Donne aggressive, uomini senza spessore e vibratori

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  • efua
    Posh&Rebel
    • 07/12/11
    • 34901

    #16
    Esattamente
    Il punto e’ proprio questo, quello esposto da Axe
    Io non sono aggressiva
    Ma agguerrita si
    Maria non conosce nemmeno una principessa (di sto caxxo)
    Da piccola le leggevo le biografie di Marie Curie e Astro Samantha
    Non cambieremo il mondo ma almeno siamo consapevoli del disegno
    E non siamo solo pedine
    Io? Giro tutto a mio favore
    Faccio l’uomo?
    Il testosterone alto cellllllooo
    -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

    -Where there’s will there’s a way-

    -Work hard have fun & be nice-


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    • dark lady
      la viaggiatrice
      • 09/03/05
      • 70446

      #17
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      è oggettivamente normale quello che la cultura diffusa non inibisce;
      se in ufficio si verificano molestie, e in da parte di chi ha potere, vuol dire che quella persona non si sente osservata e censurata;
      idem per i discorsi sui ruoli, nelle relazioni, in famiglia e nella società; se si espone pubblicamente un'ideologia, vuol dire che una maggioranza si è abituata a considerarla plausibile, che non si avranno troppe reazioni;

      un influente personaggio pubblico dice che funzionari dello stato armati che adempiono ad un servizio disposto dalla leggesono dei killer;
      lo dicesse, che so, Ilaria Cucchi, delle FdO o dei militari, scoppierebbe una rivolta; se lo dice il papa dei medici non obiettori, è "normale", quasi ovvio;

      ma la notizia non sono le paperie, ma il silenzio delle donne e, quello più intuibile, degli uomini;
      vi pagano meno, al primo accenno di crisi siete le prime a perdere il lavoro, vi molestano e ogni due o tre giorni qualcuna di voi perde la vita perché desidera la libertà;
      in questa situazione, vi si dà la colpa e vi bastona perché non fate figli - perché questo è: non fate l'uomo, che lavora, guadagnaed è libero di disporre di sé; state a casa coi figli; una specie di shar'ia con la croce; reazioni rilevanti ?
      nulla; nemmeno più le femministe ci sono;

      b9n ci sono più nemmeno i giovani; dovrebbero fare le barricate per scuola e università gratis, l'unico ascensore sociale per i non agiati; niente, anche se gli immigrati invece capiscono e investono molto sull'istruzione, abituati a cogliere le opportunità a costo di sacrifici.
      Vero, purtroppo i giovani non sono minimamente consapevoli della situazione, e le generazioni più avanti, stendiamo un pietoso velo di silenzio.
      Che poi non è che non si faccia nulla del tutto, perchè in realtà ci sono associazioni e movimenti che lavorano, fanno, anche se non in modo plateale. Col mio gruppo teatrale stiamo facendo spettacoli da anni per denunciare non solo la violenza di genere, ma anche ogni tipo di discriminazione, di diversità. Uno degli spettacoli che portiamo in scena spesso racconta proprio di queste cose: dal gap degli stipendi, al catcalling, alla donna che viene tacciata di fare l'uomo, e via di seguito.
      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70446

        #18
        Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio
        Esattamente
        Il punto e’ proprio questo, quello esposto da Axe
        Io non sono aggressiva
        Ma agguerrita si
        Maria non conosce nemmeno una principessa (di sto caxxo)
        Da piccola le leggevo le biografie di Marie Curie e Astro Samantha
        Non cambieremo il mondo ma almeno siamo consapevoli del disegno
        E non siamo solo pedine
        Io? Giro tutto a mio favore
        Faccio l’uomo?
        Il testosterone alto cellllllooo
        E fai benissimo, Efua.
        La prima educazione deve essere in casa, su queste cose. Le ragazzine devono imparare prima di tutto a farsi rispettare.
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #19
          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
          Che poi non è che non si faccia nulla del tutto, perchè in realtà ci sono associazioni e movimenti che lavorano, fanno, anche se non in modo plateale. Col mio gruppo teatrale stiamo facendo spettacoli da anni per denunciare non solo la violenza di genere, ma anche ogni tipo di discriminazione, di diversità. Uno degli spettacoli che portiamo in scena spesso racconta proprio di queste cose: dal gap degli stipendi, al catcalling, alla donna che viene tacciata di fare l'uomo, e via di seguito.
          purtroppo, la realtà strutturale è che la condizione delle donne è una funzione di due cose che cambiano lentamente;

          una è il grado di sofisticatezza del sistema produttivo, che il vero parametro che genera produttività; cioè, le competenze tue, di efua, Vega, ecc... in un sistema avanzato e "ricco" che compete su prodotti di punta, vi remunererebbe almeno il doppio e tutelerebbe i vostri diritti di conseguenza;
          questo perché se Vega può essere decisiva come ricercatrice farmaceutica, non ha senso che stia a casa coi bambini, né che la legge la penalizzi se è lesbica, straniera, magari scura di pelle, ecc... fanno tutti a cazzotti per prendersela e per investire sulle potenziali Vega di domani;

          l'altra è la demografia; se le persone sono poche, il contributo intellettuale delle donne cresce di importanza; in Cina e India, nonostante siano potenze che competono, sono talmente tanti che ancora si possono permettere società variamente misogine; in India la cosa è abbastanza atroce;

          poi, ci sono le società che vivono di rendita da risorse naturali, e allora è la morte, perché lì non c'è alcun bisogno di industriarsi e mobilitare, far leva sulle capacità in competizione; quindi le donne restano l'ammortizzatore sociale che consente di tener buoni gli ultimi - maschi - che almeno comandano in casa;

          quindi, chi volesse cambiare le cose, dovrebbe - non è molto intuitivo, in effetti - battersi per l'istruzione di alto livello e per far arrivare in Italia grandi capitali di investimento di settori di punta - insomma, non le lavatrici o il tessile da battaglia - e farla finita co' sta strunzat' che la piccola impresa è tanto bella;

          la piccola impresa, per definizione, investe poco, non ha capitali, quindi produce poco profitto, paga poco, ma occupa uno spazio di mercato che una grande farebbe fruttare meglio, con retribuzioni maggiori;

          secondo me, quando uno va a votare, dovrebbe farlo con queste cose ben presenti; uno che le spiega benissimo, tra l'altro, è tuo concittadino, purtroppo interista; nessuno è perfetto; ma se ti capita di leggere Cottarelli, lui è bravissimo a spiegare concetti complessi in modo molto sintetico e facile.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70446

            #20
            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
            purtroppo, la realtà strutturale è che la condizione delle donne è una funzione di due cose che cambiano lentamente;

            una è il grado di sofisticatezza del sistema produttivo, che il vero parametro che genera produttività; cioè, le competenze tue, di efua, Vega, ecc... in un sistema avanzato e "ricco" che compete su prodotti di punta, vi remunererebbe almeno il doppio e tutelerebbe i vostri diritti di conseguenza;
            questo perché se Vega può essere decisiva come ricercatrice farmaceutica, non ha senso che stia a casa coi bambini, né che la legge la penalizzi se è lesbica, straniera, magari scura di pelle, ecc... fanno tutti a cazzotti per prendersela e per investire sulle potenziali Vega di domani;

            l'altra è la demografia; se le persone sono poche, il contributo intellettuale delle donne cresce di importanza; in Cina e India, nonostante siano potenze che competono, sono talmente tanti che ancora si possono permettere società variamente misogine; in India la cosa è abbastanza atroce;

            poi, ci sono le società che vivono di rendita da risorse naturali, e allora è la morte, perché lì non c'è alcun bisogno di industriarsi e mobilitare, far leva sulle capacità in competizione; quindi le donne restano l'ammortizzatore sociale che consente di tener buoni gli ultimi - maschi - che almeno comandano in casa;

            quindi, chi volesse cambiare le cose, dovrebbe - non è molto intuitivo, in effetti - battersi per l'istruzione di alto livello e per far arrivare in Italia grandi capitali di investimento di settori di punta - insomma, non le lavatrici o il tessile da battaglia - e farla finita co' sta strunzat' che la piccola impresa è tanto bella;

            la piccola impresa, per definizione, investe poco, non ha capitali, quindi produce poco profitto, paga poco, ma occupa uno spazio di mercato che una grande farebbe fruttare meglio, con retribuzioni maggiori;

            secondo me, quando uno va a votare, dovrebbe farlo con queste cose ben presenti; uno che le spiega benissimo, tra l'altro, è tuo concittadino, purtroppo interista; nessuno è perfetto; ma se ti capita di leggere Cottarelli, lui è bravissimo a spiegare concetti complessi in modo molto sintetico e facile.
            Con Cottarelli ho anche fatto piacevoli chiacchierate su argomenti analoghi, le volte che mi è capitato di intervistarlo. Una mente davvero illuminata, a mio avviso.
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • Vega
              Opinionista

