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In un precedente post ho domandato se la crisi della civiltà occidentale è quantificabile o misurabile e chi sono i giudici.
AxeUgene ha evidenziato che il metodo da seguire per misurare tale crisi è anzitutto è la scelta dei valori da esaminare perché considerati “valori di riferimento di una società”, scegliendoli negli ordinamenti e nelle leggi.
Però axe ho un dubbio. Sbaglio se penso che i valori della società non devono necessariamente coincidere con le leggi ? La coincidenza avviene nello Stato etico, non in quello liberale.
Nello Stato etico è l’istituzione statale il fine ultimo a cui devono tendere le azioni dei singoli individui per la realizzazione del bene comune.
Secondo il filosofo tedesco Fredrich Hegel lo Stato è l’espressione più elevata di eticità, è fonte di libertà e norma etica per il singolo. La condotta dello Stato, quindi, non può essere oggetto di valutazioni morali da parte dell'individuo: lo Stato si pone fine supremo e arbitro assoluto del bene e del male.
La teoria dello "Stato etico" è in antitesi con lo Stato assoluto e con la teoria liberale dello Stato di diritto, che assicura la salvaguardia e il rispetto dei diritti e delle libertà dell'individuo, insieme con la garanzia dello stato sociale.
Quello liberale è una forma di Stato che tutela la libertà e i diritti inviolabili dei cittadini.
@xmanx: mi piace la tua disamina degli effetti della globalizzazione sulla povertà !
Cono che ne pensi se apro un topic dedicato al pudore considerato come valore ? Mi sembra un buon esempio per esaminarlo e capire meglio se nel nostro tempo è diventato un disvalore o ha subìto un’evoluzione positiva.
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