Cono, però: ridurre un patrimonio di conoscenze e pratiche religiose quali sono quelle delle infinite altre religioni del pianeta mi pare eccessivo. Se poi mi vuoi dire che non importa in che modo il Principio Divino si manifesti nella realtà , che ad esempio in Italia non è lo stesso che in India o a Mogadiscio, allora ci posso stare. Ma svilire gli altri credi negando a priori la legittimità della loro esistenza è qualcosa che neanche la Santa Inquisizione si sarebbe permessa di fare. E infatti tu hai tra le suore e i preti gente che proviene dalle antiche missioni ecclesiastiche in quei luoghi ancora oggi per lo più sconosciuti che sono ad esempio le Filippine o l'America che fu dei Maya, degli Inca e degli Aztechi. Ma c'è una cosa che mi irrita più ancora di ciò che ti sto dicendo: la arbitraria "elisione", cioè eliminazione dal novero delle civiltà , di tutti quei popoli che per il solo dato di coltivare un certo "credo" sono stati progressivamente e malignamente indottrinati quando non peggio, solo perché professavano un diverso modo di concepire il "sacro". Ma senza andare troppo lontano nel tempo mi viene da ricordare il trattamento riservato a scienziati di chiaro "valore" come Galileo o Cantor o Nietzsche ed altri, che sicuramente non erano cattolici ma le cui idee incontrarono, per una strana similitudine storica, le stesse feroci opposizioni da parte dei cc.dd. "depositari della verità " che parimenti fu costretto a subire il Cristo nella propria vita e nella propria predicazione da parte di chi all'epoca era convinto di poter indurre nelle autorità la convinzione che l'accusa di sedizione venisse imputata a Qualcuno che voleva solo esprimere "in pace" il proprio concetto di vita "religiosa". Ironia della storia. Chi aveva scritto storto e chi diritto?
Cina e India contano quasi quattro miliardi di persone, cioè un terzo della popolazione umana e non credono in quello che dici tu. Altro miliardo e mezzo i musulmani che non credono quello che credi tu o i tuoi accoliti. Mi sa che siete destinati a diventare una minoranza anche tra i Cristiani, se consideri le tante confessioni come la Protestante e molte altre che attribuiscono alla tua visione teologica una scarsa esattezza. Come la mettiamo?
Queste sono le favolette che si raccontavano una volta al popolo "bue". Da allora ad oggi molte cose sono cambiate, come ad esempio il livello di istruzione medio della gente. Ma devo riconoscere che senza le favolette dei Vangeli probabilmente non avremmo avuto i grandi protagonisti dell'arte "visiva" e musicale che tutti conosciamo e che apprezziamo ancora oggi.







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