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Sono d'accordo con la lady, le differenze di carattere fisiologico e ormonale sono innegabili. Vabbè erin che ai tempi delle amebe non eravamo uomini, ma il dimorfismo sessuale, a carattere psicofisico, è ben anteriore alla storia umana, della cultura che viene tramandata ecc.
Ma guarda che nessuno ha mai negato le differenze biologiche, eh.
Io criticavo l'idea di Silenzio secondo cui da queste derivano caratteristiche caratteriali o attitudini specifiche.

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Erin, dici che non credi che uomini e donne siano uguali ma tutto il contrario, come hai ripetuto, ma differenze culturali a parte, non ho capito se credi anche in altre differenze a priori o no.
Certo che credo anche in altre differenze. Direi che, come sopra, le differenze ormonali sono innegabili, come le differenze negli organi genitali, i cromosomi, ecc.
Il punto è però che queste differenze non si manifestano in modo completamente e perfettamente opposto tra maschi e femmine. Un clitoride per essere considerato normale deve avere una certa grandezza (così come un pene). Al di là di queste misure viene diagnosticato una forma di ermafroditismo. Sono cioè stati fissati dei limiti, in modo necessariamente arbitrario.
Stessa cosa con gli ormoni: devono essere bilanciati in un certo modo per determinare se sei femmina o maschio, altrimenti vedi sopra.
Eccetera eccetera.

Delle caratteristiche sessuali secondarie, poi, non ne parliamo: le variabili sono ancora maggiori.

Alla luce di questo è evidente che le categorie di "maschio" e "femmina" sono semplicemente degli standard ideali presi a modello, più che una realtà vera e propria. Cioè, è una convenzione.
Il problema è che sono stati presi, invece, come dati naturali ed oggettivi, e li si è usati per giustificare una costruzione sociale (il genere).