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Risultati da 61 a 75 di 166

Discussione: Il monologo di Rula Jebreal

  1. #61
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Altra ricerca molto interessante:

    http://www.vittimologia.it/rivista/a...al_2012-03.pdf

    L’ipotesi dell’indagine conoscitiva sulla violenza subita dagli uomini è verificare se, in accordo con la letteratura scientifica internazionale, anche la popolazione maschile italiana possa essere vittima di violenza fisica-sessuale-psicologica da parte del partner o ex partner di genere femminile. La ricerca è stata condotta utilizzando il modello di questionario proposto dall’ISTAT nel 2006.

    Il campione che ha preso parte alla ricerca ha registrato un totale di 1.058 soggetti, così suddivisi in ordine alla residenza geografica: n. 411 nord (38,85%), 405 centro (38,28%) e 228 sud e isole (21,55%), 11 residenza non dichiarata (1,03%) e 3 (0,29%) italiani residenti all’estero.

    Violenza fisica

    A 1 - è capitato che una donna abbia minacciato di colpirti fisicamente 667 63,1%
    A 2 - è capitato che una donna ti abbia tirato un oggetto o colpito con un oggetto che ti ha fatto o avrebbe potuto farti del male 540 51,2%
    A 3 - è capitato che una donna ti abbia spinto, strattonato, sgambettato, graffiato o tirato i capelli, facendoti del male o spaventandoti 642 60,5%
    A 4 - è capitato che una donna ti abbia schiaffeggiato, preso a calci, a pugni o ti abbia morso 615 58,1%
    A 5 - è capitato che una donna abbia cercato intenzionalmente di strangolarti, soffocarti, avvelenarti o ustionarti 89 8,4%
    A 6 - è capitato che una donna abbia usato o minacciato di usare armi contro di te (pistola, forbici, coltello, lamette etc.)249 23,5%
    A 7 - è mai capitato che una donna ti abbia fatto violenza fisica in un modo diverso da quelli citati 167 15,7%
    A 8 - non ho mai subito violenze fisiche di nessun tipo da parte di una donna 0%

    Violenza sessuale

    B 1 - è capitato che una donna abbia iniziato con te i preliminari di un atto sessuale, per poi rifiutarlo senza fartene comprendere il motivo. 516 48,7%
    B 2 - è capitato che una donna ti abbia disprezzato o deriso per un tuo difetto sessuale, o perché insoddisfatta di una tua prestazione? 323 30,5%
    B 3 - è capitato che una donna ti abbia paragonato ad altri in quanto a prestazioni o caratteristiche sessuali, irridendoti? 212 20,1%
    B 4 - è capitato che la tua partner ti abbia ironicamente invitato a “provvedere da solo”, perché lei non aveva voglia di avere un rapporto sessuale? 309 29,2%
    B 5 - è capitato che una donna ti abbia forzato ad avere un rapporto sessuale, minacciandoti, tenendoti fermo o facendoti del male in qualche altro modo 91 8,6%
    B 6 - è capitato che una donna ti abbia costretto, contro la tua volontà, ad altre forme di rapporto sessuale, es. rapporti sado-maso, rapporti nel periodo mestruale o altre pratiche sessuali a te non gradite 85 8,1%
    B 7 - è capitato che una donna abbia tentato di costringerti ad avere un rapporto sessuale, minacciandoti, trattenendoti, o facendoti male in qualche altro modo 27 2,5%
    B 8 - è capitato che una donna abbia cercato di forzarti ad avere una attività sessuale con altre persone, incluso sesso di gruppo o scambio di coppie, per noia, per trovare nuovi stimoli, per denaro o in cambio di beni o favori 44 4,1%
    B 9 - è capitato che una donna sia stata violenta con te dal punto di vista sessuale in un modo diverso da quelli descritti finora 64 6,1%
    B 10 - è capitato di avere rapporti sessuali con la tua partner anche se non ne avevi voglia, per evitare una sua reazione 394 37,2%
    B 11 - è capitato che la tua partner ti abbia forzato a fare qualche attività sessuale che hai trovato degradante o umiliante 106 10,1%
    B 12 - è capitato che una donna ti abbia toccato sessualmente contro la tua volontà in un modo che ti ha dato fastidio 232 21,9%
    B 13 – non ho mai subito violenza sessuale di nessun tipo da parte di una donna 24 2,2%

