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Risultati da 1 a 15 di 85

Discussione: Cattiva fede

  1. #1
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Cattiva fede

    Ogni ateo ha la propria storia: chi lo è da sempre perché non ha mai ricevuto un’educazione religiosa, chi l’ha ricevuta blanda e diventa ateo senza strappi dopo aver riflettuto, chi perde la fede per reazione a una religiosità infantile opprimente. Questo è il caso di Ken Follett, di cui EDB ha appena pubblicato «Cattiva fede».

    Cresciuto in una famiglia di rigorosa osservanza puritana, dove ha subito la demonizzazione di ogni godimento fisico o intellettuale perché fonte di «piacere», dove gli è stata insegnata l’interpretazione letterale della Bibbia di re Giacomo, dove ha rinunciato a ogni interazione sociale al di fuori della settucola familiare. Proprio un bell’ambientino. Ma si sa: niente porta alla ribellione come la costrizione. Perciò Follett crescendo si emancipa, studia filosofia, si spalanca al mondo. E diventa ateo. Di più: un ateo arrabbiato, come reazione alle occasioni perdute durante la giovinezza. Poi però, raggiunta la mezza età, ci ripensa. Resta ateo, ma non praticante. Riscopre una certa spiritualità e ammette: «Andare in chiesa mi piace. Andare in chiesa consola la mia anima».

    E' un percorso comune a molti: praticare una religione, poi abbandonare la religione e diventare ateo e, infine, aprirsi alla "spiritualità".
    Religione e Spiritualità, infatti, sono concetti diversissimi.
    La Spiritualità è uno "spazio aperto"....tutto da riempire.
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  2. #2
    Opinionista L'avatar di Lilia
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    Citazione Originariamente Scritto da xmanx Visualizza Messaggio
    Ogni ateo ha la propria storia: chi lo è da sempre perché non ha mai ricevuto un’educazione religiosa, chi l’ha ricevuta blanda e diventa ateo senza strappi dopo aver riflettuto, chi perde la fede per reazione a una religiosità infantile opprimente. Questo è il caso di Ken Follett, di cui EDB ha appena pubblicato «Cattiva fede».

    Cresciuto in una famiglia di rigorosa osservanza puritana, dove ha subito la demonizzazione di ogni godimento fisico o intellettuale perché fonte di «piacere», dove gli è stata insegnata l’interpretazione letterale della Bibbia di re Giacomo, dove ha rinunciato a ogni interazione sociale al di fuori della settucola familiare. Proprio un bell’ambientino. Ma si sa: niente porta alla ribellione come la costrizione. Perciò Follett crescendo si emancipa, studia filosofia, si spalanca al mondo. E diventa ateo. Di più: un ateo arrabbiato, come reazione alle occasioni perdute durante la giovinezza. Poi però, raggiunta la mezza età, ci ripensa. Resta ateo, ma non praticante. Riscopre una certa spiritualità e ammette: «Andare in chiesa mi piace. Andare in chiesa consola la mia anima».

    E' un percorso comune a molti: praticare una religione, poi abbandonare la religione e diventare ateo e, infine, aprirsi alla "spiritualità".
    Religione e Spiritualità, infatti, sono concetti diversissimi.
    La Spiritualità è uno "spazio aperto"....tutto da riempire.
    Con la New Age?

  3. #3
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    La Religione è Il rapporto, variamente identificabile in regole di vita, sentimenti e manifestazioni di omaggio, venerazione e adorazione, che lega l'uomo a quanto egli (attingendo alla sua Spiritualità) ritiene sacro o divino. Dunque sono 2 facce della stessa medaglia....
    amate i vostri nemici

  4. #4
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Citazione Originariamente Scritto da Lilia Visualizza Messaggio
    Con la New Age?
    La New Age non è altro che un'altra religione. L'ennesima.
    E la Spiritualità NON E' una religione.
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  5. #5
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    La Religione è Il rapporto, variamente identificabile in regole di vita, sentimenti e manifestazioni di omaggio, venerazione e adorazione, che lega l'uomo a quanto egli (attingendo alla sua Spiritualità) ritiene sacro o divino. Dunque sono 2 facce della stessa medaglia....
    Non proprio.
    Nella religione tu sei soggetto "passivo". Cioè sei "fedele" o "suddito" di un impianto dottrinale e di una visione del mondo elaborata da altri.
    Nella Spiritualità, invece, sei soggetto "attivo". La Spiritualità è uno "spazio aperto" di ricerca della Verità dove non esistono chiese, non esistono dogmi, non esistono papi o guru. Uno "spazio aperto" dove devi mettere in campo tutte le tue capacità e la tua curiosità e dove il protagonista sei tu.
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  6. #6
    Opinionista L'avatar di King Kong
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    Finchè c'é un protagonista non c'é realizzazione.
    Aut hic aut nullubi

  7. #7
    Opinionista L'avatar di Arcobaleno
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    Citazione Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
    Finchè c'é un protagonista non c'é realizzazione.
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.

