Ma 'sto "Principio antropico" che robba é?

A metà del secolo scorso alcuni fisici e cosmologi osservarono che se i valori di certe costanti delle equazioni fossero stati anche solo leggermente diversi, l’universo non avrebbe potuto ospitare stelle, pianeti, chimica complessa e dunque vita. Molte condizioni cosmologiche sembrano “regolate” in modo tale da permettere l’esistenza della vita e, in particolare, dell’uomo: per quanto non siamo al centro cosmologico, c’è comunque una “selezione osservativa”: il fatto che l’universo ci appaia com’è, è condizionato dal fatto che possiamo esistervi come osservatori.

E l'espressione "principio antropico" é nata negli anni 70. In due "versioni":

Principio antropico debole : i valori delle costanti e delle condizioni cosmiche devono essere tali da consentire la comparsa di osservatori, altrimenti non saremmo qui a osservarli .
Principio antropico forte : l’universo deve avere proprietà tali da consentire la comparsa della vita cosciente a un certo stadio

Alle quali se ne aggiunse un terza:
Principio antropico ultimo: deve necessariamente svilupparsi una elaborazione intelligente dell'informazione nell'universo, e una volta apparsa, questa non si estinguerà mai.

Tutti d'accordo, i "professionisti"?.
Manco p'a capa