              • 04/05/05
              • 17951

              #21
              Quando mi ha raccontato quest'ultima cosa, ho capito subito di chi stava parlando, perché il suddetto collega lo fa anche con me, da un sacco. E più gli dico di darci un taglio, più lui continua. Quando scendo in cucina a farmi una pausa tè sto sempre attenta a non farmi vedere, perché se lui se ne accorge mi segue, e inizia a tormentarmi, cerca di baciarmi, allunga le mani. Nonostante io gli dica di darci un taglio.
              Ora, per quanto riguarda me, non mi scompongo più di tanto e lo mando a fanculo per direttissima, e a volte gli arriva anche qualche sberla se allunga le mani
              Probabilmente non serve a nulla, dire no, fare le scostanti, dargli la botta sulle mani, per lui probabilmente è un rinforzo positivo invece di un deterrente, ormai potrebbe essere diventato quasi un "giochino" quotidiano o settimanale. Al di là delle questioni culturali, questo potrebbe essere uno di quei soggettini psicologici. Se non lo stalker vero e proprio, ci cammina vicino. Empatia poi probabilmente quasi a 0. Purtroppo ci sono anche queste personalità.
              La tua psicologa per caso l'hai sentita per questo genere di problema, come affrontarlo, come disinnescare il maschio insistente?
              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #22
                Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                Con Cottarelli ho anche fatto piacevoli chiacchierate su argomenti analoghi, le volte che mi è capitato di intervistarlo. Una mente davvero illuminata, a mio avviso.
                ecco, il fatto che uno così sia sostanzialmente emarginato dalla politica che decide ti spiega bene perché quella sarebbe stata un'attività inadatta al mio fegato
                preciso: non perché io mi identifichi, ma perché sarei stato avvelenato in quanto sostenitore, sia chiaro;

                Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                Probabilmente non serve a nulla, dire no, fare le scostanti, dargli la botta sulle mani
                ...
                La tua psicologa per caso l'hai sentita per questo genere di problema, come affrontarlo, come disinnescare il maschio insistente?
                dovrebbero essere i colleghi maschi a farlo sentire in fuorigioco, questo è il punto;

                il guaio è che nel racconto "eroico" di se stessi nell'ambiente di questi non c'è un'epica per cui è ganzo e onorevole il rispetto, ma la capacità di imporsi;

                gua', non lo dico nemmeno a "virtuoso", per un motivo morale, ma proprio in termini di piacere egoistico di rapportarsi cn una persona che interessata invece che faticare quando si è sgraditi, che è un investimento nevrotico di energie.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70446

                  #23
                  Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                  Probabilmente non serve a nulla, dire no, fare le scostanti, dargli la botta sulle mani, per lui probabilmente è un rinforzo positivo invece di un deterrente, ormai potrebbe essere diventato quasi un "giochino" quotidiano o settimanale. Al di là delle questioni culturali, questo potrebbe essere uno di quei soggettini psicologici. Se non lo stalker vero e proprio, ci cammina vicino. Empatia poi probabilmente quasi a 0. Purtroppo ci sono anche queste personalità.
                  La tua psicologa per caso l'hai sentita per questo genere di problema, come affrontarlo, come disinnescare il maschio insistente?
                  In realtà no, non ne ho mai sentito la necessità. A differenza della collega che è scappata, questa situazione in particolare non mi scompone particolarmente, la so gestire. E' anche più giovane di me, sto qui, e lo conosco da anni, abbiamo sempre avuto confidenza. Solo che lui se ne prende troppe, di confidenze. La mia riflessione era più che altro sul fatto che ragazze giovani e più fragili di fronte a situazioni simili possono sentirsi davvero in difficoltà e a disagio, e su come credo manchi un'educazione di fondo, a certi uomini, su cosa sia lecito o meno nei rapporti con l'altro sesso.
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                  Comment

                  • dark lady
                    la viaggiatrice
                    • 09/03/05
                    • 70446

                    #24
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    ecco, il fatto che uno così sia sostanzialmente emarginato dalla politica che decide ti spiega bene perché quella sarebbe stata un'attività inadatta al mio fegato
                    preciso: non perché io mi identifichi, ma perché sarei stato avvelenato in quanto sostenitore, sia chiaro;
                    Non faccio fatica a crederlo...

