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Discussione: Dualismo onda-particella, o entanglement dell'osservatore?

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  1. #11
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Citazione Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    In poche parole, ecco la castroneria: chi lo ha detto che le particelle non siano parte di onde e le onde non siano un insieme di particelle?
    Perché separarle?
    Il problema è la massa.
    Le chiamiamo "particelle" proprio perchè hanno una "massa"...cioè occupano un punto ben delimitato e sono localizzate in un punto preciso dello spazio tempo. Come se fossero delle piccole palle da biliardo.
    Se le onde fossero un insieme di particelle (cioè composte da tante piccole palle da biliardo) vedremmo sulla parete di fondo due bande (nell'esperimento della doppia fenditura). Ma non è così.

    Il problema è proprio questo: le onde non hanno massa e non sono localizzabili in un punto preciso dello spazio tempo. Cioè le onde hanno una natura "immateriale".
    Le particelle, invece, si dicono "particelle" proprio perchè hanno una massa (cioè sono "materia") e quindi occupano un punto ben delimitato e sono localizzabili in un punto preciso dello spazio tempo.

    Torniamo all'atomo.
    Non è vero che l'atomo è fatto di protoni, neutroni ed elettroni.
    L'atomo è fatto di "protoni immateriali", "neutroni immateriali" ed "elettroni immateriali".
    Perchè diciamo "immateriali"?
    Perchè nella loro forma di "onda", protoni, neutroni ed elettroni sono potenzialmente ovunque nell'atomo in forma "immateriale" (cioè di onda).
    E' solo al momento della "osservazione" o "misurazione" che "collassa la funzione d'onda delle particelle" ed esse acquistano una forma corpuscolare e le troviamo con una loro massa in un punto preciso dello spazio tempo, cioè diventano ciò che noi chiamiamo "materia".

    Inoltre va aggiunto che non c'è solo il dualismo onda-particella (che sono due "nature" diverse...o due "modi di essere" diversi...ma che comunque sono nel campo del "reale" cioè nel campo dell'osservabile e del misurabile).
    Esiste anche il dualismo nulla-reale.
    E' il concetto di "fluttuazione quantistica".
    Esiste il "vuoto quantistico" (non osservabile e non misurabile) dal quale "emergono" particelle di materia e antimateria (elettroni e positroni) che entrano nel "reale". E poi annichiliscono e ritornano nel "vuoto quantistico". Emergono dal "nulla" ed entrano nel "reale"...e poi annichiliscono e ritornano nel "nulla"....cioè "spariscono".

    Che cos'è il "nulla" o "vuoto quantistico"? Di che natura o sostanza è fatto? Come può, una particella, emergere dal nulla e poi tornare nel nulla? Come può una particella "esistere come elemento potenziale di realtà" e poi "diventare reale"?
    Nel nulla o vuoto quantistico (non osservabile e non misurabile), le particelle esistono solo in una forma "potenziale" e di pura "astrazione".
    Il vuoto quantistico è un "luogo" in cui non esiste "reale" e dove non esistono nè lo spazio, nè il tempo. E noi (come corpi) siamo "avvolti" da questo nulla ed "emergiamo" da questo nulla a-spaziale (in cui non esiste il concetto di spazio) e a-temporale (in cui non esiste il concetto di tempo)
    Ultima modifica di xmanx; 11-10-2019 alle 12:49
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

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