Donne aggressive, uomini senza spessore e vibratori

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #346
    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Da Empoli fa prima ad arrivare a Ginestra Fiorentina!
    Muahahahahaha ahahahahaha ahahahah
    Ma conosci il mio hinterland? Ci vieni spesso? Cavolo incontriamoci una volta Laurina: prendiamoci un caffè insieme, no?
    amate i vostri nemici

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66024

      #347
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      pare off-topic, e mi dispiace se si tratta delle cose personali di Bumble, ma è lo spunto per descrivere una situazione che in effetti è piuttosto ordinaria:

      forse il tatuaggio è solo uno sfizietto, ma forse per chi se lo fa ha un senso; magari altri lo sanno meglio di me, che non ne ho;

      però lo schema mi sembra un classico: Tizia ha un desiderio che teme censurato; già questo implica una tensione interiore tra quello e la sofferenza del giudizio, disdoro o opposizione altrui, col circolo vizioso di cercare di attenuare questa tensione con un costrutto ulteriormente tensivo, perché oltre alla decisione primaria di procedere, si fa emergere pure la consapevolezza di quel disaccordo: siccome lo volevo fare, ma sapevo che mi avreste osteggiato, ho dovuto fare in questo modo !
      per dire, è qui che Cono dovrebbe spiegare che c'entra il "perdonare"; dove Bumble, nel caso, è la persona intelligente e di buon carattere che sappiamo; le figlie si sentono tradite perché non vogliono essere "identificate" nella mamma tatuata - capita spesso pure questo da figli; è una fase evolutiva;

      però la moglie di Bumble non fa nulla che dovrebbe farsi "perdonare" e in ballo c'è un desiderio che ha timore di comunicare, e cioè un conflitto che investe chissà che tipo di sentimenti di cui è feticcio; penso qualcosa di legato ad una condizione di gioventù e ad una richiesta, ora che le figlie si allontanano e si apre un vuoto di ruolo; fossi in Bumble òa porterei in discoteca, e altro non dico, perché questi proibiscono pure il thc finto
      Davvero lo deve spiegare Cono? Non ci arrivi da solo? Prima le mutande ora il tatuaggio: il perdono nella coppia è qualcosa di molto più profondo, credimi. In ogni caso Bumble ha adottato il comportamento più maturo. È andato oltre....ha avuto tatto. Sensibilità.
      amate i vostri nemici

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #348
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Ci ricaschi Axe: può una crisi del genere fra uomo e donna essere risolta col solito stantio cliché che è tutta colpa del Papa, della Chiesa.... finanche delle parole di Gesù Cristo sul matrimonio?!?!?! Via, non ci crede più nessuno. Rimane un alibi quando in mano non abbiamo più argomenti.....
        no, figurati...
        io non attribuisco colpe a nessuno;
        prendo atto che nel mondo c'è una vistosissima corrente di pensiero conservatrice che tende a scaricare sullo status delle donne quelle tensioni sociali che si determinano quando le società si modernizzano e richiedono un contributo qualificato;
        del resto, tu sei il primo a vivere questa crisi di adeguamento in famiglia:
        cosa fa la tua figlia maggiore, che si è appena sposata ? il medico, no ? tu e Cona avete spontaneamente aderito alla cultura che le offre autonomia, invece di destinarla ad un ruolo vincolante e dipendente dal reddito del marito;
        così funziona; piano piano si giunge ad equilibri nuovi, con Buona pace di Bauman e di tutto il cucuzzaro;

        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Ok, quindi te hai già risposto: meglio la solitudine che un rapporto dove c'è da combattere, soffrire, stringere i pugni, lottare e difendere il nostro amore. Leopardi e la ginestra sono anacronistici.
        Ne prendo atto.
        NO !
        io ho scritto: meglio lasciar andare chi non è felice con me, anche a costo di una mia sofferenza, che però è limitata nel tempo e alle mie comodità egoistiche, invece di essere la sofferenza permanente di entrambi;
        se proprio volessimo parlare di combattere e soffrire, si dovrebbe contemplare proprio questa lotta col proprio personale egoismo di trattenere chi ti lava le mutande mentre pensa che vorrebbe essere altrove;

        tu dipingi un carceriere come un eroe, ma a me questa cosa fa ca'à, l'avesse pure detta il più grande filosofo della storia; io mi ci sono ritrovato, mio malgrado; non è proprio il mio, da' retta...
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66024

          #349
          Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
          Dipende dal rapporto di coppia che c'è.
          ******
          amate i vostri nemici

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          • nahui
            Astensionista

            • 05/03/09
            • 21040

            #350
            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
            il pronipote di femministe storiche a questo punto alzerebbe il sopracciglio e direbbe: naturalmente tua figlia l'hai chiamata Margherita, almeno come secondo nome, n'est pas ?
            questo è il modello più aggiornato di ricattatore morale, travestito da progressista, che nun je pòi di' gnente e in un quarto d'ora ti compaiono insieme i tic nervosi di tutta la filmografia di Laura Morante
            Era un segreto di famiglia, perchè ritenuto sconveniente: non era sposata, i figli vennero dati in adozione. Il padre era un signorotto locale, che poi sposò la vergine benestante. L'ho scoperto da adulta.