                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    dovrebbero essere i colleghi maschi a farlo sentire in fuorigioco, questo è il punto;

                    il guaio è che nel racconto "eroico" di se stessi nell'ambiente di questi non c'è un'epica per cui è ganzo e onorevole il rispetto, ma la capacità di imporsi;

                    gua', non lo dico nemmeno a "virtuoso", per un motivo morale, ma proprio in termini di piacere egoistico di rapportarsi cn una persona che interessata invece che faticare quando si è sgraditi, che è un investimento nevrotico di energie.
                    I colleghi maschi del comparto tecnico sono come lui, con la differenza che quantomeno non allungano le mani, ma gli apprezzamenti, i doppi sensi e i commenti sono all'ordine del giorno. Solo che finché c'è uno scambio di battute ci può stare e fa parte delle dinamiche dei rapporti tra colleghi, altro invece è quando si va oltre. Credo che ci sia una grande difficoltà a comprendere quali sono i limiti e i confini.
                    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                    • Vega
                      Opinionista

                      • 04/05/05
                      • 17951

                      #25
                      Non so, forse uno dei problemi è anche quella confidenza, da anni, che lui ha con te e gli dà comunque un appoggio. A questi che fanno così bisognerebbe non dare relazione, giusto il minimo visto che ci lavori. Non è detto funzioni.

                      Per rispondere ad Axe, volevo suggerire a Dark se avesse colleghe, ma soprattutto colleghi maschi con cui non ha problemi, per parlare dei morti di fame o di fica che dir si voglia, che non fanno una bella figura, sono poco dignitosi, insistenza ridicola e delteria, facendo finta di non essere sentiti dal collega molestatore. Fosse che l'orgoglio ferito, la pulce nell'orecchio, un poco di risultato lo dessero.
                      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                      Comment

                      • Vega
                        Opinionista

                        • 04/05/05
                        • 17951

                        #26
                        Visto quando detto da Dark, i colleghi maschi complici
                        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70446

                          #27
                          Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                          Visto quando detto da Dark, i colleghi maschi complici
                          Già. Siamo in un mondo di disagiati patologici.
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                          Comment

                          • Bauxite
                            Cosmo-Agonica

                            • 25/12/09
                            • 36341

                            #28
                            Scusatemi, leggendovi mi sembra che si stia puramente parlando di situazioni che sono una fetta delle esperienze che si vivono nella società.
                            Al di là dell' esperienza di Dark, ma anche senza prescindere del tutto, si può ampliare il discorso e tornare all' idea iniziale e a quanto si dice nella prima pagina del thread?
                            L'impressione che ho è che ci si incarti sempre sullo stesso argomento.
                            Sbaglierò eh

                            Comment

                            • Doppio
                              Superstite
                              • 04/08/10
                              • 4917

                              #29
                              Il fastidio è tutto nel dover ridurre tutto a categorie... donne aggressive, rispetto a cosa? Al tasso del miele? Uomini senza spessore, arressiamoli per Rizla...

                              Ne avrei un paio di cose da scrivere sull'emancipazione dai ruoli, ma sto per uscire, mi riservo di tornare.
                              Non avete ancora visto niente

                              Moderatore droghe

                              Comment

                              • nahui
                                Astensionista

                                • 05/03/09
                                • 21040

                                #30
                                Una cosa che penso spesso, in questo periodo, è che non esistono più gli uomini adulti, mi sembrano tutti ragazzi invecchiati senza maturare. Però mi rendo conto che in questa sensazione potrebbe esserci qualcosa di molto soggettivo, e non sano, cioè la nostalgia di un padre idealizzato che non ho mai avuto. Io vorrei un compagno saggio, che mi sostenesse e mi "vedesse", responsabile per la sua famiglia, sua figlia, anche a costo di un certo sacrificio di sé. Si potrebbe ribattere che questo è un problema sociale che riguarda anche le donne, perché oggi c'è una tendenza assoluta alla ricerca della felicità attraverso la realizza,ione di sé che è giusta, ma forse se nevrotizzata porta ad un mondo di adolescenti con le rughe, narcisisti, alla ricerca del piacere. Da papessa potrei forse arrivare a sostenere che è proprio questa mentalità che porta alla riduzione della natalità, perché col caxxo che uno è disposto a rinunciare a sé stesso per almeno quei 5 o 6 anni necessari a mettere in piedi un bambino ed affidarlo alla società scolastica.
                                Adesso non mi ricordo dove volevo andare a parare, comunque il vibratore è un sostituto del sesso, non certo della relazione.
                                Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                                (George Bernard Shaw)

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