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Non ci intendiamo, se il Padre si è manifestato al massimo livello nel Figlio, cioè nella caducità, vuol dire che aveva le sue buone ragioni, ma il massimo che noi possiamo avere dalla rivelazione della carne, il Figlio appunto, è per comprendere la caducità del mondo nell'immensa fermezza dello spirito che non si trasforma come la carne, ma è sempre stato, è, e sarà sempre; niente di materiale sottintende questo concetto.
E' impossibile comprendere il problema del male se non si tiene conto di un dato biblico fondamentale. Secondo il disegno di Dio, la vita umana si svolge in due tappe: una è terrena e l'altra ultraterrena.
Quella che noi chiamiamo morte è la linea che segna la frontiera tra queste due tappe. Al momento della morte, non ricadiamo nel nulla, ma entriamo nella vita eterna. La morte non segnala un termine, ma un nuovo inizio. E' ciò che insegna il libro della Sapienza (3,14 ) verso la metà del I secolo a.C.:
" Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero, la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità ".
In questo senso la morte non è più che un'apparenza ( parve che morissero ) poiché la vita continua dopo la morte.
E' anche ciò che ci insegna il Cristo: alla fine di questa vita terrena, entriamo nella vera vita ( Matteo 18,8-9; Marco 9,43.45 ), o come dice il Cristo giovanneo: " Chi crede [....] passa dalla morte alla vita ( Giovanni 5,24 ).
Anche per Paolo allorché abbandoniamo i nostri corpi andiamo ad abitare presso il Signore ( 2 Corinzi 5,6-8 ).
Il Cristo ci ha mostrato il cammino: egli sa che è giunta per lui l'ora di passare da questo mondo al Padre ( Giovanni 13,1 ).
Qual'è questo mondo misterioso in cui noi entriamo? E' inutile immaginare un qualsiasi luogo situato da qualche parte. Come attualmente si riconosce il "cielo" non è un luogo ma uno stato. La nostra condizione non è più condizionata dalle necessità della materia, essa assume una nuova dimensione : immateriale, puramente spirituale.
Cessiamo di essere uno spirito immerso nella materia e diventiamo uno spirito affrancato da ogni costrizione materiale, come Paolo scrive in 1 Corinzi 15,42-44.
Questo nuovo mondo soppianta l'antico, è Dio stesso che è in noi e nel quale noi siamo. In questo nuovo mondo ogni sofferenza è abolita, perfino la morte.
Ultima modifica di crepuscolo; 22-01-2021 alle 11:53
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