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Allora, dicevamo.
Queste due belle teorie « funzionano ». Nel senso che spiegano tutto (o quasi). Che , secondo le « leggi » fanno previsioni che si realizzano (ultime, molto mediatizzate, il bosone di Higgs per il Modello Standard e le onde gravitazionali e la loro velocità per la Relatività Generale) e poi....Il GPS funziona, no ? Per non parlare di tutte le altre diavolerie che ci confortano l'esistenza...bombe e raggi mortali fantascientifici compresi. Per la « legge del deserto di sassi », naturalmente, c'é ancora da scavare. Ma non é quello il problema di vicinato.
Il fatto é che lo « spazio » del Modello Standard é uno spazio « piano », euclideo, Lo scatolone, in un certo senso. Dove ci sono campi di forze, con le loro onde e dove saltellano quanti di energia qua e là, concretizzando la nuvoletta di probabilità dove vivono le particelle finché non interagiscono...e sono definite. Mentre quello della Relatività Generale é il « mollusco » di Riemann. Curvo, ma « liscio » e continuo. Ed ogni massa, per quanto piccola, é definita, come posizione e come velocità. E non vanno assolutamente d'accordo. Nel Modello Standard (quantistico), vige il principio di Indeterminatezza del signor Heisenberg : di una particella non si puo' conoscere contemporaneamente la posizione e la velocità (= quantità di moto, o momentum in inglisc). Quindi, nel mollusco rielativistico definire precisamente la posizione di una massa, la farebbe scappar via a velocità grandissimissima, quindi con energia stragrandechedipiùnonsipuo'..per farla sparire in un micro buco nero....Insomma, non funzionano insieme. Proprio no. Come già avevo scritto, si potrebbe dire : « Bé, ognuno a casa sua a morta là »...Malauguratamente, anche se nella vita quotidiana possiamo continuare a far finta di niente (come da millenni e millenni)...bé, non é proprio cosi, se si ha l'insana idea di « andare a fondo » nella realtà delle cose e non accontentarsi di favole e miti. Quindi, ipotesi su ipotesi per cercare di metter d'accordo capra e cavoli o per trovare « il graal » che sistemi tutto. E sono (finora) tutte « ipotesi » e non « teorie » in quanto tutte prive (finora) di riscontri sperimentali. Si tratta di teorie che come « terreno di gioco » hanno l'infinitamentepiccolochepiùpiccolononsipuo' ; la lunghezza di Plank. Dimensioni che hanno tanti zeri dopo la virgola, che uno si stufa di contarli e dice: "Vabbé....é cosi' piccolo, chissene". Il guaio é che di questo « quasiniente » é fatto e si fa tutto.
Quali sono le «pensate» in materia ? Una barcata. Nessuna con una verifica sperimentale. Quindi, ipotesi.
Andava per la maggiore, anzi, andavano (perché sono più di una), le « teorie delle stringhe » ( superstringhe, brane ed affini). Matematicamente bellissime (per chi ama questo genere di « estetica »
), caduta un po' in ribasso dopo la scoperta del bosone di Higgs e (a parere di molti), con un po' troppe « dimensioni » (oltre le quattro « canoniche »)...una ventina e più (mi pare, oggi). E poi c'é la « gravità quantistica a loop », che guadagna posizioni. Infatti, c'é un'esperienza scientifica in corso che potrebbe farla passare da « ipotesi » a teoria.
E dopo aver portato, conescamente, il segugio lungamente a spasso nella capitale batava, prendo il coraggio a due mani ed entro nel soggetto. La ritrosia nasce dalla difficoltà di presentare una svanverata su una storia che si svolge nel piccolisssimisssimassai e che é priva di qualsiasi (o quasi) possibilità di « immagine » reale di riferimento. Ed il farlo a parole mie, senza scopiazzare completamente quanto scritto da divulgatori scientifici eccelsi come Rovelli o Baggot.
Racconto, insomma, cosa ne ho capito. Ammesso che ne abbia compreso qualcosa.
L'idea che abbiamo dello spaziotempo (mollusco o piano che sia) é che sia « continuo », cioé che per quanto lo si esamini da vicino, o lo si « divida », si possa farlo all'infinito...che non ci sia limite al piccolissimissimassai. Inoltre, il campo gravitazionale, non coesiste, con le sue onde (ma senza « gravitoni » come particelle associate) con i campi del modello standardard in uno spaziotempo, ma é lo spaziotempo. La realtà che viviamo é il risultato macroscopico dell'insieme di questi campi. Non esiste uno sfondo o un contenitore. Ora, illustri signori (Bohr, Dirac, Heisemberg ed altri) hanno capito che ogni campo fisico é quantistico : quindi, granulare, probabilistico e che si manifesta nelle interazioni. Di conseguenza, lo stesso deve essere per il campo gravitazionale : lo spazio ed il tempo devono essere « oggetti quantistici » anche loro. E vivere anche loro in un limbo probabilistico (come l'elettrone intorno al nucleo), fino all'interazione. Il « limbo probabilistico » dell'elettrone intorno all'elettrone é vagamente immaginabile, come l' insieme delle orbite/posizioni possibili. Ma per lo spaziotempo....Bé, il signore che invento' il termine « buco nero » (J.Wheeler), lo immagino' come una « nuvola di geometrie diverse che si sovrapponessero »...una specie di schiuma di bollicine frastagliata. In analogia alle altre particelle, descrivibile da un'onda di probabilità di diverse geometrie. Ed insieme ad un altro visionario (il signor DeWitt), mette in equazione la « funzione d'onda dello spazio » e nasce la « Equazione degli orbitali » della Relatività generale. Cioé, la probabilità di osservare "un certo spazio". L'equivalente della funzione d'onda delle altre particelle quantistiche.
...ma...
Ci sono due problemini. Il primo é che l'equazione Wheeler-DeWitt non é ben definita matematicamente ed applicandola non da nemmeno numeri buoni per il lotto. Il secondo é che non si capisce bene che cosa significhi
.
E la variabile tempo é sparita.
Seguito e fine alla prossima
Ultima modifica di restodelcarlino; 23-03-2024 alle 15:48
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