Premesse:
1) ho capito che il vaccino è come un ombrello con qualche buco, ti protegge al 70/80/90% dipende, ma l'alternativa è stare senza riparo sotto una pioggia torrenziale
2) è vero che ci si può contagiare, e contagiare gli altri, anche da vaccinati, ma i numeri ufficiali ci dicono che il rischio si abbassa notevolmente
3) sicuramente ci sono effetti avversi col vaccino, alcuni purtroppo letali, però non puoi credere alla favoletta dei 3783 morti per covid, se hai un QI superiore a 25
4) è vero che i vaccini hanno una durata limitata, ancora da valutare in pieno, però al momento, e in attesa di cure certe che tutti ci auguriamo arrivino presto, sono l'unica arma che abbiamo per contenere il virus e non intasare gli ospedali
5) è lapalissiano che seguire assiduamente un malato a casa, fin dove è possibile, è meglio che lasciarlo lì a s-cioppare (per milanesi e dintorni), ma la letalità del virus è (stata, prima dei vaccini) alta qui da noi come in Francia, Germania, Belgio, Spagna ecc... e se esistessero terapie domiciliari sicure le utilizzerebbero
6) non ho alcuna simpatia per una situazione in cui ci vuole un certificato digitale per lavorare, e spero che duri il meno possibile con la collaborazione di tutti
7) capisco il timore di iniettarsi un vaccino, nemmeno io sono andata a cuor leggero. Però non faccio l'eoica: l'ho fatto principalmente per me, poi per i miei familiari, poi per dare un contributo alla soluzione di questa sciagura
Dopo avergli fatto queste premesse, ho chiesto a un novax:
"Quale sarebbe invece la vostra strategia, cosa suggerite voialtri per superare la pandemia o contenerla in attesa di tempi migliori, evitando di ritrovarci in situazioni come quelle che stanno vivendo in Romania e negli altri Paesi in cui il tasso di vaccinazione è molto basso? Spiegami, perché ancora non l'ho capito".
Sono stata un'ora in attesa di una risposta, poi me ne sono andata.






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