c'è poco spazio per vedere al di là del preventivabile, e molto per restare delusi.
                            c'è del lardo in Garfagnana

                            Comment

                            • dark lady
                              la viaggiatrice
                              • 09/03/05
                              • 70446

                              #224
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              come dividi le due cose in un mondo in cui ci si relaziona in tanti modi ?
                              per dire: ti realizzi nel lavoro, no ? è un tuo bisogno ? ma se non incontri l'apprezzamento di chi fruisce del tuo lavoro, come ti realizzi ?
                              anche se fai il pecorino zen sulle colline della Tuscia qualcuno lo dovrebbe voler comprare e mangiare;

                              certo che se si parte da un'impressione di sfruttamento unilaterale, l'immaginario dei bisogni tende a contrapporre; ma non è che sia una regola, anzi; di solito le persone tendono a prendere le distanze alle prime avvisaglie di iniquità nello scambio;


                              beh, sì; se lo pensi come un accessorio fungibile, in astratto, ci sta tutto;

                              quando è una persona in carne ed ossa, può essere poco più di un vibratore, oppure un universo che ti ispira dei modi di essere che ti fanno sentire meglio, farti piacere di più a te stessa, ti rivela a te stessa e in modi e per aspetti che non avevi preventivato;
                              oppure no, può essere un rompicoglioni che si appropria del tuo tempo e ti vincola; spesso le tre cose insieme

                              forse l'equivoco sta nel pensare la persona come sostantivo della realizzazione, ché se la poni così, ovviamente non è;

                              il senso è che quello può essere un catalizzatore, il detonatore di una potenzialità che hai già e si manifesta perché si determina quella circostanza; esattamente come potrebbe succedere che si ammala il regista e tu lo devi sostituire, e magari avevi delle idee; pensi:
                              non avrei mai creduto di poterlo fare, e invece lo fai e ti piace, funziona;

                              certo che nella coppia-progetto di due persone che sanno quello che vogliono di solito c'è poco spazio per vedere al di là del preventivabile, e molto per restare delusi.
                              Si ma tu stai facendo un po' un minestrone.
                              E' ovvio che nelle circostanze della vita il feedback degli altri rispetto a quello che fai è utile per accrescerti. Che sia positivo o negativo, aiuta. Così la critica della regista su come stai costruendo il personaggio, l'elogio del direttore per come hai affrontato un argomento, ecc. Ma un conto è imparare dagli altri a come fare meglio le cose, un conto è aspettarsi che un partner debba tirarti fuori dei talenti.
                              E non è questione di considerarlo un vibratore. Per carità.
                              Semplicemente, è un compagno di viaggio. Che magari può incoraggiarmi nel perseguire i miei obiettivi, e anche stare al mio fianco mentre li perseguo. Ma non certo mi serve che tiri fuori miei "talenti nascosti". Per me non è quello che mi porta a desiderare di avere una data persona vicino o meno.
                              E' la sua capacità di supportarmi, semmai, di stare al mio passo, di percorrere con me un pezzo di strada.
                              E soprattutto, tendenzialmente cerchiamo chi sappiamo, seppure inconsciamente, che potrebbe soddisfare dei nostri bisogni, perché è così che funziona l'attrazione.
                              Per dire, io ho questa persona con cui ho una forte attrazione mentale (che dopo che ci siamo rivisti, è diventata anche attrazione fisica). Ma perché mi piace? Se analizzo la cosa dal punto di vista psicologico, perché in come vive lui vedo come vorrei vivere io, vedo uno stile di vita che mi ha sempre affascinato. Lui ha vissuto in diversi Paesi e ama stare all'estero, e questa cosa si sposa bene con la mia voglia di andarmene dall'Italia. Mentalmente siamo sulla stessa lunghezza d'onda, ci capiamo al volo, ecc. E questo risponde al bisogno di comunicazione che in una coppia c'è.
                              Ovviamente sono meccanismi inconsci, ma una volta che sai come funziona, riesci anche a individuarli su te stesso.
                              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                              • efua
                                Posh&Rebel
                                • 07/12/11
                                • 34901

                                #225
                                Secondo me, ognuno, il discorso che fa, non puo’ pensare di adattarlo per tutti
                                Dipende dal caso patologico, prima di tutto che sei
                                E da quello con il/la quale ti relazioni
                                Mica sempre le avvisaglie di iniquita’ nello scambio “partono” con la relazioni
                                Mica sempre uno/a e’ completamente cecato da non vedere proprio niente
                                Le circostanze della vita, nel procedere di una storia, trasformano le persone
                                La coppia di due persone che sanno quello che vogliono a me pare un buon inizio e certamente non ci vedo che non ci sia spazio di manovra
                                A me le idee chiare sono sempre piaciute, per darmi la spinta in avanti e fare
                                Poi boh
                                Il vibratore pure serve
                                -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                                -Where there’s will there’s a way-

                                -Work hard have fun & be nice-


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