beh, non è esattamente quello che ho scritto;
lasciando da parte i creatori varii, i comportamenti collaborativi e altruistici si sono selezionalti nell'istinto;
tuttavia, il progresso umano in termini di elaborazione e astrazione - che può essere semplicemente il frutto di un'insieme casuale di capacità e abilità da sviluppare e trasmettere - ha assunto dimensioni tali da rendere problematica una valutazione ponderata degli istinti nelle manifestazioni complesse del comportamento;
essere in grado di collocare e calcolare le conseguenze delle proprie azioni in un futuro prossimo, o addirittura remoto, porle in relazione con calcoli altrettanto consapevoli che si attribuiscono agli altri condiziona il presente istintivo in modi che hanno troppe conseguenze importanti;
dal conservare per la semina, invece di consumare subito, al commercio e scambio, fino alla pianificazione dei rapporti futurie dei legami di affidamento;
l'affidamento è qualcosa di utile, sul piano evolutivo, ma richiede un sofisticatissimo apparato ideologico, che spesso chiede prove niente affatto istintuali, tipo il sacrificio rituale di quanto è più caro per testimoniare la fedeltà al dio-feticcio;
colui che sacrifica, sarà probabilmente degno di fiducia e avrà una parola sola, mi pagherà quando gli porterò il grano, invece di darmi una coltellata e rubarmelo; la coltellata l'ha già data a suo figlio...![]()
però, c'è anche quest'altro: quanto diventa importante per l'individuo la coerenza con l'immagine che ha di se stesso, al di fuori dei motivi sociali ?
quante volte leggiamo motti-propositi-rivendicazioni di fedeltà a se stessi ?







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