    Violenza psicologica ed economica

    C 1 - è capitato che una tua partner si sia arrabbiata nel vederti parlare con un’altra donna 726 68,6%
    C 2 - è capitato che una tua partner ti abbia umiliato o offeso di fronte ad altre persone, trattandoti da sciocco, mettendo in ridicolo le tue idee o raccontando tuoi fatti personali 699 66,1%
    C 3 - è capitato che una tua partner ti abbia criticato sgradevolmente perché non riesci a guadagnare abbastanza 538 50,8%
    C 4 - è capitato che una tua partner ti abbia invitato sarcastica a trovare un secondo o terzo lavoro 373 35,2%
    C 5 - è capitato che una tua partner ti abbia criticato perché le fai fare una vita modesta 526 50,2%
    C 6 - è capitato che una tua partner ti abbia paragonato, irridendoti, a conoscenti, colleghi, mariti di amiche etc., che godono di posizioni economiche migliori della tua 405 38,2%
    C 7 - è capitato che una tua partner abbia rifiutato di partecipare economicamente alla gestione familiare in maniera proporzionale al suo reddito 511 48,2%
    C 8 - è capitato che una tua partner abbia criticato e/o offeso i tuoi parenti pur sapendo che questo ti ferisce 767 72,4%
    C 9 - è capitato che l'atteggiamento di una tua partner sia diventato ostile quando non era lei ad avere l’ultima parola sulle scelte comuni 726 68,2%
    C 10 - è capitato che una tua partner ti abbia criticato, in pubblico o in privato, per difetti fisici (bassa statura, calvizie, occhiali) 311 29,3%
    C 11 - è capitato che una tua partner ti abbia criticato, in pubblico o in privato, per abbigliamento, calzature, pettinatura, barba incolta, aspetto in generale 519 49,1%
    C 12 - è capitato che una tua partner ti abbia criticato per come ti occupi della casa o per come educhi i figli, ad esempio dicendoti che sei un incapace, un buono a nulla etc. 650 61,4%
    C 13 - è capitato che una tua partner ti abbia ignorato, non ti abbia parlato, non abbia preso in considerazione ciò che dici o non abbia risposto alle tue domande 720 68,1%
    C 14 - è capitato che una tua partner ti abbia insultato o preso a male parole in un modo che ti ha fatto stare male 798 75,4%
    C 15 - è capitato che una tua partner abbia cercato di limitare i tuoi rapporti con la tua famiglia, i tuoi figli o i tuoi amici 728 68,8%
    C 16 - è capitato che una tua partner ti abbia impedito o cercato di impedirti di fare sport, di coltivare un hobby o altre attività da svolgere fuori casa 471 44,5%
    C 17 - è capitato che una tua partner ti abbia imposto o cercato di importi come vestirti, pettinarti o comportarti in pubblico 418 39,5%
    C 18 - è capitato che una tua partner abbia messo insistentemente in dubbio la tua fedeltà e/o la tua sincerità 638 60,3%
    C 19 - è capitato che una tua partner ti abbia seguito e/o abbia controllato i tuoi spostamenti 389 36,7%
    C 20 - è capitato che una tua partner abbia controllato costantemente quanto e come spendi il tuo denaro 349 32,9%
    C 21 - è capitato che una tua partner abbia danneggiato o distrutto i tuoi oggetti o beni personali, o minacciato di farlo 498 47,1%
    C 22 - è capitato che una partner abbia fatto del male o minacciato di farlo ai vostri figli 282 26,6%
    C 23 - è capitato che una tua partner abbia fatto del male o minacciato di farlo a persone a te vicine 243 22,9%
    C 24 - è capitato che una tua partner abbia fatto del male o minacciato di farlo ai vostri animali domestici 85 8,1%
    C 25 - è capitato che una tua partner abbia minacciato di uccidersi, o altri gesti di autolesionismo 343 32,4%
    C 26 - è capitato che una tua partner abbia minacciato di chiedere la separazione e/o sbatterti fuori di casa e/o volerti vedere ridotto in rovina 724 68,4%
    C 27 - è capitato che una tua partner abbia minacciato di portarti via i figli 615 58,2%
    C 28 - è capitato che una tua partner abbia minacciato di non farti più vedere i figli o di farteli vedere se e quando vuole lei 631 59,4% C 29 - è capitato che una tua partner abbia minacciato di non farti avere più alcun contatto con i tuoi figli, nemmeno telefonico, escludendo definitivamente dalla loro vita te e la tua famiglia 464 43,8%
    C 30 - è capitato che una tua partner ti abbia negato la paternità, interrompendo una gravidanza che tu avresti desiderato fosse portata a termine 102 9,6%
    C 31 – è capitato che una tua partner ti abbia imposto una paternità con l'inganno 114 10,7%
    C 32 - è capitato che una tua partner ti abbia fatto credere o abbia tentato di farti credere che fosse tuo un figlio concepito con un altro uomo 29 2,7%
    C 33 - è capitato che una tua partner abbia provato a costruire false accuse di molestie e/o percosse nei tuoi confronti, nei confronti di tuoi familiari o nei confronti dei vostri figli 512 48,4%
    C 34 - hai mai avuto l’impressione che una tua partner provasse a provocarti, verbalmente e/o fisicamente, con l’intento di scatenare una tua reazione 816 77,2%
    C 35 – non ho mai subito violenze psicologiche o economiche da parte di una donna 22 2,1%

