Citazione Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
Ovviamente non chiedo in riferimento all'ambito professionale. E' assodato che ad ogni mestiere corrisponde una certa formazione, fra scuola ed esperienza, ma penso piuttosto alla formazione della persona nella sua interezza.
Io comincerei con lo sfatare questo mito della laurea, che di solito affascina i non laureati ma anche alcuni laureati che per il solo fatto di avere un pezzo di carta si credono chissà chi. Riuscire a laurearsi, magari bene e in poco tempo, rivela semplicemente capacità di studio ed esposizione di concetti, ma non dà garanzia di saper affrontare il mondo del lavoro e neanche di aver immagazzinato o elaborato questi concetti nella memoria a lungo termine. Conosco gente laureata col 110 e lode che una settimana dopo aver dato un esame se l'era già dimenticato, e conosco gente laureata con poco che però sapeva dare filo da torcere ai professori universitari sul loro stesso terreno.
Detto questo, una laurea è certamente un bel biglietto da visita; ma nessuno può insegnarti l'umiltà, la consapevolezza e l'apertura mentale che derivano dalla necessità di dover imparare qualcosa di nuovo ogni giorno. Per quanto mi riguarda non sono uno che vende il culo per una poltrona, e sul lavoro mi faccio chiamare per nome. Due lauree non mi risolvono la vita, né mi danno più soldi, ma possono senz'altro servirmi ad affrontare nuovi problemi in modi che altri nemmeno considerano.

Citazione Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggio
il livello di studio aiuta anche a capire che bisogna informarsi, valutare voci diverse e soprattutto aiuta ad avere gli strumenti per poter capire le argomentazioni diverse e complesse.
Ecco, appunto.

[...]La “flat tax” riguarda invece l’Irpef, un’imposta la cui platea di contribuenti è per circa il 90% è costituita da lavoratori dipendenti e pensionati. Vale a dire, contribuenti che non possono evadere, visto che hanno le trattenute direttamente in busta paga. Quindi la “magia” dell’emersione del sommerso sarebbe comunque assolutamente marginale.
[...]L'unica certezza è che i ricchi vedrebbero precipitare le loro tasse, i poveri non avrebbero alcun vantaggio (se non una lieve estensione della "no tax area"), il ceto medio avrebbe benefici contenuti, a fronte di una sicura impennata delle spese per la sanità, la scuola, i trasporti pubblici. I più ricchi potrebbero pagarsi scuole e sanità di serie A; tutti gli altri precipiterebbero in un welfare precario e marginale.[...]
Resta il fatto che a conclusioni del genere potrebbe arrivare anche un bambino, se volesse.