            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
            Laura no! Ti chiedo uno sforzo di sincerità. Anzi, lo chiedo a tutti. È ora di parlare chiaro fra noi, amici ed amiche: la donna, oggi, è più schiava di prima. Schiava e prigioniera di stereotipi che identificano quella cazzuta, muscolosa e determinata come vincente. Guai, oggi come oggi, se non si fa valere, se non urla e non sbraita, se non tira fuori dal cassetto il polveroso slogan "io sono mia!": guai, rischia lo sberleffo. La ghettizzazione. Rischia, quantomeno, l'anonimato.

            E dall'altra parte anche l'uomo, invece di confrontarsi e accettare il dialogo con una figura così profondamente cambiata, non trova di meglio da fare che "usarla" a termine. Per un breve periodo. Magari solo per una notte. Oppure lasciarla e fuggire, anche dopo anni di matrimonio o convivenza. Oppure, ahinoi, picchiarla ed ucciderla.

            Questa è la situazione. A noi decidere cosa fare. Accettiamo lo status quo come sintomo di progresso e emancipazione? Ok, però smettiamo di lamentarci continuamente che "la vita è amara", che lui non ci capisce, che lei non collabora, che siamo soli, sedotti e abbandonati. Senza che Bauxite se la prenda, smettiamo di scrivere lett'ere. Che servono solamente come valvola di sfogo della non accettazione della realtà. Senza minime aperture alla luce, senza volontà di percorrere cammini alternativi. Ah si, magari si ottengono ottocentodieci like su facebook in un minuto, magari si viene lodati sui forum ("come scrivi bene!") ma la situazione non cambia. Non viene smossa e non cambia.
            Quindi è colpa nostra se siamo uccise ? E pensi che siano uccise solo le donne "aggressive" ? Beh, non sei l'unico a pensarlo, lo pensano anche tanti agenti di polizia che non raccolgono le denunce delle donne maltrattate, o le minimizzano. Lo pensano i giornalisti che vanno a cercare l'amante per giustificare l'omicidio.
            Io a questo punto rivaluterei l'essere usate per una notte: potrebbe essere vantaggioso
            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
            (George Bernard Shaw)

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66024

              #351
              Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
              Ma scusate allora di cosa si dovrebbe parlare all'interno di una coppia? Si preferisce comunicare con l'estraneo, oppure alle amiche?
              Cosa significa vivere in coppia? Condividere solo il letto e qualche trombata, qualche volta insieme a pranzo o a cena? La vacanza?
              Non si parla di tutto e di più? Anche del desiderio di farsi tatuaggi? O di recarsi dalla parrucchiera o in palestra perchè no? "Ciao esco e vado a farmi i capelli..." Almeno finchè un sentimento ci lega? Vabbè quando non ci si sopporta più altro discorso.
              E poi ci si sorprende che uno non sa cosa fa l'altro, che la figlia era incinta e non se ne accorge, oppure quello che si accorge solo a sera tardi perchè i famigliari gli chiedono che la moglie non è rientrata a casa e non sa neanche che ha lasciato la borsa a casa. Non la cerca.

              Vabbè ...in giro osservo sempre più persone che convivono insieme sotto lo stesso tetto e sempre meno coppie.

              Non si tratta di sottomissione ma di condivisione.
              Passo e chiudo la mia parentesi
              Parentesi importantissima! Non andar via Ladyhawke.
              amate i vostri nemici

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #352
                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                Davvero lo deve spiegare Cono? Non ci arrivi da solo? Prima le mutande ora il tatuaggio: il perdono nella coppia è qualcosa di molto più profondo, credimi
                no, non ti credo perché non argomenti, come al solito;

                il perdono presuppone una colpa, o un dolo; tu hai fatto questa cosa che non andava fatta, ma ti sei sbagliato, oppure, se hai voluto farla, ti sei pentito; ok, ti perdono;
                ma quando c'è una divergenza su questioni che non sono di per sé censurabili - se non sulla base di un presupposto iniquo - che caxxo c'entra il perdono ?

                come dire: ti perdono perché sei uscita con le amiche !
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66024

                  #353
                  Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                  Boh!