    Atti persecutori

    D 1 - ti ha inviato messaggi, e-mail, lettere, telefonate o regali indesiderati 338 31,9%
    D 2 - ha chiesto ripetutamente appuntamenti per uscire con te 195 18,4%
    D 3 - ti ha aspettato all’uscita da casa, lavoro, altro 216 20,4%
    D 4 - ha cercato insistentemente di parlare con te contro la tua volontà 341 32,2%
    D 5 - ti ha seguito, spiato, minacciato, ricattato 285 26,9%
    D 6 - ha molestato persone a te vicine, parenti, colleghi, affetti 246 23,2%
    D 7 - ha danneggiato beni o oggetti di tua proprietà 333 31,4%
    D8 - non ho mai subito atti persecutori (stalking) da parte di una donna 411 34,8%
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  2. #62
    Opinionista L'avatar di Breakthru
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    Citazione Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
    ti direi che una volta c'era il reato di "uxoricidio", cioè l'assassinio del marito o della moglie da parte dell'altro coniuge e mi pare che le "pene" previste per tale reato beneficiassero di "attenuanti", dovute alla ponderazione da parte del legislatore delle circostanze del fatto. poi ti direi che esisteva nel passato il c.d. "delitto d'onore" il quale potrebbe essere fatto rientrare nella nozione di femminicidio, e che era parimenti considerato una fattispecie oggetto di attenuanti rispetto all'ordinaria fattispecie di "omicidio".
    Citazione Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
    no. che è mutevole nel tempo lo dicono "i comunisti", i quali sanno soltanto parlare, ovviamente "per confondere le acque". la realtà è che il codice penale risale al 1930 ed è sempre quello. idem la morale cattolica. e idem le convenzioni sociali.

    Una volta c’era anche che la violenza sessuale era reato conto la morale e non contro la persona.
    Uxoricidio e/o delitto d’onore abrogati nel 1981 e poi mi dici che la morale non è mutevole?
    Quello che può essere tollerato in un contesto storico, geografico o culturale non lo è o non lo è più in un altro


    Citazione Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
    allora. ci sono sempre delle regole che "devono" essere rispettate onde prevenire la commissione di "reati". quando una donna non le rispetta allora si "presta" a favorire la commissione di reati da parte di coloro che ravvisano, consapevolmente o meno, nel comportamento della donna in questione, una qualche forma di "oltraggio" o "provocazione".
    Ci sono regole da rispettare per non correre rischi, ma sono regole che si subiscono non che si scelgono o che si trovano ragionevoli, sono limitazioni alla libertà di un individuo.
    Non si “presta” proprio a niente!



    Citazione Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
    si. allora se vai a napoli, in rione "sanità" e porti la minigonna, e qualcuno ti mette le mani addosso, perché lì funziona così, ed è fatto "notorio", allora te la sei andata "a cercare". non so se è chiaro.
    Certo vai in un qualsiasi posto malfamato con un bell’orologio, ti rubano l’orologio e ti strapazzano anche un po’a loro gusto, beh… cavoli sei tu che hai provocato con quel bell’orologio!




    lasciamo stare...
    Ultima modifica di Breakthru; 06-02-2020 alle 12:03

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
    Una volta c’era anche che la violenza sessuale era reato conto la morale e non contro la persona.
    si. allora se tu consideri che all'epoca della derubricazione del reato di violenza sessuale a reato contro la persona, i comunisti facevano "la voce grossa", allora riesci a spiegarti il "motivo" della legge in questione. e anche di altre come quella sullo scioglimento del matrimonio civile e quella sull'aborto. ti ripeto: questo tipo di provvedimenti, ancora ad oggi, valgono per coloro che, all'epoca, li hanno promossi. la realtà è che, sebbene le sanzioni siano oggi maggiori, si continua a considerare "tenuamente" a livello giudiziale il reato di violenza sessuale. come si continua a non sposarsi civilmente, quindi semplicemente a "convivere" senza alcun riconoscimento "legale", e come si continua da parte delle donne, ad "abortire" senza consultare medici o ospedali, come invece vorrebbe la 194.

    Citazione Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
    Uxoricidio e/o delitto d’onore abrogati nel 1981 e poi mi dici che la morale non è mutevole?
    la legge lo è. la morale sociale no. a meno che non si voglia contravvenire alle norme morali "comunemente" accettate.

    Citazione Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
    Quello che può essere tollerato in un contesto storico, geografico o culturale non lo è o non lo è più in un altro
    sto parlando di italia, qui e adesso. ti ripeto che le norme morali, anche quelle attinenti al foro interno, come quelle religiose, sono sempre le stesse. quando si "infrangono" di proposito, come accade alle donne sobillate dai comunisti, allora possono "verificarsi" dei reati. non so se è chiaro.

    Citazione Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
    Ci sono regole da rispettare per non correre rischi, ma sono regole che si subiscono non che si scelgono o che si trovano ragionevoli, sono limitazioni alla libertà di un individuo.
    Non si “presta” proprio a niente!
    la libertà è appunto quella di rispettare "le regole". e ovviamente libertà non significa arbitrio.

    Citazione Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
    Certo vai in un qualsiasi posto malfamato con un bell’orologio, ti rubano l’orologio e ti strapazzano anche un po’a loro gusto, beh… cavoli sei tu che hai provocato con quel bell’orologio!
    si. direi che è esattamente così.

  4. #64
    Opinionista L'avatar di Breakthru
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    dovrai avere pazienza

    Citazione Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
    la legge lo è. la morale sociale no. a meno che non si voglia contravvenire alle norme morali "comunemente" accettate.
    Continuo a non capire. Perché decidere che la ferita all’onore da un punto in poi non è più considerabile attenuante? Cosa è cambiato?
    Perché decidere che la violenza sessuale è un danno recato alla persona e non più un’offesa alla pubblica morale? E in che senso allora in questo caso ultimo è inteso pubblica morale?



