eh, fare i genitori deve essere un gran casino, spesso imponderabile nel combinato disposto di tante cose;
ci sono genitori disgraziati con una grande voglia di vivere, che magari sono stronzi ma in un certo senso ti autorizzano ad amare la vita come loro e nella loro stronzaggine inconsapevolmente ti lasciano competere;
magari puoi avere un rapporto apparentemente migliore o di grande affetto con un genitore infelice, e quello involontariamente ti inibisce a "superarlo", metterti in competizione, e invece per solidarietà si tende ad essere infelici o irrealizzati per fargli compagnia;
quasi mai è uno schema consapevole, però è frequentissimo; io ho avuto a che fare con diverse figlie di madri infelici e rattrappite, persone buonissime e affettuose, ma che di fatto tarpavano le ali ai desideri delle figlie; di solito, queste figure, quasi sempre separate, hanno ex-mariti all'opposto, super vitali e gioiosi.
Ah ok. Ma non capisco l'osservazione - che comunque condivido - nel contesto della nostra conversazione...
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .