Prendendo spunto da un post di Vladimirius, apro questo 3d.
Vi è mai capitato di avere una persona vicina, un amico, ma forse anche qualcosa di più, con cui non esiste nessun tipo di rapporto fisico, ma che per voi ha un'importanza particolare. Una persona che sentite che potrebbe essere quella della vostra vita, ma con cui non succede nulla, e mai nulla succederà, o perché siete troppo amici e non si vuole rovinare tutto, o perché non c'è attrazione a livello fisico, o perché già avete provato a stare insieme e non è andata. O semplicemente perché è così, quello è il vostro "amore platonico", e tale resterà per sempre.
A voi la parola!
Se non ci impalaghiamo nei meandri della psicologia ed escludiamo conclusioni aprioristiche da intellettuali della domenica, parlare della questione che pone Dark potrebbe essere interessante. Specialmente se, come nel mio caso, sono un uomo che ha trovato sulla sua strada una persona con la quale si è creato un feeling pazzesco e che è un uomo anche lui. Nessuno di noi due è gay. In premessa ho fatto riferimento ai meandri della psicologia per escludere subito disquisizioni su forme latenti o meno latenti di omosessualità che sarebbero legittime, ma che richiederebbero una trattazione piu specifica e piu pertinente in una sede diversa da questa. Mi limiterò a dire che per il primate uomo, allo stadio evolutivo attuale, quello sessuale è prevalentemente un orientamento condizionato dalla cultura di appartenenza che da una esigenza fisiologica o esclusivamente istintiva. In buona sostanza, per il modo in cui si sono sovrastrutturati istinto e coscienza (e quindi intelligenza e sentimenti) allo stato attuale il primate uomo potrebbe essere catalogato intellettivamente senza problemi fra gli assessuati. In questo modo uno dei suoi linguaggi, quello del corpo, potrebbe meglio essere utilizzato senza i limiti e le complicazioni che vengono dal fatto di essere maschi o femmine. Purtroppo però, tutta una serie di regole, preconcetti, opportunità e principi, precludono ancora all'uomo la possibilità di fruire anche di questo linguaggio in toto. Appare evidente quindi che l'argomento cosi come l'ho posto fino qui esula da quanto qui si vuol trattare. Ritorno quindi a Dark ed al suo argomento. Ritorno quindi a quell'amico che, ad un certo punto, entrò nella mia vita con la stessa forza e la stessa profondità con le quali io entrai nella sua. Scoprimmo da subito l'amore per la conoscenza e meglio ancora per la filosofia come una cosa che ci univa completamente. Passavamo tantissimo tempo a chiacchierare, scambiarci teorie, elaborarne di nuove, assaporare il nettare dolcissimo delle reciproche intuizioni che, seppur talvolta divergenti, non erano pai motivo di contrasto e di rancore. Per non portare via tempo e spazio alla discussione sarò breve. Avete letto innamoramento e amore di Fromm? Siete a parte dei meccanismi che si attivano nella coscienza e nell'animo umano quando si scatena questa forza meravigliosa in una persona. Ebbene per me e per quest'uomo lo sconvolgimento determinato dallo scatenarsi di quelle pulsioni meglio descritte nella trattazione di Fromm, fu tale da restarne turbati. Ma non tanto turbati da non affrontare serenamente e completamente la questione che, seppure di tipo squisitamente intellettuale, produceva un piacere sovente anche fisico. Lo facemmo. Terrorizzati. Ci stavamo innamorando seppur totalmente privi di quel requisito di quel desiderio erotico che, in altro innamoramento, è il propulsore principale. A parte la mancanza del desiderio sessuale, tutti i sintomi erano presenti con la forza e la profondità con cui si manifestano negli adolescenti ... ed eravamo entrambi quarantenni. Arrivammo persino al punto di fare la doccia insieme per fugare ogni dubbio sulle nostre perplessità. Ci abbracciammo persino, li, sotto la doccia, nudi. Ci abbracciammo per sentire intensamente quanto profondo era cio che ci legava e quanto andava oltre la forma dei corpi che, totalmente insensibili nel senso erotico della parola, non furono di alcun impedimento alla continuazione di questo incredibile, profondo legame che ancora continua dopo dieci anni. Amore platonico? Penso sia saggio non dare alcuna definizione finita ad una capacità di sentire che è tipica del nostro stadio evolutivo anche se, ancora, viene negata, per quanto infinita, nella logica di congetture limitate e quindi finite. Grazie a Dark per avermi dato questa opportunità ed a chi mi ha letto fin qui per la sua pazienza.
Sì, non riporto per l'ennesima volta la storia, ma sì.
E da qui sorge la domanda: perchè non può bastare l'amore? Se è qualcosa di così importante, se la persona in questione è così importante, perchè non può bastare quell'amore che proviamo per stare insieme?
Mah, i soliti fottuti misteri del cuore.
A me è capitato di conoscere e frequentare una persona con cui condividevo buona parte del mio io e che stimavo molto, ci tenevo moltissimo a lui.
Poi si è innamorato di me e tutto questo è andato in pezzi.
Ho sofferto molto. :\
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
No la cosa straordinaria è che lo provano entrambi.
Vi aguro di mantenere questo equilibrio intatto.
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
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