comunque, la carenza di cultura, determina anche incapacità di immaginare;

i concetti, le astrazioni, sono creatori di sentimenti e disposizioni; l'errore che fanno - comprensibilmente - quasi tutti è quello di dare per scontato e proiettare retrospettivamente e nel futuro il nostro immaginario;
si fa per la coppia, l'amore nelle sue forme, e per molte altre cose; uno legge il raccontino arcadico sull'amor di pastorella, e immagina che la realtà mentale di quella fosse davvero quella filtrata dal letterato, intriso di forme romantiche che la ragazzina pidocchiosa non poteva nemmeno immaginare, probabilmente solo preda dell'ormonella, per impossibilità di organizzare pensieri più strutturati e astratti;
se un ragazzino di oggi vede il personaggio monicelliano di Capannelle, che mangia a sbafo nei ristoranti fino a farsi venire l'infarto alla panza, pensa che sia un super-fan dei contest di cuochi e non può capire l'ossessione per il cibo di chi abbia subito la fame, la puzz'e'fam del dialetto napoletano; gli manca l'esperienza e l'astrazione per comprendere uno stato mentale che apparteneva ai suoi nonni o bisnonni;

oggi il divorzio esiste ed è legittimato in massa perché la - recentissima - diffusione del romanticismo ha legittimato una priorità del sentimento; un tempo era un solo un rimedio a situazioni squilibrate di potere sociale e conflitti in una famiglia;

prima, a seconda dell'istruzione dei diversi ceti sociali, la massa non aveva un quadro di astrazioni in cui collocare quei sentimenti, richiamarli e dare loro uno spazio; per la maggior parte delle persone non esisteva un ambito di agibilità della nozione per cui se ti piaceva una persona anziché quella con cui il caso o l'imposizione ti aveva destinato sarebbe stato legittimo perseguire come legittimo e pregiato un assetto fondato sulla libera scelta; oggi lo diamo per scontato; ma è il frutto dell'acquisizione di un'idea che prima non c'era, non era presente nell'immaginario delle persone;

ora, se è stato possibile un cambiamento così, e abbiamo inserito il romanticismo come elemento legittimo a fondamento esplicito della coppia e della famiglia, perché dovremmo uniformare il passato e il futuro ed escludere che le relazioni possano evolvere nella consapevolezza generale nel senso di ammettere in modo pacifico l'esistenza di una natura passionale e curiosa, la transitorietà, o semplicemente la complessità dei rapporti ?
tre secoli fa per molte persone era normale e ovvia la schiavitù; oggi no; nessuno si sentirebbe legittimato anche solo a pensare che un altro essere umano possa essere oggetto di proprietà o nella piena disponibilità di vita e morte di un altro, anche se per migliaia di anni ciò è avvenuto ;

beh, perché non dovrebbe essere possibile immaginare la stessa cosa per la coppia, l'esclusività sessuale o altro ? perché mai dovremmo poter immaginare una famiglia solo ed esclusivamente possibile nel modulo che cristallizza in eterno il mito dell'esclusività romantica, soprattutto nel momento in cui si deve prendere atto che c'è una sofferenza e un rifiuto generalizzato di quel modello ?