fai attenzione, perché qui si implica la passività dell'oggetto "mandato";
non si tratta dell'invito ad accogliere che citi sempre; mandare è un ordine; altrimenti sarebbe scritto "invita";
se, come dici, l'iniziativa è sempre Sua, quello è il discrimine che non lascia spazio al libero arbitrio, poiché - logicamente - se Dio non prende quell'iniziativa di mandare, assolutamente discrezionale, niente può l'uomo per salvarsi;
se lo potesse, vorrebbe dire che lo stesso arbitrio di Dio - indefinitiva, la stessa libertà divina - sarebbe menomata e insignificante, poiché quel suo mandare imperativo, convertire, risulterebbe fungibile dalla volontà umana, che si pone alla pari con quella divina, se non al di sopra, visto che la stessa decisione divina di non mandare sarebbe aggirabile motu proprio dall'uomo, che va di sua sponte, accoglie, come dici tu;
bada, ti sto solo riportando il contenuto di un dibattito secolare, per come è stato argomentato;
qui il punto è che viene contestata l'interpretazione del mandato in re sua, che è un argomento forte; se tu avessi una causa col tuo datore di lavoro difficilmente accetteresti che lui sia anche il giudice, no ?E che il dibattito e la circolazione delle idee è in realtà la vera forza della Chiesa. Anche quando costa divisioni e scismi. Lo sapeva Gesù Cristo stesso, che sarebbe andata così.
"Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio!»
le altre chiese rivendicano la loro fedeltà al Vangelo quanto quella cattolica e non è che l'autoinvestitura della Chiesa a depositaria della dottrina autentica sia un argomento forte; l'effetto è analogo a quello della regina d'Inghilterra che rivendichi la sovranità sugli Stati Uniti e sui relativi cittadini.







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