Cono, smettila di fare il gioco delle tre carte con questi soggetti; non sei abile, non ti rivolgi a bambini privi di esperienza e finisci col ridicolizzare tutto quello che sostieni;
il peccato, se vuoi, esiste; ma il peccatore lo avverte come tale, appunto, si nasconde;
ma quando tu cerchi di sostenere un'ideologia dell'obbedienza a precetti che ti vengono contestati apertamente come ingiusti ed insensati, privi di autentico senso morale - le brave persone ti dicono: non sono d'accordo - la tua predica si declassa a presa di partito, opportunistica, per i motivi più disparati;
vai avanti e indietro tra una concezione moderna, appiccicata con lo sputo, di parole come amore, pietà, libertà, ecc... e la forma mentis tradizionale, da pretino di campagna degli anni '50, con l'implicita minaccia del trasgressore che è strutturalmente incistata nella tua narrazione;
non comunichi nessuna Verità morale, ma solo una tua personale angoscia di fronte alla libertà di coscienza altrui, che si percepisce come motivata dai tuoi stessi dubbi;
se ha un qualsiasi senso credere in un dio, tra i tanti disponibili sugli scaffali del supermercato, quel senso può essere solo nella sensibilità diffusa, nel sentimento di giustizia dei molti, di quella maggioranza che è patetico snobbare;
a meno che il tuo fine non sia quello di cercare il tuo personale conforto nell'idea di far parte di una setta di eletti e probi, che è pure legittimo, se ti fa piacere; ma l'impressione, dietro citazioni poetiche, è miserella; nessuno ti odia; non sei un cavaliere crociato, ma uno al quale le brave persone - non gli adami che si nascondono per la vergogna - dicono: non sono d'accordo.







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