Ma chi sono gli attori di questa situazione?
Aldilà delle previsioni che sono incerte e discutibili, guardando intorno possiamo identificare i tipi di persone che stanno impedendo una qualsiasi reazione popolare di fronte alla sospensione dell'informazione, della libertà di riunione, di fronte all'articolo postato che mette in evidenza le deformazioni statistiche a cui assistiamo senza che nessuno voglia agire? Proviamo a vederci intorno per capire.
Il primo tipo è la persona spaventata, con poco senso critico o una formazione mentale troppo rigida, che urla come un passivo megafono di stare a casa, che per molti è il coronamento di una vita passata a evitare libertà e felicità , perché esse comportano scelte e responsabilità .
La zona di comfort di ognuno prevede sempre un problema e una soluzione. Quando messi in dubbio, la difesa istintiva è altrettanto aggressiva.
A chi prende un ansiolitico per una situazione che esagera nella propria testa, perché si ha bisogno di un problema sempre, vedersi mettere in discussione il motivo, non per screditarlo ma anche solo per ridimensionarlo, comporta una chiusura a riccio al pari di nascondergli la boccetta di valium. La chiusura in casa psicologicamente dà il lasciapassare per dimenticare il resto, soffrire per un motivo percepito come comune e quindi reale in ogni interpretazione per quanto aggravata.
Se qualcuno ricorda, c'era un' utentessa molto impegnata politicamente per i diritti LGBT un tempo.
Qualora le si fosse fatto notare, non già che i diritti gay non dovrebbero essere tutelati anzi senza mai negarlo, ma solo che ne esagerava la portata, l'accusa era di essere contro i gay. In realtà era contro una battaglia in cui stava nella zona di comfort, dove dire che il problema non era così grave metteva a repentaglio il suo ego. E' solo un esempio condiviso per chi ricorda.
Tali persone stanno cercando di fare un valore dello stare in casa, cercando di di costruire un angolo stile Hollie Hobbie, esaltando la purezza, il bianco, arredando la cella e reinventando in chiave positiva gli aspetti dello stare a casa. Queste persone tendono sempre a negare indignati il numero dei morti di fronte a chi lo vuole ridimensionare. Certo, nella zona brescia bergamo eccetera stanno succedendo cose strane, ma per chi legge l'articolo del sole24ore, questi dati sono falsati perché ad un numero certo di morti, si contrappone un denominatore di infettati criticato da ogni parte. Su facebook ho letto recentemente questo:
Questo è tipico. Ogni ridimensionamento statistico viene contrapposto a impressioni personali o numeri forniti dalla tv popolare, invece che dall'OMS o da altri siti tecnici. Da deteriori articoli di giornale, stampa, messaggero, che ricordiamoci nella versione web, hanno collezioni di video da Eva3000 per pruriginosi mediocri, e da impressioni personali. Ne hanno visti di più, perché ne hanno visti tanti!
Chiaro che in nord Italia nelle zone più colpite, tanta pervasività dovrà essere spiegata alla luce di un semplice confronto con una fonte che nessuno tra barbara d'Urso, Mentana, Salvini e il resto della soap opera, dovranno essere spiegati con siti seri e fonti dirette, questa per esempio
https://gisanddata.maps.arcgis.com/a...23467b48e9ecf6.
che chi si mette i guanti e poi si tocca senza chiedersi perché i guanti, non ha mai letto.
Persone che vivendo in famiglia, spingono i familiari ancora lucidi a smessaggiarsi di nascosto su altri canali, whatsapp e messenger, preoccupazioni del tutto differenti, per non discutere. Già è dura così.
Ma se un'idea è inizialmente sfigata, i risvolti che ci sono fanno sì che chi vede il coniuge invitare tutti a stare a casa dalla finestra stia acquisendo coscienza, anche grazie a articoli che finalmente escono anche su fonti ufficiali, ed è una pentola a pressione che non durerà molto senza scoppiare.
Queste persone tendono a far passare agli altri il messaggio che devono stare sani, anzi che li vedono tristi e malatini, per far vivere a tutti questa zona di comfort che non è disfunzionale per essi stessi, ma per tutti, perché frenano ogni possibile reazione di responsabilità dal basso con annessa pretesa di sapere e mettere in discussione tutto il resto.
Sono come tante madri affette da sindrome di Münchausen per procura, devono alimentare questo unico problema con un'unica soluzione possibile detta da qualcun altro. Il paradiso.
Poi ci sono i complottisti, che non sono quelli che si fanno domande sulle cause di 30.000 soldati americani in europa, non quelli che pensano che i complotti esistano e invitano a informarsi. I complotti sono sempre esistiti.
Sono quelli che pretendono di spiegarti la genesi di tutti i complotti, in modo talmente ridicolo e onnicomprensivo, che il resto delle persone si disaffezionano alla libera ricerca di informazioni, ritengono le informazioni trovate su internet "cazzate" a prescindere, solo perchè setacciare il mare di melma di cui i primi sono responsabili è stressante, oltre che responsabilizzante, e quindi poi dicono anche loro "viva il grande fratello, i complottisti ci hanno stancato". Questi sono gli anticomplottisti per mestiere, per cui Giulio Cesare è morto di vecchiaia e la crisi dei Subprime non è mai avvenuta.
Poi ci sono i cercatori di fortuna, che spacciano per obiettività un senso democristiano di dare un colpo al cerchio e uno alla botte senza mai sbilanciarsi in affermazione estreme, anche e soprattutto in momenti estremi dove c'è bisogno di polso, che a volte è vero scade nel populismo, ma tengono di fatto indietro la coscienza delle persone in questo gioco perverso basato sul proprio narcisismo, sapendo di non essere esperti, altrimenti parlerebberero con loro presunti pari e in ben altri palchi, cercando con un modo di avere un'immagine positiva personale rassicurante. Peccato che rassicurare le persone in periodi di pericolo significa aiutare la definitiva perdita della speranza, solo per far sentire i primi migliori, spesso per ragioni personali. E questi in fondo sono più coscienti degli altri di cosa fanno. Paventando le conseguenze dell'ignoranza, di fatto incitano gli altri a non muoversi.
Infine, una grande maggioranza che si sta svegliando di fronte alla schizofrenia dell'informazione presente senza contraddittori, ma che non deve litigare con parenti e familiari, perché non vale la pena.
Non vale la pena?
Sono certo che non valga la pena di riprendersi vita e democrazia indietro per non litigare col vicino, certo come no.
Non fa una piega. Vivendo in parziale negazione anche loro, capiscono che o la gente si muove in massa, o se si muovono solo alcuni c'è un macello che poi toglierà anche gli ultimi giochini permessi a tutti, ma comunque se succederà si darà italianamente colpa a chi è andato a protestare.
Dicono che sta arrivando un'estate rovente. La gente sbarellava già gli anni scorsi. Alla fine nessuno, nemmeno le persone di buona volontà che prendono coscienza e che sarebbero andati a manifestare rischiando per il futuro di tutti, saranno troppo stanchi.
Bella commedia degli errori... letali.








Rispondi Citando