    Citazione Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio

    si. direi che è esattamente così.
    Dunque , ti menano e ti fanno anche male, ti fregano l’orologio, poi per misterioso miracolo vengono arrestati, mettiamo che si arrivi al processo.
    Dunque ci sarebbe un tot di condanna per furto, percosse, violenza sessuale (avanzava del tempo e non sapevano come occuparlo, mi spiace per te che ti è toccata sta cosa), però gli diamo l’attenuante perché la vittima Sandor se l'è cercata, ha provocato indossando quell’orologio

  5. #65
    Opinionista L'avatar di Tommaso
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    Citazione Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
    Tommaso,non lasciarti smontare,
    Ma figurati se mi faccio smontare da argomentazioni di tale infimo livello da non meritare neanche di essere confutate ( cosa vuoi confutare quando qualcuno sostiene che "siccome si sa che ad andare in giro di notte con la minigonna si rischia di essere stuprate, allora la colpa è di chi se la cerca"...)
    Del resto, ripeto, il problema non è certo mio ma delle donne che hanno avuto in sorte il magro destino di dover condividere parte o tutta la propria vita con personaggi simili...
    Finché le donne non si ribelleranno SUL SERIO, circondando del più profondo disprezzo e condannando all'ostracismo culturale e sociale chi ha atteggiamenti "machisti", non cambierà nulla... Perché, diciamolo, certi uomini esistono perché ci sono tante donne, affette evidentemente da Sindrome di Stoccolma, che non solo li subiscono senza ribellarsi ma a volte li ammirano pure e, soprattutto, trasmettono ad altre donne ( le figlie, in particolare ) tale atteggiamento sottomesso.

  6. #66
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    UNIVERSITA' DI PADOVA

    Esiste un fenomeno di cui ancora si parla poco, o per niente, e riguarda gli abusi subiti dagli uomini da parte di partner, mogli, ex o familiari.

    Una dimensione che esiste, anche se ancora nascosta dietro timide e rare denunce. Molto spesso, infatti, per un uomo, essere o essere stati vittime di violenza, soprattutto da parte di una donna, è ancora forte motivo di vergogna, imbarazzo, disagio. In Italia, in merito, non esiste una statistica precisa ed è difficile anche trovare centri di aiuto e assistenza rivolti nello specifico a questi ultimi. Alcuni numeri vengono dallo studio condotto da Pasquale Giuseppe Macrì, docente di Medicina legale all’Università di Siena, che nel 2012 ha raccolto la voce di 1.058 uomini tra i 18 e i 70 anni. Dalla ricerca emerge una percentuale molto alta, circa il 60%, di uomini che hanno dichiarato di aver subito violenza fisica (dai graffi ai morsi, calci e pugni). Basso è invece il numero di coloro che hanno affermato di aver subito un’aggressione che avrebbe potuto portare alla morte (8,4%) o di essere stati minacciati con armi (23,5%). A prevalere sono le voci di uomini ripetutamente disprezzati e derisi per il proprio lavoro, per lo stipendio, l’ aspetto fisico o per la gestione della casa e dei figli e, sempre nell’ambito della violenza psicologica, è alta la percentuale di coloro che hanno dichiarato di essere stati continuamente minacciati, di separazione o della privazione della casa e di risorse economiche (68,4%) o di vedersi portare via i figli (58,2%). Il 30% ammette invece di essere stato vittima di stalking e il 48,7% di aver subito almeno un episodio di violenza sessuale ad opera di una donna nel corso della propria vita.

    A conferma di questi numeri, arriva anche la ricerca When the woman gets violent: The construction of domestic abuse experience from heterosexual men’s perspective condotta tra il 2014 e il 2015 da Sabrina Cippolletta docente del dipartimento di Psicologia generale dell’università di Padova e dalla ricercatrice Lorenza Entilli. Lo studio ha coinvolto 20 uomini provenienti da tutta Italia tra i 20 e i 60 anni chiamati a rispondere ad alcune domande sul tema in base alla loro esperienza personale.

    Si comincia a parlare in maniera sistematica e scientifica di donne che esercitano violenza sugli uomini a partire dagli anni ’90 e se di recente all’estero alcuni studi e ricerche iniziano a fornire i primi numeri, in Italia ancora, non esistono dati ufficiali. “Nel nostro Paese – spiega la docente - la resistenza a parlare di questo problema è ancora molto forte e la ragione è fondamentalmente culturale. È inammissibile che sia la donna a esercitare violenza su di un uomo e che questo possa subirla. La figura della donna violenta esce dagli stereotipi comuni. Ecco perché è proprio l’uomo il primo a non denunciare. Di conseguenza, come dimostra la nostra ricerca, a causa di questo retaggio culturale anche un’eventuale denuncia fatica ad essere compresa ed accettata (numerosi intervistati hanno ammesso di aver affrontato, quando coinvolti, i pregiudizi di forze dell’ordine e di operatori sanitari)”.

