oddio, non è proprio così:
metà dei credenti cristiani - i protestanti - non crede al libero arbitrio; e sono molto credenti, non atei;
la Chiesa dell'altra metà, i cattolici - in effetti "confessa" esplicitamente il connesso "mistero" dell'origine del male, dichiarando la propria incapacità di spiegare, implicitamente ammettendo che hanno ragione gli altri, dei quali va a rimorchio da secoli;
il punto è che per un millennio, quelli hanno stabilito prerogative divine, non rendendosi bene conto che stavano creando un sistema logicamente non sostenibile; per risolvere alla radice i problemi e non buttare nel cesso tutto, Lutero, al seguito degli scritti di Paolo e Agostino, ha desunto che è tutto scritto, e che le persone possono comportarsi bene nella speranza di essere predestinati tra i buoni, e non nell'aspettativa di essere remunerati come tali; cioè, non possono atteggiarsi in modo negoziale con Dio; né giudicare gli altri presumendo di sapere e dichiarare chi si salva e chi no; questo toglie potere ai preti, e non piace a molti, che usano la dottrina come una clava;
col paradosso che nelle culture della predestinazione effettivamente la libertà è esaltata; mentre in quelle del libero arbitrio, questo è inteso strumentalmente, come libertà di obbedire; ai preti;
gli atei non c'entrano nulla con tutto il discorso.







Rispondi Citando