  8. #8
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Citazione Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
    Finchè c'é un protagonista non c'é realizzazione.
    Questo è vero. Ma, al tempo stesso, è falso.

    Nella crescita psicologica di una persona si deve necessariamente passare dalla "ribellione adolescenziale". La ribellione adolescenziale è quella fase della vita in cui ci si emancipa dalla condizione di "figlio"...si prendono le distanze dai genitori che fino ad allora erano la nostra "visione del mondo", il nostro rifugio e ci si rende protagonisti del proprio destino.

    Analogamente, nella crescita spirituale si deve necessariamente passare dalla fase della "ribellione" o del "rifiuto". Occorre attraversare la fase in cui si abbandonano tutte le fedi "precostituite" e "preconfezionate", ci si emancipa dalla condizione di "fedele", si abbandonano chiese e guru che ci danno una visione precostituita della vita e si diventa padroni e protagonisti del proprio destino. Questa potremmo definirla la fase dell'ateismo (o dello scetticismo), che è una fase NECESSARIA in un processo di crescita spirituale.

    Solo passando attraverso questa fase si può arrivare a quello che dici tu.
    Non si possono saltare le tappe.
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  9. #9
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Non sempre avviene così come dici.
    L'emancipazione non sempre dipende dalla ribellione.
    Il padre non sempre si comporta da padre proprio per il fatto che non è nato padre ma è nato figlio.
    Con mio figlio quando sono stato padre, ormai è grande, ho spesso pensato di essere figlio.

  10. #10
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Citazione Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    Non sempre avviene così come dici.
    L'emancipazione non sempre dipende dalla ribellione.
    Il padre non sempre si comporta da padre proprio per il fatto che non è nato padre ma è nato figlio.
    Con mio figlio quando sono stato padre, ormai è grande, ho spesso pensato di essere figlio.
    La ribellione è del figlio....non del padre.
    Se un figlio non si "ribella" ai genitori non potrà MAI cercare, trovare e percorrere una strada propria. Non potrà MAI emanciparsi psicologicamente dalla propria condizione di figlio. E non farà altro che reiterare nella propria vita gli schemi comportamentali imparati dai propri genitori.
    Ultima modifica di xmanx; 04-02-2020 alle 13:43
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  11. #11
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Appunto, perché il figlio dovrebbe ribellarsi per liberarsi da un padre che lo capisce perché è stato figlio pure lui?
    Gli schemi si possono modificare senza per questo ribellarsi o rompere con ciò che lo ha preceduto.
    Preferisco di gran lunga la continuità rimodellando che la ribellione e la rottura quando non siano necessarie.
    Ultima modifica di crepuscolo; 04-02-2020 alle 15:48

  12. #12
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Citazione Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    Appunto, perché il figlio dovrebbe ribellarsi per liberarsi da un padre che lo capisce perché è stato figlio pure lui?
    Gli schemi si possono modificare senza per questo ribellarsi o rompere con ciò che lo ha preceduto.
    Preferisco di gran lunga la continuità rimodellando che la ribellione e la rottura quando non siano necessarie.
    Stiamo facendo confusione sui termini.
    Per "ribellione adolescenziale" non si intende necessariamente lo scontro genitori-figli o le liti tra genitori e figli. C'è ribellione (o ci dovrebbe essere) anche se i genitori sono comprensivi e non sono troppo rigidi e, quindi, non ci sono rotture o scontri verbali.
    Il concetto di "ribellione" è "ribellione psicologica" e significa: non riconosco più la tua autorità e la tua visione del mondo. Gli adolescenti si sentono parte di un gruppo, di una squadra, che è quella dei loro coetanei e la squadra rivale è rappresentata dagli adulti e dai genitori: non si parla e non si tratta con la squadra rivale. Il genitore con le sue regole e la sua visione del mondo è il nemico.
    Questa è la "ribellione psicologica" che deve esistere anche se non sfocia in ribellione fisica. Se non sfocia in ribellione fisica tanto meglio...significa che sei stato un padre comprensivo e aperto.
    Tuttavia la "ribellione psicologica" verso i genitori e la loro visione del mondo deve esistere comunque. E se non esiste o viene repressa, non c'è crescita psicologica.

