e quale sarebbe il "senso profondo" da dare alla vita per renderla "accettabile", al punto tale da desiderare che la vivano anche altri, cioè gli ipotetici figli?
capisco che la condizione del padre è un obbligo sociale, che viene imposto a gente che della vita mi pare abbia capito "abbastanza" poco. scusa se te lo dico ma io penso di essere "migliore", di te o di altri che hanno figli, proprio in grazia del fatto che non ne ho, dico figli. penso però che a modo suo ogni buon cristiano abbia una "croce" da portare. questo mi pare valga per tutti. ad esempio la "mia" è lo studio, continuato, senza orari, per ora. dopo ci sarà il lavoro, non che cambi molto. ma poi se anche il buon jeshua concepiva la vita come un "dovere" e anche se posso come un sacrificio, perché mi domando, condannare al sacrficio anche chi non vorrebbe essere mai nato?
ti ripeto che col culo degli altri sono tutti *****. il dottor de rita è sposato, ha figli? io non credo, ma non vuol dire da parte sua "incoerenza" tra ciò che fa e ciò che dice. c'è semplicemente un suo modo di vedere la situazione di altri che magari se incentivati alla genitorialità potrebbero farne una ragione di vita. ecco, le analisi dei sociologi o che dir si voglia servono a questo. e ti dico anche se mi permetti che il matrimonio è un atto di carità, sia nei confronti di chi sceglie di sposarsi, sia nei confronti dei nuovi "nati". e abbi pazienza.
sull'ultima osservazione potrei essere più che d'accordo. al mondo esistono tanti peter pan. il problema sarebbe capire se il peter pan in questione è più peter o più pan(e). e allora mi viene in soccorso la dottrina sociale cattolica, sulla quale ho sostenuto anche un esame, e mi viene anche da ringraziare chi quotidianamente, e senza nulla chiedere in cambio, si adopera per trasformare il pan di peter in un padre o in una madre.
caro cono. i social servono non a ridurre i rapporti umani ma a incentivarli. se vuoi parto dall'abc. "insieme" non si sta mai "bene" e parlo di rapporti tra estranei. e questo perché se io la penso in un modo e tu in un altro, allora non possiamo trovare un punto d'accordo condiviso per stare come tu dici "bene insieme". la famiglia serve a ridurre innanzitutto la "solitudine", la quale fa parte della condizione umana. in secondo luogo a dare ai pargoli un ordine, morale, intellettuale, dei criteri di giudizio per affrontare dignitosamente la "vita". c'è chi ha questo tipo di inclinazione e chi non ce l'ha. c'è chi ha il bisogno, per sentirsi utile a sé stesso e anche agli altri, di studiare diritto, e c'è chi per essere utile a sé stesso e agli altri, contrae matrimonio. la differenza quantitativa tra le due categorie mi pare non conti molto e mi pare anche di capire che in un confronto statistico tra "laureati" senza figli o moglie e dall'altra parte coppie sposate con bambini la "proporzione" sia sempre "quella". ti posso chiedere di postare qualche dato numerico su quella che tu chiami "denatalità" in rapporto ai non "sposati"?
cono. tu puoi scegliere di valutare come ti pare l'attuale modello sociale, virus compreso, ma se pensi di tornare ai tempi in cui si mangiava in dodici nella stessa famiglia perché non c'era una economia abbastanza sviluppata da consentire, sia a livello abitativo, sia a livello lavorativo, una migliore distribuzione delle risorse, beh allora coi figli arrìva a "dodici", però senza "usare" quella ricchezza, cioè i figli, in maniera "latamente" utilitaristica, e poi ti rendi conto che si ritorna al primo novecento quanto meno. con tutto ciò che in termini di libertà, benessere, quieto vivere, e magari anche qualche soldino, la scelta opposta alla tua, può comportare o non comportare se si adotta il tuo modello, che mi verrebbe da definire "medievale", se non altro.
si. soprattutto le straniere "infibulate". ma dico io, se anche le donne africane di "buona estrazione", cioè quelle infibulate i figli anziché farli preferiscono "acquistarli", nei modi più diversi ma sempre entro la "legalità", allora mi spieghi perché le "nostre" donne dovrebbero procreare come neanche ai tempi dei borbone in sicilia?
cono. i giornali d'opinione sono "tanti". e ognuno dice la sua. i giornali d'opinione non sono il papa, il quale mi pare al momento molto impegnato nel comunicare un unico messaggio: cioè che la società è talmente ricca da fregarsene della religione. il fatto che in tante foto che girano in rete, il papa venga ritratto con il libro "di pregio" tra le mani, che sta a significare il suo personale "j'accuse" alla condotta di vita dello stato confinante con il suo, cioè l'Italia, la dice lunga su quanto la Chiesa al momento, abbia poco da dire o fare, perché anche la chiesa ha in definitiva "esaurito" il proprio ruolo "storico", che in sostanza è sempre consistito nel tamponare le periodiche "eventualità" di guerre tra "poveri", attraverso l'arricchimento di questi ultimi soprattutto a livello "morale". in questo senso c'entra "anche la famiglia", intesa come istituzione di pacificazione e moralizzazione sociale.








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