beh, logicamente: no
se "lo servi", è lui che si serve di te e anche questo non dovrebbe essere;
la verità è che anche nell'"altruismo" ognuno "si serve" dei destinatari e persegue un suo tornaconto psicologico;
quindi, invece di postulare improbabili e vaghe bontà, in cui qualcuno finisce con l'ospitare un cetriolo in dòmo, sarebbe meglio stabilire dei codici e magari cercare gli egoismi più reciprocamente compatibili e meno nevrotici;
il primo passo sarebbe quello di smantellare un po' di ipocrisie sulla natura umana e accettare la nozione di un minimo sindacale dei bisogni individuali, sotto il quale non è più lecito aspettarsi rinunce.







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