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Quello alla mia sinistra è un uomo che conosco abbastanza bene.
Guida come se avesse fatto solo quello in una vita molto lunga, finora, e non sempre semplice.
Il sole ci arriva sulle nuche, abbiamo aperto i finestrini e posso scegliere la stazione radio che preferisco, purché "tu non stia a cambiarla ogni tre per due perché mi dà sui nervi". Ha già predicato all'andata, forse al ritorno sono salva.
Dicono che ci assomigliamo perché i difetti, pensano alcuni, sono tramandati , ma io so di avere un carattere peggiore perché sono femmina.
Nessuno dei successivi guidatori di auto che vorranno portarmi a fare un giro gli assomiglierà.
E così...
... quello che non esiste è il migliore di tutti, prima di tutto perché mi fa cambiare stazione alla radio e non pigia di nascosto i tasti che ha sul volante, nè ha un'aria beffarda mentre lo fa sapendo che lo noterò.
Mi ha sempre detto che posso arrendermi quando voglio e tutte le volte che voglio, posso scocciarmi di questo e di quello tutte le volte che voglio. Sa che questa tecnica con me funziona perché mi rassicura sul fallimento che temo essere ad ogni angolo della mia mente e sa che alla fine farò qualcosa di sensato, come prevede. Non si complimenterà nè con me nè con se stesso (o almeno mi lascia pensare che sia così).
Passiamo il tempo a fare una cosa nuova per me, che non sono più giovane e non sono di certo l'ideale di ogni uomo e che non ho mai convissuto, vale a dire condividere spazi senza invasioni - se non per brevi incursioni e usando strategie alla Vauban per ridurre i danni.
Non riesco ad immaginare quali pregi possa trovarmi questo signore che, immaginificamente, mi accompagna per un tempo indefinito.
Difficilmente ci diciamo i pregi e i difetti - forse perché se li nominassimo comincerebbero a spuntare come nani da giardino nel nostro pigro giardino - mentre è più frequente che ci si guardi durante una telefonata familista cercando di capire quale effetto avrà.
Non ci sono colazioni a letto, di norma, ma si fa a chi prende i cornetti una di quelle mattine in cui esce per fare una camminata.
Di lui sappiamo che, oltre a non esistere, ha un sacco di piccole fisime: certo abbigliamento, certe parole, molte precisioni. Inattaccabili ma di cui si può ridere.
Di me sappiamo che, oltre a esistere, ho alcune decise fisime: certa pulizia, certe parole, sbracamento totale in stato di abbassamento della guardia. Tutto attaccabile purché se ne rida.
- E' possibile che io sia un olmo, come dice l'oroscopo celtico.
- Eeeh????
- Ho cercato su un libro che ho trovato: in base al tuo giorno di nascita, i celti ti assegnano un albero e le caratteristiche dell'albero sarebbero quelle del tuo carattere.
- Ho capito.
- Perché non dovrebbe essere possibile?
- Non ho detto che non sia possibile.
- Hai detto "ho capito" in quel modo.
- Quale sarebbe?
- Il modo di uno che ha avuto una risposta di cui non gli frega nulla...ma non importa. Voglio sapere se ci sono olmi, che tu sappia, qui intorno.
- Non lo so.
- Dovrò chiedere allora, non ne ho mai visto uno. Tranne sui libri.
- Quelli dell'oroscopo celtico...
- No, l'enciclopedia.
- Celtica?
- Sì, l'enciclopedia celtica che vendevano i celti porta a porta alla fine degli anni '70. Purtroppo non ho fatto in tempo a incontrarli, ma erano diversi da tutti quegli altri...
- Ah sì? Cosa avevano di particolare?
- Sapevano dove si trovano gli olmi.
Fossi stata più accorta nella mia vita, avrei potuto avere conversazioni molto simili a questa.
Accorta vale a dire più sensibile, ricettiva, attenta a farmi portare dove ci sono olmi... c'è chi sa farlo e chi ha imparato a farlo.
Io nessuna delle due.
Resta il fatto che ho impiegato molto tempo a conoscermi e a non riconoscermi solo in quello che gli altri dicono di me, quali che siano gli altri.
Direi che dagli olmi ci vado da sola perché: l'insicurezza, l'irrequietezza del "si fa o non si fa", il peso di una primogenitura del tutto casuale, il bisogno di alimentare la mia fantasia, il piacere della compagnia (non troppo numerosa), il piacere della condivisione (ma più di sei persone in giro insieme diventa subito gita che ognuno fa come gli pare e poi ci si vede alla macchina) e la necessità di non avere troppo silenzio in testa, se non quando scientemente decido che non c'è proprio nulla di più bello del non fare nulla, mi hanno steso i rami e hanno dato una botta alle radici.
Così il piacere di far ridere l'altro(quelloche ha un senso del tragico molto prominente però tutto sommato grandi tragedie non ne ha);
'sta cosa del dare una mano sempre, del rendersi disponibili perché se ascolti vi distraete in due e fa molto bene;
il non fa niente e non importa anche se ti girano le palle e farlo durare il giusto;
e il raggiungimento del non scappare più, che è stata una conquista molto patita.
Oggi un'amica mi ha detto che sono un donnone.
Ne conosco l'accezione fisica, ma non mi riconosco l'accezione morale.
Le ho risposto "boh".
- Gli olmi in Italia ci sono. Sono alberi che si trovano prevalentemente in collina, di solito in zone vicine a ruscelli, zone boschive.
- Se vuoi, ci organizziamo, ti ci porto.
- Ma poi che cosa ci devi fare?
- Faccio una foto di famiglia: io e l'olmo.
E ho finito.
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