Citazione Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
Evidentemente se si fosse spettato qualcosa da Dio ne avrebbe condizionato la Sua stessa libertà, e di conseguenza anche la gratuità.
Come filosofo avrebbe dovuto saperlo senza bisogno di chiederglielo.
Tu che sei un po' filosofo che ne pensi? Visto che i morti non parlano più come le teiere non hanno mai volato.
ne penso al solito, che scrivo da anni:

l'alternativa tra credere e no - quella su cui Pascal discetta in termini di utilità attesa - avrebbe un senso solo nel caso di un credere unico, cui sia associata una dottrina sola, ed un relativo comportamento conforme;

nel momento in cui le dottrine sono plurime, col credere non si definisce nulla, perché crede certamente il kamikaze, l'eretico, ecc...

pertanto, tutta la metafisica e i gran discorsi, se va bene lasciano il tempo che trovano; più spesso agitano un rifiuto;

ora, chi voglia illustrare la propria fede, ha una qualche prospettiva di farlo solo attraverso lo specchio che la sua stessa condizione personale trasmette, esattamente come un commensale soddisfatto al ristorante testimonia della bontà del piatto che ha scelto, e induce chi debba ordinare a chiedere che stia mangiando di tanto buono;

nel caso di Pascal, poi, il sottinteso del ragionamento, anche nella sua buona fede di educatore, pone l'interlocutore su un piano di inferiorità morale, perché gli dice:

capisco che tu preferiresti darti alla dissolutezza, ma se ci rifletti capisci che ti conviene credere e obbedire al precetto;

in questo modo, si chiede all'interlocutore scettico di fare un sacrificio maggiore di quello del credente genuino, per una rinuncia alla dissolutezza che al vero credente non dovrebbe costare troppo, in cambio di uno status che è comunque di opportunismo e timore, immorale;
quando funziona, hai gli italiani, credenti superstiziosi e semi-pagani;
quando non funziona, hai dei lanzi ancora più motivati a distruggere chiese e icone cattoliche, perché il messaggio che invia Pascal finisce di fatto con l'evocare l'opportunismo blasfemo che ha motivato Lutero un secolo prima, e che Kant seppellirà definitivamente con tutta la metafisica.