    Allo stesso modo, nella crescita spirituale occorre passare attraverso la fase della "ribellione"...ribellione contro ogni visione precostituita del mondo. Ribellione a ogni dogma, a ogni fede e a ogni chiesa. Senza questa fase di ribellione non c'è crescita spirituale.
    Ultima modifica di xmanx; 04-02-2020 alle 16:55
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  13. #13
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Non proprio.
    Nella religione tu sei soggetto "passivo". Cioè sei "fedele" o "suddito" di un impianto dottrinale e di una visione del mondo elaborata da altri.
    Nella Spiritualità, invece, sei soggetto "attivo". La Spiritualità è uno "spazio aperto" di ricerca della Verità dove non esistono chiese, non esistono dogmi, non esistono papi o guru. Uno "spazio aperto" dove devi mettere in campo tutte le tue capacità e la tua curiosità e dove il protagonista sei tu.
    L'una procede dall'altra. Vivono in simbiosi, Spiritualità e Religione. Come possiamo definire "passivo" uno come San Francesco? Uno come Padre Kolbe? Uno come Don Puglisi? Hanno dato la Vita per fede! Fede che muove e che ha come protagonista Gesù Cristo. Se non avessero avuto lo Spirito di Gesù Cristo non avrebbero mai fatto quel che hanno fatto.
    amate i vostri nemici

  14. #14
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    L'una procede dall'altra. Vivono in simbiosi, Spiritualità e Religione. Come possiamo definire "passivo" uno come San Francesco? Uno come Padre Kolbe? Uno come Don Puglisi? Hanno dato la Vita per fede! Fede che muove e che ha come protagonista Gesù Cristo. Se non avessero avuto lo Spirito di Gesù Cristo non avrebbero mai fatto quel che hanno fatto.
    Guarda che anche quelli che si fanno saltare in aria al grido di "Allah è grande" danno la vita per fede.
    Detto questo...padre Kolbe e San francesco e tanti altri sono stati grandi uomini e grandi donne. Nessuno mette in dubbio questo.
    Ma questo non c'entra nulla con quanto ho detto. Passività significa accettare un impianto dottrinale elaborato da altri. E nelle religioni il "fedele", da un punto di vista spirituale, è un soggetto passivo perchè fa suo un impianto dottrinale elaborato da altri e si sottomette a una gerarchia.

    La Spiritualità, invece, prevede la ricerca della Verità. E, in questa ricerca, ogni individuo è un soggetto attivo proprio perchè non accetta una verità dettata da altri, ma si mette alla ricerca della Verità.
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  15. #15
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Citazione Originariamente Scritto da xmanx Visualizza Messaggio
    Stiamo facendo confusione sui termini.
    Per "ribellione adolescenziale" non si intende necessariamente lo scontro genitori-figli o le liti tra genitori e figli. C'è ribellione (o ci dovrebbe essere) anche se i genitori sono comprensivi e non sono troppo rigidi e, quindi, non ci sono rotture o scontri verbali.
    Il concetto di "ribellione" è "ribellione psicologica" e significa: non riconosco più la tua autorità e la tua visione del mondo. Gli adolescenti si sentono parte di un gruppo, di una squadra, che è quella dei loro coetanei e la squadra rivale è rappresentata dagli adulti e dai genitori: non si parla e non si tratta con la squadra rivale. Il genitore con le sue regole e la sua visione del mondo è il nemico.
    Questa è la "ribellione psicologica" che deve esistere anche se non sfocia in ribellione fisica. Se non sfocia in ribellione fisica tanto meglio...significa che sei stato un padre comprensivo e aperto.
    Tuttavia la "ribellione psicologica" verso i genitori e la loro visione del mondo deve esistere comunque. E se non esiste o viene repressa, non c'è crescita psicologica.

    Allo stesso modo, nella crescita spirituale occorre passare attraverso la fase della "ribellione"...ribellione contro ogni visione precostituita del mondo. Ribellione a ogni dogma, a ogni fede e a ogni chiesa. Senza questa fase di ribellione non c'è crescita spirituale.
    Non stiamo facendo confusione, c'è solo un aspetto di non condivisione; il tuo punto di vista non è il mio.
    L'ho già spiegato e tu non vuoi intenderlo; se io devo maturare, come tu suggerisci, posso maturare benissimo in qualsiasi ambiente, è ovvio che, se c'è il comando vuoi familiare o vuoi ecclesiastico per la religione, e questo comando è imposto con: "è così e basta!" senza alcuna spiegazione valida, subentra in noi un senso di disagio che può portare, come tu dici, alla ribellione, ma attenzione perché qualsiasi rifiuto dovuto all'incomprensione può generare un rinnegamento totale e penso che ciò sia solo negativo per chi rifiuta.
    Con questo non voglio assolutamente dire che non si debba rinnegare ma sto dicendo che c'è caso e caso, quindi non condivido la tua generalizzazione.

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