non sono io a mettere le cose nello stesso calderone, ma la storia e la società, la cronaca:
la prostituzione femminile è un accessorio essenziale a protezione di quel negozio giuridico - così lo chiama il codice, non io - che è il matrimonio;
belle parole, ma la realtà materiale - che puntualmente viene confermata nella dottrina dei "carismi" - poi assegna ruoli gerarchici diversi e la sostanziale subalternità sociale della donna;"Siate sottomessi gli uni gli altri, come per il Signore" (Efesini 5)
Dove stare sottomessi non significa certo annullarsi o reprimersi, ma mettere al primo posto il Bene dell'Altro. Ragionare non più sull'io, ma sul noi.
ma guarda che io non ho nulla da ridire sulle preferenze, sia chiaro; se a te piace quell'idea, liberissimo;
ho solo fatto presente che con la contraccezione femminile sono crollati tutti i presupposti di quel modello di famiglia; che tu ne prenda atto o meno è rilevante solo per te e per il modo in cui ti poni tu rispetto al mondo, per prima la generazione dei tuoi figli;
hai più probabilità di far ascoltare ai tuoi figli Nilla Pizzi anziché Annalisa, che di convincerli a pensare alla famiglia nel modo in cui la intendi tu; e questo a prescindere dall'educazione che hai impartito loro; perché quel modello non lo incontrano più nemmeno, non nel loro mondo, nei gesti quotidiani; non saprebbero nemmeno come pensare le loro stesse azioni, come collocarle nel pensiero, nell'immaginario;
tu ancora non te ne rendi conto, perché ti culli in queste chiacchiere da forum, ma è come se tu raccontassi a un 20enne che vai in giro sempre con una scorta di gettoni del telefono, sia mai ti trovassi nella necessità; puoi pure raccontargli delle cabine, di quelle rotte e della fila; ma quello ti guarderà come tu fossi uno di quei grulli coi cartelli che annunciano la fine del mondo.







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