                  Ma si è chiarito poi se il problema sono gli uomini di carta, che si sono rammolliti e non reggono nemmeno il semolino o siamo noi diventate troppo cattive ed aggressive e facciamo scappare tutti?
                  Brava! Grazie di aver rimesso al centro il problema fondamentale del topic dopo la digressione su mutande e tatuaggi. La mia risposta è: tutti e due. Tutti e due devono ripensarsi, ri-scoprirsi, ri-leggersi......RI-AMARSI. Così non è possibile continuare. Siamo fatti per incontrarci, per vivere insieme. Soli si muore.
                  amate i vostri nemici

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                  • Vega
                    Opinionista

                    • 04/05/05
                    • 17951

                    #354
                    Se l'umanità avesse dovuto capire ed apprendere dai tuoi discorsi, l'estinzione poteva essere già avvenuta.
                    A parte ripetere le tiritere, i soliti concetti che girano intorno, chi siamo e cosa dobbiamo fare lo sai solo te, forse nemmeno te. Sembri sempre e solo a discutere per fare gallinaio, mai chiarezza.
                    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                    • restodelcarlino
                      giullare

                      • 13/05/19
                      • 12523

                      #355
                      Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
                      Mia moglie ha fatto una scelta individuale che riguarda la sua persona e va bene così. Ci sono rimasto perché non me lo aspettavo e a dire il vero una volta lei lo disse che desiderava tatuarsi una coccinella portafortuna... La mia colpa probabilmente è stata quella di non averla ascoltata, pensando fosse un desiderio senza intenzione di portarlo a compimento.

                      Stasera rientrando le ho chiesto "Come sta Dumbo?" lei mi ha sorriso ed ha risposto "Bene!"

                      È tutto... o forse no. L'ho pregata di ottenere la mia piena attenzione e consapevolezza, se nel caso, in futuro, provasse desiderio di farsi un piercing.


                      Notte.



                      OT: ho fatto una riflessione, che ho pubblicato nel luogo adatto, al Bar
                      ...vassapé...

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70446

                        #356
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        certo, non ci piove; ma, di solito, dietro certi gesti simbolici- vedi i tuoi tatuaggi e tuo padre - ci sono affermazioni identitarie che chiedono ascolto, ma spesso hanno estrema difficoltà ad essere comunicate, anche perché il più delle volte è la stessa persona interessata a non percepire bene di che si tratta, oppure si sente inibita ad esprimersi, per tanti motivi;

                        io ho una certa dolorosa esperienza di mie incapacità in buona fede che hanno lasciato incancrenire determinate situazioni; in queste cose è facilissimo perdersi se non si è addestrati molto bene;

                        comunque, a tuo padre piacerei di sicuro, per tanti motivi, e senza rinnegare nulla; non te lw faccio lunga, ma fidati
                        Guarda, ultimamente ho conosciuto un suo vecchio amico (anche se è più vicino all'età mia che alla sua) comunista fino al midollo. Quando glielo ho detto, mi fa "Occhio, che è una persona di cui non fidarsi: è comunista, non ha mai lavorato in vita sua ed è un provolone"

                        Mah, io ad esempio non ho mai nascosto i miei tatuaggi, anche se so che lui li detesta. Anzi, più li critica e più mi diverto. Così come mi critica le minigonne. Mia sorella al contrario li ha sempre fatti di nascosto e senza dirgli nulla perché temeva il giudizio. Ci sono persone che hanno paura del giudizio altrui.
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70446

                          #357
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          Ok, quindi te hai già risposto: meglio la solitudine che un rapporto dove c'è da combattere, soffrire, stringere i pugni, lottare e difendere il nostro amore. Leopardi e la ginestra sono anacronistici.
                          Ne prendo atto.
                          Combattere ha senso se c'è ancora amore. Ma se ad un certo punto uno non combatte più è perché non c'è più l'amore. Almeno da una delle due parti. Io ho sempre combattuto per la mia relazione. 17 anni, per tenerla in piedi. E dove mi ha portato? Col senno di poi, forse, avrei dovuto combattere meno e lasciare andare, ad un certo punto. Invece la prima volta che mi ha lasciato per un'altra, che ho fatto? Ho aspettato e quando è tornato l'ho perdonato, me lo sono ripreso, ho investito tempo ed emozioni per sistemare le cose. Per cosa? Perché sei anni dopo mi lasciasse di nuovo per un'altra. Combattere, come dici tu, può avere senso solo in certe situazioni.
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                          • dark lady
                            la viaggiatrice
                            • 09/03/05
                            • 70446

                            #358
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Laura no! Ti chiedo uno sforzo di sincerità. Anzi, lo chiedo a tutti. È ora di parlare chiaro fra noi, amici ed amiche: la donna, oggi, è più schiava di prima. Schiava e prigioniera di stereotipi che identificano quella cazzuta, muscolosa e determinata come vincente. Guai, oggi come oggi, se non si fa valere, se non urla e non sbraita, se non tira fuori dal cassetto il polveroso slogan "io sono mia!": guai, rischia lo sberleffo. La ghettizzazione. Rischia, quantomeno, l'anonimato.