    Negli abusi della donna contro l’uomo sono diverse le armi.
    Prevale la violenza di tipo psicologico che si manifesta nelle forme più varie. Minacce, ricatti, offese, persecuzione, strumentalizzazione dei figli e violenza fisica, anche se i casi sono più rari; violenze fortissime, subdole e più difficili da riconoscere.


    Dalla ricerca padovana emerge come gli intervistati in generale si sentano, nonostante le violenze, comunque responsabili nei confronti della loro partner e mostrino grande tolleranza anche di fronte a gravi attacchi, portando avanti relazioni lunghe decenni. Accettando, confessano di sentirsi un ‘buon partner’. “La nostra non è una ricerca statistica-quantitativo ma dalle rilevazioni che abbiamo fatto è emerso che il fattore economico, che di solito si immagina la causa principale dei dissapori in ambito domestico, nella maggior parte dei casi non c’entra. È una questione di ruoli, una dinamica molto simile a quella che si genera in alcuni casi di violenza sulle donne. Quando il ruolo del partner vittima è quello di colui che sostiene comunque la sua compagna alla quale riconosce difficoltà o sofferenze – chiarisce la professoressa - le relazioni possono durare molti anni. Sia la ‘vittima’ che il ‘carnefice’, infatti, sentono bisogno di stare dentro questa relazione in cui torna ‘il ciclo della violenza’ che alterna fasi di violenza più intensa a fasi di calma e riconoscimento dell’altro, sentimenti positivi a odio e indifferenza”.

    “Credo che oggi – conclude la docente – sarebbe importante spiegare attraverso la prevenzione che la violenza si gioca anche nel silenzio, senza occhi neri a volte, e che le vittime sono anche gli uomini. Se si accende l’attenzione su questo fenomeno, si possono rilevare i primi segnali e iniziare ad immaginare un sistema capace di offrire sostegno e aiuto reale a chi vive con sofferenza questo problema”.
    Ultima modifica di xmanx; 06-02-2020 alle 13:32
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  7. #67
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Violenza sugli uomini: ecco cosa si nasconde tra le pareti di casa

    In Italia sono ancora troppo poche le ricerche sulla violenza sugli uomini. Eppure sono tanti gli episodi di violenza, sia fisica sia psicologica. Ecco la storia di Riccardo, il lavoro dell'Associazione violenza sugli uomini (Avu) e il parere di Barbara Benedettelli, autrice di “50 sfumature di violenza. Femminicidio e maschicidio in Italia”

    Ogni giorno si sente di donne violentate, aggredite, perseguitate e uccise. Eppure, accanto a questo tipo di violenza, ce n’è un’altra più taciuta, più “sotterranea”. È la violenza sugli uomini da parte delle donne.

    A dirlo, ma solo in parte, sono quei pochi dati che vengono fuori da un’indagine dell’Istat pubblicata lo scorso anno, che per la prima volta, analizzando la violenza sul lavoro, ha rilevato anche le molestie a sfondo sessuale ai danni degli uomini.

    Una violenza che non ha genere

    Sono 3 milioni 574 mila gli uomini che hanno subito molestie sul lavoro almeno una volta nella vita, 1 milione 274 mila negli ultimi 3 anni (l’indagine si riferisce al periodo 2015-2016). Un dato inferiore a quello relativo alle donne, ma pur sempre esistente.

    L’Istat, in ogni caso, chiarisce anche che «gli autori delle molestie a sfondo sessuale risultano in larga prevalenza uomini: lo sono per il 97% delle vittime donne e per l’85,4% delle vittime uomini».

    E se si va nel dettaglio, le forme di molestia più diffuse tra uomini e donne non sono così differenti, sebbene lo siano, secondo l’Istituto di statistica, quantitativamente: al primo posto tra le molestie ci sono quelle verbali, seguite dai pedinamenti, dall’esibizionismo per arrivare alle molestie fisiche. Sia per uomini, sia per donne.

    Nel mondo virtuale le differenze si assottigliano: uomini e donne sono quasi sullo stesso piano per quanto riguarda le molestie sui social network o il furto delle credenziali.

    Violenza sugli uomini: meno nota, eppure presente

    Oltre ai dati dell’Istat, però, è difficile trovare dati che raccontano il “fenomeno”. E se si pensa che sia così solo perché ci sono meno casi, è di diverso parere Barbara Benedettelli, che alla violenza in generale (senza distinzione di genere) ha dedicato il libro “50 sfumature di violenza. Femminicidio e maschicidio in Italia”:

    «Che ci siano meno casi di violenza sugli uomini non è un dato di fatto. In Italia non ci sono indagini ufficiali e largamente condivise che possono confermarlo. E gli uomini, a causa dello stereotipo di virilità e della quasi certezza di non essere creduti, non denunciano».

    Del fenomeno si è occupata «nel 2012 l’Università di Siena, la cui proiezione statistica è allarmante: 5 milioni di uomini vittime degli stessi tipi di violenza che subiscono le donne», continua la giornalista e saggista. «Numeri analoghi sono stati rilevati da Gesef, associazione per genitori separati con sportelli di ascolto in Italia che si è basata su un campione molto simile a quello usato dall’Istat per l’indagine che vede vittime le donne».

    Violenza psicologica sugli uomini: le caratteristiche

    Qualche anno fa in Sicilia, esattamente a Catania, è nata Avu, acronimo che sta per Associazione violenza sugli uomini. A fondarla sono stati due avvocati, Massimo Arcidiacono e Alessandro Granieri Galilei (presidente), che si occupano di aiutare uomini «ma anche donne: la violenza non ha genere», precisa subito Arcidiacono.

    Tutto è nato «quando abbiamo ricevuto una telefonata di un uomo da Lentini (Siracusa) che ci diceva “Sono disperato, mia moglie mi ha buttato fuori di casa, non posso vedere più i miei figli, sono stato licenziato, sono tornato a vivere con mia madre, ma non ho neanche i soldi per venire con l’autobus a incontrarvi. Non so se devo suicidarmi o sopravvivere“».

    La violenza domestica è la situazione più diffusa

    «Quella situazione ha fatto scattare un campanello d’allarme e da allora sono diversi i casi di violenza in cui ci imbattiamo, sia di tipo psicologico che fisico, e questo quasi sempre all’interno delle mura domestiche». Aggiunge il legale:

    «È tra i congiunti che si verificano le situazioni più rilevanti. Se nelle dinamiche di coppia l’uomo sfoga la rabbia per lo più dal punto di vista fisico, le donne agiscono di converso sulla psiche dell’uomo».

    Un modus operandi, per altro, riconosciuto anche dall’Ordine degli psicologi dell’Emilia Romagna che, constatando che la violenza psicologica è subita anche da alcuni uomini e bambini, sebbene non ci siano ricerche quantitative in proposito, parla della propensione delle donne a utilizzare nell’ambito familiare soprusi psicologici rispetto ad altre forme di maltrattamento.

    Alienazione parentale: una violenza nella violenza

    Aggiunge Arcidiacono: «La violenza sugli uomini da parte delle donne le vede denigrare l’uomo, nelle sue capacità familiari, sessuali, dal punto di vista economico e, quando ci sono i figli, quello che avviene spesso è l’alienazione parentale: gli uomini si vedono privati dei loro bambini per mesi o addirittura anni. Situazioni del genere fanno crollare chiunque».

    Molte delle persone che Avu segue hanno in genere «uno stipendio medio o sono freelance, si vedono costretti a cercare un nuovo appartamento, arredarlo e continuare a lavorare mantenendo la lucidità, magari costretti a pagare il mutuo della casa dove la moglie vive con i figli e a dare l’assegno di mantenimento. Questo comporta che se la disponibilità non è sufficiente, l’uomo si trova in seria difficoltà.

    «Alcuni dormono in macchina, si lavano a una fontana pubblica, si mettono la giacca e cravatta e vanno al lavoro. Altri pranzano alla mensa della Caritas, giocano d’azzardo pensando di fare quella vincita che cambierà loro la vita. Anche quella patologia è legata in qualche modo alla violenza».

    Nonostante questo, come anticipava Benedettelli, sono poche le denunce. «Gli uomini, e in particolare quelli siciliani, si vergognano a parlare di queste cose, temono di sentirsi dire “Ma come: ti fai fare queste cose? Che uomo sei?”. E così spesso tacciono».

    Riccardo: «Non riesco più a stare solo con mio figlio»

    Ovviamente non succede solo al Sud, ma anche in altre regioni d’Italia. Tra cui la Lombardia, dove in un piccolo comune («preferisco non dire quale», tiene subito a precisare) risiede Riccardo (nome di fantasia), operaio di 46 anni che nel giugno scorso ha visto cambiare la propria vita all’improvviso.

    «In un momento delicato, mi sono innamorato di un’altra. Il rapporto con mia moglie non era dei migliori: si litigava spesso, c’erano solo sacrifici che facevo anche e soprattutto per mio figlio di 10 anni, lavorando 7 giorni su 7. E nonostante questo, nonostante andassimo in vacanza, non si era mai felici. Lei ha scoperto che c’era quest’altra donna e la prima cosa che ha fatto è stata svergognami pubblicamente sui social network. Quello è stato l’inizio della fine: nostro figlio stava per partire per la colonia estiva, vedendoci litigare mi ha fatto promettere che mi avrebbe trovato al ritorno. Io ci credevo: volevo rimettere le cose a posto», racconta con la voce rotta dall’emozione.

    «Quel giorno ho fatto giardinaggio, mentre lei era uscita senza che sapessi dove andava. Al rientro, quando le ho chiesto spiegazioni, mi ha dato uno schiaffo, mi ha gettato la sigaretta accesa sul viso, si è messa a urlare e sono arrivati i carabinieri. La pattuglia mi ha sequestro le chiavi di casa e in poco tempo mi sono ritrovato buttato in mezzo alla strada. Sono andato a dormire da un amico».

    Nonostante questo, Riccardo ci ha riprovato. Lei ha detto “sì”, ma «il giorno dopo sono tornato con la macchina piena delle mie cose e mi ha lasciato fuori. In quella casa non sono più rientrato né sono più riuscito a stare anche solo 10 minuti con mio figlio. È tornato dalla colonia e ha visto che non avevo mantenuto la promessa e non ho avuto modo di spiegarmi».

    In attesa che un giudice gli consenta di vederlo in giorni prestabiliti, Riccardo lo segue durante gli allenamenti (non ne manca uno) e va all’uscita di scuola. Ma non può avvicinarlo:

    «Mi metto nel parco di fronte al quale so che dovrà passare quando è con i nonni. Sono costretto a vederlo dietro una ringhiera e nessuna delle mamme e papà che mi vedono lì ha una parola di conforto. E a Natale non l’ho visto per 20 giorni di seguito: non c’erano né scuola né calcio».

    Maldicenze, botte e pedinamenti

    La violenza psicologica, così la definisce Riccardo («Sì, mi sento una vittima») riguarda poi tutto quello che lui ha costruito intorno a sé:

    «Mia moglie mi ha fatto terra bruciata: ha raccontato a tutti che ho abbandonato il tetto coniugale, ha insultato la donna con cui sto e un giorno l’ha pedinata così come sono stato pedinato anche io. Lei era in un’auto con amici e c’era pure mio figlio: mi ha seguito per capire dove stessi andando. L’ho denunciata, ma sono dovuto andare in una caserma lontano da casa: nel mio paese non si sono neanche messi a scrivere cosa dicevo».

    Oltre al dolore profondo per il figlio, Riccardo non ha potuto più recuperare nulla di ciò che aveva a casa: documenti, vestiti, persino le gomme dell’auto. «Ne avevo bisogno per andare al funerale di una persona cara, mi ha lasciato con quelle estive».

    Quella subita dall’uomo è solo l’apice di una situazione già deteriorata. «Mia moglie la sera metteva la chiave della porta di traverso in modo che non l’aprissi. Allora andavo a dormire in macchina in garage. E questo nonostante mio figlio le chiedesse di aprirmi. Gli diceva di sì, ma non lo faceva. E per fingere che non fosse così, toglieva la chiave dalla toppa prima che si svegliasse. A volte mi picchiava: sono mingherlino e lei robusta. E soprattutto non ho mai voluto difendermi per paura di farle del male».

    Perché si subiscono situazioni simili? «Dopo avere vissuto la separazione dei miei genitori, volevo una persona più forte di me, ma non sono stato mai felice anche se le ho chiesto spesso di tornare. E ora lei sta scaricando la sua vendetta sul bambino. Otto mesi di questo inferno sono difficili da sopportare».

    La violenza sugli uomini può essere anche fisica

    La violenza sugli uomini non è solo psicologica. Come dimostra anche la storia di Riccardo. «Continuo ad assistere una persona famosa che abita tra Catania e Roma», racconta l’avvocato, «che è stata pugnalata alla schiena dalla ex moglie per futili motivi e non vede la figlia da 6 anni».

    Spinte, graffi, morsi e dita schiacciate

    Sono tanti i casi che anche Benedettelli riporta nel libro. Nella ricerca dell’Università di Siena emerge un 60,5% di uomini intervistati che parla di spinte, graffi, morsi, capelli strappati, un 51% di lancio di oggetti e, in misura minore, folgorazione con la corrente elettrica o dita schiacciate con la porta. A subire questi atti, ovviamente, non solo uomini, ma anche donne.

    Lo scrive la giornalista nel suo libro “Al centro va messa la persona”. E uomini e donne sono entrambe vittime:

    «Chi subisce violenza ha le stesse ansie, le stesse paure, gli stessi traumi ed è colpito da forme di violenza molto simili. Solo che le donne oggi sono capite, aiutate, protette. Gli uomini no.

    Prosegue la saggista: «Gli uomini maltrattati o uccisi non hanno lo stesso spazio mediatico, anche se il numero è simile come dimostro in un’indagine che ho fatto sugli omicidi del 2017 nelle Ris (Relazioni interpersonali significative). Sono spesso costretti a stare nelle relazioni malate per non perdere i figli, alla fine ci rimettono tutti. Società compresa».

    Benedettelli: «Sono necessarie indagini bilaterali»

    C’è una soluzione? «Uomini e donne fanno parte di un unico “ecosistema” che deve essere osservato e studiato senza veti ideologici, pregiudizi, narrazioni retoriche e monche che condizionano la percezione collettiva della realtà e impediscono di trovare il modo corretto di “aggiustare ciò che si è rotto”: le relazioni affettive che diventano (o nascono) disfunzionali».

    «Occorre fare indagini bilaterali, distinguendo tra violenza di genere (o femminicidio) e violenza domestica che include ogni violenza, anche quella che commettono le donne su altri componenti (maschi o femmine) delle relazioni interpersonali più significative».

