Citazione Originariamente Scritto da Barrett Visualizza Messaggio
“Blonde” (2022) di Andrew Dominik
Biografia di Marylin Monroe secondo la prospettiva dell’attrice e quindi con le ossessioni e i fantasmi che la perseguiteranno per tutta la vita a partire dal dramma familiare per non aver conosciuto il padre e con la madre finita ben presto in un ospedale psichiatrico alcolizzata. Poi i suoi amori, l’odio per Hollywood e del suo mondo, salvo continuare la carriera che la renderanno schiava del suo personaggio e la porteranno al tracollo. Presentato in concorso a Venezia il film, che si avvale a livello cromatico sia del colore che del b/n, non appare del tutto convincente soprattutto per i motivi enunciati all’inizio, cioè che il punto di vista di Marylin risulta eccessivo come la sua vita, ma anche per il solito vizio di molte biografie di non limitarsi a raccontare uno spaccato di vita, come ad esempio ha fatto Larrain nei recenti “Jackie” e “Spencer”, ma di prolungarsi oltremodo lungo tutta la vita del personaggio. Non mancano comunque lati positivi, in generale la tecnica di ripresa/montaggio/fotografia (malgrado la ridondanza di alcune sequenze), e in particolare uno dei primi casting o l’incontro con Joe Di Maggio e successivamente con Arthur Miller di cui Marylin dovrà interpretare un suo personaggio.

Blonde **
Una biografia di Marilyn Monroe, lunghissima, che ho parzialmente visto, ma dopo mezz’ora mi sono stancata. Mi è parso un film horror, orribile. Anche tu gli ha dato solo due stelle su cinque, come si merita, ma io gli avrei dato di meno. Si è calcata molto la mano sui problemi psicologici dell’attrice, sul suo difficilissimo rapporto con la madre, sulle sue scopate in diretta. Non voglio ricordarla così, nemmeno per sogno. Non siamo mica solo ciò che ci accade nel privato, no? E di una persona trapassata si ricordano le cose belle, non è vero?