no, perché il loro rapporto con lo stato muta radicalmente; se i partiti fossero "istituzionali" e non semplici associazioni, vi sarebbe una loro disciplina che ne stabilisce genus possibili sulla base di criteri pubblicistici; es.: un vaglio sui meccanismi di democrazia interna e selezione dei candidati; un partito come Forza Italia o come il M5S sarebbe difficilmente ammissibile ove l'ordinamento stabilisse la necessità di procedure democratiche, contendibilità della leadership, ecc... è una questione sostanziale;
i valori vanno discussi a parte, come fondamento di un ordinamento; non ti dovrebbe sfuggire che un conto è avvalersi di un beneficio come le agevolazioni fiscali, sulla base di una libera scelta, altro è pagare per la libertà di fare altro; nel primo caso lo stato non interviene con una censura morale sullo scapolo, ritenendo quella scelta di poco pregio; mentre nel secondo si attua una persecuzione;si. però credo che quel tipo di disciplinamento sociale abbia contribuito molto a rendere le persone avvezze a stipulare il vincolo. una tendenza che è chiara anche per quanto riguarda le agevolazioni fiscali a chi mettesse al mondo più di due figli. non guardare solo il lato negativo, ma anche quello positivo di un assetto valoriale più pervasivo dell'odierno ma al tempo stesso più fattivo.
oltre ad essere un'idea indesiderabile nell'attuale sistema di valori, la cosa sarebbe anche impraticabile; chi e come dovrebbe o potrebbe controllare la vita famigliare in positum ? vuoi mettere un commissario politico in ogni casa, h24, che ficca il naso e mette il dito tra moglie e marito ?allora credo chela legge non dovrebbe arrestarsi alla superficie del matrimonio rendendolo libero e facendone oggetto di tutela. dovrebbe anche disciplinare il suo concreto funzionamento, senza lasciarlo all'arbitrio perché tanto la magistratura non viene attivata se non quando ci scappa il morto...
perché mai ? anche gli obblighi del matrimonio civile implicano un prospetto valoriale;si. però quello quello che a mio avviso conta nel matrimonio canonico è l'aspetto "valoriale" che manca nel matrimonio civile.
libero di pensarla così, ma - ancora - per argomentare in questo senso dovresti mettere in discussione i principi fondamentali, per i quali un'ideologia religiosa non ha un suo pregio morale particolare a fronte di una morale laica;se mi sposo canonicamente è perché il parroco ha constatato che il mio concetto e la mia vocazione al matrimonio sono sinceri. insomma la chiesa concepisce il matrimonio come una "missione". non credo che gli sposati civilmente abbiano questo tipo di valori, e non sono preoccupato per i coniugi "civili" ma per la loro eventuale prole, che mi pare sia la parte debole e priva di tutela dell'intera situazione.
perché la legge che lo consente è conforme ai principi fondamentali di libertà , gerarchicamente prevalenti, tutto qui;mah. non mi risulta che le norme della costituzione prevedano il divorzio. tuttavia è singolare constatare che nessun giudice, al giorno d'oggi come in passato, abbia in alcun modo denunciato alla corte costituzionale la legge che lo prevede. perché? non lo so. dimmelo tu...
no, a caporetto - ottobre 1917 - fummo duramente sconfitti e l'esercito si disperse; fummo a rischio di invasione fino a Milano, per colpa dell'ignobile Cadorna, che sottovalutò la presenza tedesca e non diede disposizioni per prepararsi al tentativo di sfondamento;si. mi pare però che quei 600.000 non siano morti invano. a caporetto se non sbaglio vincemmo,
Rommel era un capitano dell'esercito tedesco; i tedeschi vennero in aiuto degli austriaci, piuttosto sfiancati; dopo lo sfondamento, ci fu il cambio di guida, con Diaz, e la resistenza sul Piave; ti consiglio:quindi a loro modo quei lutti furono vendicati. mi risulta però che rommel all'epoca combattesse per l'austria e non per la germania. ci sarebbe voluto un hitler per unire i due popoli...questa ovviamente è storia...







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