@axe: anziché citare a sproposito mannheim dovresti convenire con me su un fatto: la società, che come dici sarebbe percorsa da fremiti di rivolta in ogni epoca, è in definitiva il prodotto degli uomini che in quella società vivono, dei loro problemi e delle loro debolezze. io mi permetto di riporre fede nel detto di un personaggio del gattopardo: cambiare tutto perché niente cambi. non è che la società muti il proprio assetto di rapporti sulla base delle rivoluzioni, delle contestazioni o quanto altro. la società muta unicamente il proprio ordine a livello di potere. ci sono forme di oppressione che si manifestano con i connotati del "socialismo" vittorioso e "reale", altre che fanno capo alla chiesa e ai suoi accoliti e ai suoi strumenti di controllo. altre ancora che hanno l'etichetta del liberalismo in opposizione al dirigismo ecc.

quando cono, giustamente, prende le posizioni che gli sono abituali anche riguardo al concetto di famiglia, esprime a mio avviso una esigenza di ordine, che probabilmente vorrebbe conforme a quello imposto per secoli dalla chiesa nel nostro sistema paese. ma dato che vive in uno stato laico con tutte le conseguenze del caso, non può pretendere che il matrimonio canonico coincida in tutto e per tutto con il "suo" concetto di matrimonio e di famiglia.
quando si parla di legalizzare i matrimoni gay, cono si dichiara contrario perché è legato a uno stereotipo di famiglia che era come la vorrebbe lui, ma lo era in un passato che, sebbene prossimo, non è più attuale.
in definitiva predica bene e razzola male. perché? perché a livello concettuale la sua idea di famiglia "regge". non altrettanto a livello "reale", non oggi meno che ieri.
la famiglia come la vede lui forse non è mai esistita. è esistita invece una embrionale cellula di un leviatano, come era lo stato di allora, all'interno della quale nella gran parte delle situazioni, l'autorità del padre, proiezione infinitesima della autorità statale, serviva a condensare in essa, con tutti gli eccessi del caso, un concetto di ordine e pace sociale che si fondava sulla repressione degli istinti violenti "nel fuori", cioè nell'ambito del lavoro, della politica, del sindacato, insomma all'esterno del nucleo familiare. non è la famiglia che addita cono ad essere sbagliata. è sbagliato - pur essendo il male minore - ciò che la famiglia diventa in forza della realizzazione concreta del suo concetto di famiglia.

@cono: ricordi l'esortazione di giovanni XXIII? date una carezza ai vostri figli e dite loro che questa carezza è del papa? ecco: si era negli anni sessanta, c'era la guerra fredda. ti sei mai chiesto il senso delle parole del papa buono? se persino il papa invitava le famiglie e soprattutto i padri ad essere meno rigidi e violenti, allora vuol dire che qualcosa nel tuo ideale di famiglia, non va...