
Originariamente Scritto da
Turbociclo
Per me non esiste l'idea di "peccato" come colpa da espiare, di cui pentirsi e confessarsi con un rappresentante di dio (?) che magari ne ha commessi più di te. Esistono comportamenti che fanno del male a se stessi e agli altri, errori che tutti commettiamo, dai quali bisogna apprendere per la propria evoluzione. In tutto questo non c'entra nulla la professione di fede che uno può avere o non avere, ma il comportamento NEI FATTI, per cui un ateo può benissimo essere più altruista, generoso e caritatevole rispetto a qualcuno che si professa credente per poi farsi gli affari propri alla grande. Di questo abbiamo innumerevoli esempi. E poi che vuol dire "nessuno è innocente agli occhi di Dio?". Ritorna la vecchia tiritera del cosiddetto "peccato originale" per cui già appena nati siamo "colpevoli" di chissà che cosa? Ma che siamo ancora al medioevo? Ma la stessa chiesa afferma ancora queste caxxate? Ma non è ora di farla finita?