Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
se tu asserisci che, una volta ricevuta la predicazione, chiunque dovrebbe credere, e se ciò non avviene è per propria responsabilità, non si capisce perché chiamarla fede, la quale - per definizione - è esattamente il credere a qualcosa di estremamente improbabile, non credibile, assurdo, per dirla con Tertulliano; non è certo fede credere a qualcosa di ragionevole;
Ti do due definizioni di fede. Nella "Treccani":

Credenza piena e fiduciosa che procede da intima convinzione o si fonda sull’autorità altrui più che su prove positive.

Su Wiki:

La fede è definibile come l'adesione a un messaggio o un annuncio fondata sull'accettazione di una dimensione del trascendente che riguarda l'invisibile, la quale dimensione non risulta cioè immediatamente evidente (immanente), ma viene quindi accolta come vera nonostante non sia riferita né alla realtà evidente né a quella virtuale. La fede consiste pertanto nel «ritenere possibile» quel che non può essere mai assoggettato al metodo scientifico dell'esperimentato come dimostrazione di una ipotesi.

In queste definizioni non si parla di credere in qualcosa di "assurdo" e di "irragionevole", bensì di credere in qualcosa che non può essere dimostrato scientificamente.
Però ci sono testimonianze scritte di risurrezione di morti, sia nel vecchio che nel nuovo Testamento.
Ci sono testimonianze scritte di miracoli. Anche oggi, frequentando qualche setta religiosa, si può assistere a miracoli. Io stesso, come già scritto, ho assistito a qualche miracolo.
Molti, però, vogliono negare queste testimonianze come false. E' una scelta quella di non credere a testimonianze. E' una scelta quella di pensare che l'origine dell'infinità varietà vivente e inanimata della Terra sia frutto del caso. E' ragionevole pensare come Vega? Io dico di no. E' molto più ragionevole vedere un substrato intelligente in tutta quella varietà.
La tua pregiudiziale sulla fede cade subito, è un castello di carte.