    «Non ci sono vittime di serie A e vittime di serie B. Tutti e senza distinzione alcuna, come recita anche l’articolo 3 della nostra Costituzione, hanno il diritto di essere ascoltati, tutelati, sostenuti. Lo chiede anche la Convenzione di Istanbul che riconosce gli uomini come possibili vittime di violenza domestica».
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  8. #68
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    Va bene. Esistono di certo casi di violenza della donna sull'uomo, vedi pure mia moglie che vuole costringermi a svegliarmi la mattina alle sei per vedere l'alba. Però, a differenza, la violenza dell'uomo è di solito inquadrata in un sistema preciso di potere che è atavico e duro a morire, certamente mille volte più forte presso culture arretrate e fondate su teocrazie. Poi certamente se io vado in giro di notte in quartieri malfamati con il Rolex al polso sono un imbecille, la stessa cosa vale per una donna in minigonna. Ma qui il sesso non c'entra nulla, c'entra la persona, maschio o femmina che sia.
    " L' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."

    Dostoevskij.

  9. #69
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    Va bene. Esistono di certo casi di violenza della donna sull'uomo, vedi pure mia moglie che vuole costringermi a svegliarmi la mattina alle sei per vedere l'alba. Però, a differenza, la violenza dell'uomo è di solito inquadrata in un sistema preciso di potere che è atavico e duro a morire, certamente mille volte più forte presso culture arretrate e fondate su teocrazie. Poi certamente se io vado in giro di notte in quartieri malfamati con il Rolex al polso sono un imbecille, la stessa cosa vale per una donna in minigonna. Ma qui il sesso non c'entra nulla, c'entra la persona, maschio o femmina che sia.


  10. #70
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    Per la legge al ladro che mi deruba del Rolex, anche se stupidamente giro di notte per quartieri malfamati, viene data sempre e comunque la stessa pena. Così accade all'aggressore della ragazza in minigonna. Sempre e comunque la stessa pena stabilita per legge. Se non accade questo il giudice è uno stronzo. E' ovvio, non vi pare?
    " L' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
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  11. #71
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    Citazione Originariamente Scritto da Turbociclo Visualizza Messaggio
    Per la legge al ladro che mi deruba del Rolex, anche se stupidamente giro di notte per quartieri malfamati, viene data sempre e comunque la stessa pena. Così accade all'aggressore della ragazza in minigonna. Sempre e comunque la stessa pena stabilita per legge. Se non accade questo il giudice è uno stronzo. E' ovvio, non vi pare?

    E' ovvio.

    Ma tu perché indossavi il rolex quella sera? Hai esibito in maniera provocatoria quel rolex? Hai provocato il desiderio altrui con quel rolex?

    Avevi bevuto?

    Hai gridato o opposto resistenza?
    Ultima modifica di Breakthru; 06-02-2020 alle 15:26

  12. #72
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Citazione Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
    E' quello che intendevo dire anch'ìo. Il femminicidio è solo l'atto estremo di una violenza esercitata sulle donne in diverse forme.
    Verissimo
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    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  13. #73
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Quello che io non capisco è per quale motivo un 3d sulla violenza contro le donne debba per forza essere trasformato in un 3d sulla violenza contro gli uomini. Nessuno nega che essa esista, ma contrapporre al problema della violenza contro le donne la frase "Eh ma anche gli uomini vengono molestati" è un po' come farsi fermare per guida in stato di ebbrezza e replicare con la frase "Eh ma anche gli altri bevono".
    La violenza contro le donne è un problema enorme. Purtroppo esiste un po' ovunque nel mondo. Soprattutto nei Paesi più radicalizzati, dove la donna viene vista addirittura come essere inferiore. Ma anche qui in Europa, Paese civile, le forme di violenza contro le donne e l'ancora incommensurabile gap di genere sono ancora moltissime.
    Tutti parlate di violenza fisica, ma non dimenticate quella psicologica, che è altrettanto grave. Migliaia, milioni di donne ancora sono sottomesse, vivono con mariti convinti di poter decidere anche per loro, di poterle manipolare a piacimento. Convinti di poter decidere se la moglie abbia o meno il "permesso" di uscire con le amiche. E non sono cose che succedono in qualche remoto paesino del sud. Sono cose che accadono ovunque, anche nel modernissimo nord.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

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  14. #74
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Soprattutto ho scoperto che ci sono, in questo forum, diversi uomini ( spero non la totalità e nemmeno la maggioranza ) che sono divorati da un viscerale rancore verso il genere femminile: tutta la mia solidarietà alle donne che, a qualunque titolo ( compagne, sorelle, figlie, colleghe ), hanno la non invidiabile sorte di vivere al loro fianco.

    Purtroppo soggetti così ve ne sono ovunque, te l'assicuro. Ed è il principale motivo delle violenze.
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  15. #75
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    Citazione Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
    E' ovvio.

    Ma tu perché indossavi il rolex quella sera? Hai esibito in maniera provocatoria quel rolex? Hai provocato il desiderio altrui con quel rolex?

    Avevi bevuto?

    Hai gridato o opposto resistenza?
    E' quello che dicevo accennando a giudici stronzi (e maschilisti). La legge una è e quella va applicata, non devi andare a ricercare eccezioni per vedere se tizia si è comportata da cretina oppure no. Il furto del Rolex comporta la stessa pena se avviene al Tufello come se avviene ai Parioli. Di certo però in certi casi meglio tenerlo a casa il Rolex, no?
    " L' uomo ha una tale passione per il sistema
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