                            E dall'altra parte anche l'uomo, invece di confrontarsi e accettare il dialogo con una figura così profondamente cambiata, non trova di meglio da fare che "usarla" a termine. Per un breve periodo. Magari solo per una notte. Oppure lasciarla e fuggire, anche dopo anni di matrimonio o convivenza. Oppure, ahinoi, picchiarla ed ucciderla.

                            Questa è la situazione. A noi decidere cosa fare. Accettiamo lo status quo come sintomo di progresso e emancipazione? Ok, però smettiamo di lamentarci continuamente che "la vita è amara", che lui non ci capisce, che lei non collabora, che siamo soli, sedotti e abbandonati. Senza che Bauxite se la prenda, smettiamo di scrivere lett'ere. Che servono solamente come valvola di sfogo della non accettazione della realtà. Senza minime aperture alla luce, senza volontà di percorrere cammini alternativi. Ah si, magari si ottengono ottocentodieci like su facebook in un minuto, magari si viene lodati sui forum ("come scrivi bene!") ma la situazione non cambia. Non viene smossa e non cambia.
                            Eh no, Cono.
                            La donna si è evoluta. E non è schiava, ma è finalmente libera, di essere se stessa a pieno, di fare quello che vuole, di cercare la propria realizzazione personale. Ognuna a modo suo. C'è chi si sente realizzata a fare carriera, chi si sente realizzata a mettere su famiglia, e non è che una sia migliore dell'altra, semplicemente, ognuna sceglie quella che è la sua vocazione. E dovrebbe poter farlo senza il timore di essere giudicata, o di essere additata se non rispondi all'immaginario storico che si ha dell'essere donna.

                            E ci si lamenta, certo che si, se poi sulla propria strada si trovano uomini che non sono all'altezza, che non sanno valorizzarti, che vorrebbero cambiarti, che non riescono a tenere il passo, che preferiscono scappare invece che cercare di capire la donna che hanno accanto. Perché scappare è immensamente più semplice.

                            Tu chiedi "accettiamo lo status quo?". Direi di no. E quindi, cosa suggerisci di fare? Perché il problema è proprio li: tu vorresti vedere le donne fare un passo indietro, nel proprio percorso di realizzazione, per andare incontro a questi poveri uomini che non le capiscono?
                            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                            Comment

                            • nahui
                              Astensionista

                              • 05/03/09
                              • 21040

                              #359
                              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                              Combattere ha senso se c'è ancora amore. Ma se ad un certo punto uno non combatte più è perché non c'è più l'amore. Almeno da una delle due parti. Io ho sempre combattuto per la mia relazione. 17 anni, per tenerla in piedi. E dove mi ha portato? Col senno di poi, forse, avrei dovuto combattere meno e lasciare andare, ad un certo punto. Invece la prima volta che mi ha lasciato per un'altra, che ho fatto? Ho aspettato e quando è tornato l'ho perdonato, me lo sono ripreso, ho investito tempo ed emozioni per sistemare le cose. Per cosa? Perché sei anni dopo mi lasciasse di nuovo per un'altra. Combattere, come dici tu, può avere senso solo in certe situazioni.
                              Ma l'altra era sempre la stessa o era una diversa ? E, scusa se te lo chiedo, ho un certo interesse per queste dinamiche: come è andata tra voi dopo il ritorno e il tuo perdono ? Tu sei cambiata con lui ?
                              Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                              (George Bernard Shaw)

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                              • dark lady
                                la viaggiatrice
                                • 09/03/05
                                • 70446

                                #360
                                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                                Davvero lo deve spiegare Cono? Non ci arrivi da solo? Prima le mutande ora il tatuaggio: il perdono nella coppia è qualcosa di molto più profondo, credimi. In ogni caso Bumble ha adottato il comportamento più maturo. È andato oltre....ha avuto tatto. Sensibilità.
                                L'errore sta proprio lì. E' andato oltre. Ha perdonato. Come se ci fosse qualcosa da perdonare. come se lei avesse fatto qualcosa di sbagliato. E' il ragionamento di base ad essere completamente errato.
                                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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