come tutto, se una tecnologia in prospettiva non presenta problemi eccessivi di gestione ed economia, il dibattito lo mostra presto, in termini di obiezioni;
posto che si tratta di investimenti che richiedono molto tempo per ripagarsi - ma poco per chi prende i soldi per lavorarci - oltre al "rischio" vero e proprio, vanno valutate attentamente le economie e le disponibilità in termini dinamici;
per dire, la contabilità energetica del nucleare francese è del tutto falsata dagli ingenti sussidi statali;
ancora: se in tutta l'UE si ritornasse al nucleare, avremmo un'incremento nella domanda di materiale fissile in barre, attualmente russe, proprio come il gas; pure il nucleare - ammesso che sia sicuro - gira che ti rigira richiede analoghe politiche di potenza e accaparramento di materie prime e organizzazione centralizzata di tecnologie produttive;
qui continuiamo a ragionare di "Italia", "Francia", "Germania" su questioni di scala economica e politica che andrebbero affrontate da superpotenza continentale; perché poi si fa un piano per il nucleare "pulito", si investono migliaia di miliardi e poi una guerra in Africa che non si è attrezzati ad affrontare fa mancare il materiale fissile, o una crisi in Estremo-oriente dei componenti essenziali, e siamo al punto di partenza;
per non parlare delle ipotesi per cui potresti avere centrali UE in Romania o Lituania, e il Putin di passaggio te le bombarda, perché gli gira così, e si ricomincia con la "pace"...
non sono contrario al nucleare in via di principio;
però, se devo pensarlo in un territorio nazionale sismico all'80% - mi pare che in relativa sicurezza oramai si possa dire solo il triangolo MI-TO-GE - e in un paese in cui crollano i ponti nelle grandi città, le mafie organizzano sabotaggi allo smaltimento corretto di rifiuti - gli incendi di Roma, dopo che un controllo ha fatto "guarire" misteriosamente 300 addetti AMA in malattia- preferirei che il tutto fosse gestito in modo razionalmente europeo, nel senso proprio sovrano delle regole, delle autorità e della gestione diretta e distribuzione condivisa;
finché abbiamo gente miope e poco avvertita che continua a ragionare in modo piccino di "Italia", come se la gente che abita a Nizza o ad Augsburg fosse "straniera", si va poco lontano...






- preferirei che il tutto fosse gestito in modo razionalmente europeo, nel senso proprio sovrano delle regole, delle autorità e della gestione diretta e distribuzione condivisa;
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