vabbè, ma non ti puoi mettere sullo stesso piano dell'idea di Cono;
lui rimuove del tutto la circostanza che un essere umano è un individuo, cioè quella circostanza che lo angoscia, come per quella primaria del bambino piccolissimo, ancora incapace di specificarsi rispetto al mondo che lo allatta e da cui dipende totalmente;
quando descrive quella che per lui è la realtà, fa come il bambino di due anni che per nascondersi si mette le manine davanti agli occhi, scambiando il suo desiderio imperioso per la realtà oggettiva;
il che, potrebbe anche far tenerezza; non fosse che questa specie di idealizzazione si appoggia su equilibri di quel "noi" ben tristi, sperequati; e che alla riprova dei fatti vedono quasi sempre le stesse vittime e gli stessi carnefici, più o meno consapevoli e partecipi di quell'iniquità;
tutti, nessuno escluso, siamo comunque zavorrati da grandi insicurezze e bisogni egoistici; se li rimuoviamo, non facciamo altro che mettere sotto il tappeto cose che usciranno fuori prima o poi;
posto che è impossibile "garantire" una coppia, se proprio si volesse perseguire questo come obiettivo sociale, la sola strategia sensata sarebbe abituare le persone giovani ad affrontare i traumi identitari associati alle vicissitudini di coppia e a decostruire in parte l'ingannevole immaginario romantico:
è necessario proprio quello che Cono aborrisce, e cioè che a 20, 25 anni si abbia una discreta esperienza di coppia e l'autorizzazione morale al proprio desiderio; questa è una condizione essenziale, non dico per non dipendere e strumentalizzare l'altro - impossibile - ma almeno per avere un check che accende le spie, frappone un minimo - un minimo - di distanza tra sé e le circostanze;
solo con quel disincanto e il superamento di troppe urgenze si riesce a vedere lucidamente se stessi e l'altro e a provare quella necessaria pietà e amore per i difetti, consapevolezza di poterci convivere; ci vorranno decenni, diversi, se va bene;
troppo spesso, invece, si prende il primo che passa e si presta, per poi scoprire che quello ha fatto altrettanto, ma ad un certo punto le carte si scoprono, il piatto piange, partono le recriminazioni e tutto va a rotoli;
pensare la coppia e la famiglia in modo tradizionale è come lasciar guidare a neopatentati SUV e auto sportive che vanno a 220 kmh su autostrade dell'ampiezza e tracciato di quelle anni '60, tarate sulla Fiat 1100; semplicemente un'idiozia.







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